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di Anna Sandner

Scorrere per ore e ore fa parte della vita quotidiana di molte persone. Gli psicologi analizzano come i sentimenti, le abitudini e la mancanza di autocontrollo ci tengano bloccati nel vortice digitale.
Volevi controllare l'orologio per un attimo e ti sei perso in uno scorrimento infinito di feed o reel. Questo può diventare un peso e avere conseguenze sulla salute mentale, sulla vita quotidiana e sulle relazioni con gli altri. I ricercatori guidati dallo psicologo Matthias Brand dell'Università di Duisburg hanno studiato il motivo per cui è così difficile staccarsi dallo schermo.
Per lo studio, pubblicato sulla rivista «Comprehensive Psychiatry», hanno chiesto a più di 800 persone di entrare in laboratorio. L'obiettivo era quello di testare un modello teorico per lo sviluppo delle dipendenze comportamentali. Lo studio è durato circa cinque ore e ha incluso interviste (ad esempio sul consumo di media e sulla salute mentale) e vari compiti al computer, come una prova di controllo degli impulsi in cui viene chiesto di reagire a determinati stimoli ignorandone altri. C'è stato anche un sondaggio di follow-up sei mesi dopo.
Secondo i risultati, ci sono tre meccanismi principali che guidano e mantengono l'uso problematico di internet. In primo luogo, il desiderio di sentirsi meglio o meno male. In secondo luogo, una costrizione interiore ad andare online. E infine, la difficoltà di interrompere il comportamento.
«Siamo riusciti a dimostrare empiricamente per la prima volta che questi tre percorsi lavorano insieme», afferma Matthias Brand in un comunicato stampa. Il fattore decisivo è l'interazione tra emozioni, abitudini e autocontrollo. Insieme, i meccanismi affettivi e cognitivi sono stati in grado di spiegare il 63,5% dei sintomi dell'uso problematico di Internet al momento dello studio e il 42% dei sintomi dopo sei mesi - e quindi di predire i sintomi attuali e futuri.
Come spiega Matthias Brand nel suo comunicato stampa, la ricerca è stata in grado di spiegare i meccanismi affettivi e cognitivi.
Come spiegano i ricercatori, le persone colpite si rivolgono a internet per sfuggire allo stress e alle sensazioni spiacevoli. Questa strategia sfavorevole è automatizzata, vale a dire che l'uso dello smartphone avviene incidentalmente, senza pensarci troppo. Un alto grado di automatizzazione è stato associato a una maggiore impulsività, ad esempio, alle prove oggettive. Inoltre, le persone affette da questa patologia si rivolgono a internet per sfuggire allo stress e alle sensazioni spiacevoli.
Inoltre, le persone colpite sviluppano un intenso desiderio psicologico di consumo e la sensazione di non essere in grado di controllare o fermare il proprio comportamento. Quest'ultimo aspetto è stato associato a una riduzione dell'autocontrollo, ad esempio nelle prove oggettive.
Il consumo problematico di media e i disturbi da uso di Internet sono un problema crescente per la società e per gli individui. Una comprensione più approfondita delle cause di questi comportamenti è fondamentale per poterli prevenire e aiutare efficacemente.
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Articolo originale su Spektrum
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