Gli appunti presi a mano stimolano la mente
Opinione

Gli appunti presi a mano stimolano la mente

Carolin Teufelberger
Zurigo, il 10.09.2020
Traduzione: Sanela Dragulovic
Nel 2020 scrivo ancora i miei pensieri a mano. Sembra strano, ma offre molti vantaggi.

Con una penna a sfera, preferibilmente una Caran d’Ache, applico una leggera pressione su un pezzo di carta. Dai miei movimenti si formano delle lettere nere che insieme diventano parole e frasi. La mia mano sente ogni movimento, ed esegue ogni gesto. Pagina dopo pagina si riempie di pensieri. Dove oggi ogni ufficio si vanta di lavorare senza carta, io sono quella diversa. Una che consuma consapevolmente carta. Mi prendo del tempo per i miei appunti lontano dalla luce aggressiva dello schermo. Nel mio quadernetto non ci sono schede che potrei aprire di lato, non ci sono social media che occupano troppo spazio sul mio monitor e nella mia testa. Quando scrivo i miei pensieri mi concentro solo su quest'unica attività.

I miei pensieri

Quando uso il quadernetto come promemoria nel ruolo di ascoltatrice, stimolo la mia memoria (documento disponibile solo in tedesco). Scrivere a mano è impegnativo, perché ogni lettera è una diretta conseguenza del movimento del mio polso. Devo decidere in pochi millisecondi cosa è importante e cosa no. Penso, formulo frasi praticamente in contemporanea altrimenti non riesco a stare dietro all’interlocutore. Scrivere sulla tastiera è piuttosto una forma di trascrizione. Mi ritrovo sullo schermo quasi parola per parola di quello che è stato detto, ma non ho idea di cosa significhi. Non mi affido sconsideratamente ai dati memorizzati elettronicamente, preferisco perdermi nei pensieri durante la conversazione.

La scrittura a mano ha un valore sia razionale che emotivo. La personalità risuona in ogni parola scritta. Nessun font Arial 11, usato da tutti, ma lettere che tendono a sinistra o a destra, a volte collegate, a volte no. Ognuno scrive a modo suo. Quando apro il mio taccuino a degli sconosciuti, si fanno subito un'immagine di me come scrittrice, senza nemmeno aver letto il contenuto. La nostra calligrafia è tanto individuale quanto noi umani.

Qualità e non solo quantità

Solo con un quaderno e una penna, percepisco l’ambiente in modo più consapevole. Il mio sottile quaderno Moleskine non blocca la mia visione del mondo. Dietro il mio portatile, invece, sono nascosta e incapsulata come dietro un muro. Non voglio cercare i miei appunti con «CTRL» + «F» in pochi secondi. Voglio leggere quello che è stato scritto e cercare nella mia testa il contesto. Voglio capire, non solo riempire il disco rigido.

Sì, a mano sono più lenta di quanto lo sarei con le 10 dita sulla tastiera. E questo è l’unico vantaggio dello scrivere al PC. Ma perché tutto deve essere sempre una corsa contro il tempo invece di prenderselo consapevolmente, di viverlo consapevolmente? In un mondo in cui tutto deve essere quantificabile ed efficiente, gli appunti scritti a mano sono quasi considerati una protesta. Poiché decido in modo consapevole e opto per la qualità dell'informazione, non per la pura quantità. Con i miei appunti scritti a mano mi trovo su una strada pittoresca, mentre i fanatici del laptop percorrono la vita in autostrada.

Scrivi ancora a mano?

  • No. Lavoro solo in digitale.
    9%
  • Al massimo la lista della spesa al massimo.
    13%
  • Carta e penna sempre con me.
    76%

Il concorso è terminato.

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Carolin Teufelberger
Carolin Teufelberger
Editor, Zurigo
Ampliare i miei orizzonti: si riassume così la mia vita. Sono curiosa di conoscere e imparare cose nuove. Le nuove esperienze si nascondono ovunque: nei viaggi, nei libri, in cucina, nei film o nel fai da te.

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