Criptovalute: perché mai dovremmo usarle?
Dietro le quinte

Criptovalute: perché mai dovremmo usarle?

Patrick McEvily
Zurigo, il 19.03.2019
Digitec Galaxus, pioniere nell'e-commerce svizzero, introduce le criptovalute come metodo di pagamento. Ma avrà futuro questo trend? I Bitcoin e il resto delle critpovalute vengono utilizzati solo per il riciclaggio di denaro sporco? O hanno futuro? E se sì quale? Sei domande per il CIO Oliver Herren.

Perché mai dovrei pagare con le criptovalute?
Oliver Herren, Chief Innovation Officer: Perché hai un po' di queste monete e vuoi usarle? O perché non puoi trasformarle in soldi veri poiché
non vengono accettate dalle banche? Oppure semplicemente perché da noi è possibile farlo? O forse perché ti piace provare cose nuove?

Prima o poi questa strana moneta verrà usata da tutti noi? Che possibilità dai alle criptovalute?
Possibilità incerte. E non sono ancora riuscito a capire perché la blockchain sia migliore di altri tipi di database. Finora le transazioni sono più costose e più lente rispetto ai pagamenti tradizionali. Il decentramento non aiuta. Inoltre, nessuna delle tecnologie è abbastanza scalabile. Ma forse ho investito troppo poco tempo in questo settore, perciò non riesco a capire bene come funziona l'ecosistema della blockchain.

Come è nata la decisione di introdurre le criptovalute nella nostra azienda?
Volevamo farlo da tempo, ma era troppo complicato. Ora siamo finalmente riusciti a implementare una soluzione semplice insieme a Datatrans e Coinify. E grazie all'impegno del Team Spectre, che ha messo in atto questa iniziativa con grande semplicità, anche se non è ancora entrata a far parte della nostra roadmap.

Ma questo passo non è ancora stato intrapreso da nessun altro negozio online o azienda e-commerce. Per quale motivo?
Le criptovalute vengono ormai accettate da diversi negozi online internazionali. E poi noi non veniamo pagati direttamente con le criptovalute, bensì mediante una moneta fiat che ci viene trasferita da Coinify. Quindi, presumibilmente, non ci stiamo scavando la fossa da soli.

Ho un amico di un amico che ha un po' di soldi che si è fatto in un modo... «speciale», diciamo, e ora vorrebbe «convertirli». Gli consiglieresti di passare alle criptovalute?
Non posso dare consigli di questo tipo anche perché a lungo termine non vale la pena fare soldi «in modo speciale» ed esistono prove a sufficienza al riguardo. Ma penso anche che per sbarazzarsi dei soldi guadagnati in nero si usino forme di investimento più classiche come i diamanti e l'oro. Oppure arte. O immobili. Nelle criptovalute c’è speculazione ma non c’è alcuna storia. E soprattutto: come fa a inserire i soldi – che presumo siano in contanti – nella blockchain? Il problema inverso è più comune. Come posso trasferire criptovalute dalla blockchain a un conto corrente bancario?

L’incidente di un mese fa ha fatto scalpore. Quanto è sicura la tua password?
Utilizzo un gestore di password e non sono in possesso di criptovalute. Non ho dunque un problema simile a quello di Gerald Cotton. La sua storia, però, dimostra chiaramente che i soldi investiti in banca hanno un valore aggiunto rispetto ai Bitcoin. Perché sono protetti dallo Stato. E lo Stato svizzero sembrerebbe affidabile. La storia di Gerald Cotton è interessante. Personalmente credo che vengano trasferiti importi troppo alti nel mercato dei Bitcoin. E penso che quest’ultimo non sia più accessibile in parte, da quando le password sono andate perse. Ma quando verranno venduti i primi computer quantistici a un prezzo pagabile, allora forse si potranno riutilizzare i Bitcoin persi.

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Patrick McEvily
Patrick McEvily
Communications Manager, Zurigo
Nel magazzino di Wohlen, nelle filiali o nel reparto finanziario: come springer nella giungla di Digitec Galaxus, salto da liana a liana alla ricerca di storie interessanti.

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