Chi l'ha inventato? Dall'originale alla copia
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Chi l'ha inventato? Dall'originale alla copia

Essendo difficile, e non sempre necessario, reinventare la ruota, gli oggetti design più iconici spesso e volentieri vengono copiati o rielaborati. È bene sapere quando si tratta dell'originale, della copia e di una reinterpretazione. Ecco, dunque, una serie di articoli sui grandi classici del design e sui prodotti del nostro assortimento che si ispirano proprio ad essi.

«All ideas are free»: gli studenti di Takeshi Sunaga, professore di information design presso la Tama University of the Arts (TAU) di Tokyo, devono sottoscrivere questa frase quando frequentano le sue lezioni(*). Secondo lui, ogni idea è libera di essere riutilizzata e ulteriormente sviluppata nel processo creativo. Solo il copia incolla spudorato è severamente vietato.

La stessa cosa, a parer mio, vale per il product design. È più che legittimo basarsi su un un grande classico per crearne uno nuovo, sviluppando ulteriormente l'idea. In fondo, lo si è sempre fatto e anche gli oggetti iconici del XX secolo sono spesso una rielaborazione di idee antecedenti. In questa serie di articoli, ho esaminato e riassunto le schede tecniche di alcuni grandi classici, paragonandoli ad altri prodotti del nostro assortimento che si ispirano proprio ad essi. In questo modo, al momento del prossimo acquisto, saprai su cosa si basa il mobile o la lampada in questione e potrai prendere una decisione consapevole a favore o contro il remake.

1. «S 32»

  • Designer: Marcel Breuer
  • Produttore: Thonet
  • Anno di origine: 1929/30
  • Realizzato in: Germania
  • Valore: circa 900 euro
Bella combinazione: l'innovativo tubolare d'acciaio industriale abbinato a materiali tradizionali naturali quali il legno e la paglia di Vienna.
Bella combinazione: l'innovativo tubolare d'acciaio industriale abbinato a materiali tradizionali naturali quali il legno e la paglia di Vienna.
Fonte: Pia Seidel

Marcel Breuer progettò la sua «S 32» in tubolare d'acciaio cromato già nel 1928, ma la sedia fu prodotta solo nel 1930 dalla nota azienda tedesca a conduzione familiare Thonet. Il design fu considerato innovativo all'epoca perché combinava l'acciaio tubolare con la tipica produzione Thonet di mobili in legno curvato. La seduta e lo schienale in legno massiccio e paglia di Vienna davano un senso di tradizione, mentre la struttura in acciaio dava un senso di contemporaneità volto al futuro. Anche la forma della sedia era rivoluzionaria. Tuttavia, l'idea originale di quest'ultima era di Ludwig Mies van der Rohe, che nel 1927 brevettò per la prima volta la cosiddetta sedia a sbalzo con le sue «MR 10 e MR 20». Con la «S 32», Marcel Breuer si limitò a migliorare l'elasticità della sedia. Per questo motivo, ma anche per il geniale abbinamento estetico ad alto contrasto, la sedia è stata copiata e reinterpretata per anni. Il marchio di mobili Pfister, ad esempio, attualmente offre un modello molto simile. Se osservi attentamente, noterai delle differenze: nella copia le viti non sono state incassate in maniera così elegante e invisibile come nell'originale.

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2. «Stool 60»

  • Designer: Alvar Aalto
  • Produttore: Artek
  • Anno di origine: 1932-33
  • Realizzato in: Finlandia
  • Valore: circa 250 euro
Bello e pratico: lo «Stool 60» si distingue dai soliti sgabelli grazie alle gambe in legno ricurve.
Bello e pratico: lo «Stool 60» si distingue dai soliti sgabelli grazie alle gambe in legno ricurve.
Fonte: Pia Seidel

Lo «Stool 60» di Alvar Aalto è stato prodotto ininterrottamente e in maniera quasi invariata dal 1933. Può essere utilizzato come sgabello, tavolino o piano d'appoggio ed è caratterizzato dalle gambe ricurve che lo rendono inconfondibile e impilabile. L'originale «Stool 60» è realizzato in legno di betulla, ma ora vi sono anche modelli con la seduta rivestita in pelle o linoleum. Lo sgabello «Tap» di Normann Copenhagen assomiglia in modo quasi sospetto alla versione in linoleum dello «Stool 60». La differenza è che le gambe si collegano ai lati della seduta anziché alla parte inferiore di quest'ultima, facendo a meno dell'innovativa curvatura a L che tanto caratterizza l'originale.

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3. B.K.F. Chair / Hardoy Chair, Butterfly Chair

  • Designer: Antonio Bonet, Juan Kurchan e Jorge Ferrari-Hardoy
  • Produttore: Knoll
  • Anno di origine: 1938
  • Realizzato: originariamente in Argentina
  • Valore: circa 670 euro
Design portatile: la «Butterfly Chair» è compatta, leggera e realizzata con solide barre d'acciaio.
Design portatile: la «Butterfly Chair» è compatta, leggera e realizzata con solide barre d'acciaio.

La «B.K.F. Chair / Hardoy Chair, Butterfly Chair» è costituita da due barre d'acciaio ricurve e intersecanti saldate tra loro, e da un pezzo in pelle a forma di farfalla. Una volta chiusa, la sedia non occupa praticamente spazio, mentre da aperta offre il comfort di una poltrona avvolgente come un bozzolo. Il suo nome, piuttosto lungo, è un acronimo dei cognomi degli inventori: Antonio Bonet, Juan Kurchan e Jorge Ferrari-Hardoy, che insieme fondarono il Grupo Austral a Buenos Aires nel 1938. Questa sedia fu ufficialmente una proposta di re-design della tradizionale sedia pieghevole in legno della fine del XIX secolo, che secondo Vitra inizialmente veniva utilizzata solo per scopi militari, per il campeggio e per i circhi itineranti in Inghilterra e negli Stati Uniti. La «Butterfly Chair» fu originariamente prodotta in Argentina. Oggi viene ufficialmente venduta anche da altre aziende di arredamento come Knoll, che produce in Germania. Sebbene VidalXL non sia un produttore ufficiale, offre una sedia pieghevole dal design molto simile che tuttavia presenta delle barre metalliche leggermente più spesse rispetto alla vera e propria «Butterfly Chair».

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4. Le Klint 101 Lantern

  • Designer: Kaare Klint
  • Produttore: Klint
  • Anno di origine: 1944
  • Realizzato in: Danimarca
  • Valore: circa 500 euro
L'arte di piegare la carta: la ricchezza di dettagli rende la lampada a sospensione «Le Klint 101 Lantern» un vero e proprio gioiello.
L'arte di piegare la carta: la ricchezza di dettagli rende la lampada a sospensione «Le Klint 101 Lantern» un vero e proprio gioiello.
Fonte: Pia Seidel

La lampada «Le Klint 101 Lantern» del designer Kaare Klint è una combinazione perfetta di design, tecnologia e artigianato. È tutt'oggi realizzata in carta e in una lamina filigranata in PVC riciclabile che non contiene plastificanti nocivi. «Le Klint 101 Lantern» illumina con una luce morbida e soffusa perché il paralume è interamente chiuso ed è in materiale semitrasparente. È pertanto una lampada a sospensione che va appesa in alto. È conosciuta soprattutto per le sue eleganti pieghe, che l'hanno resa un oggetto famoso e spesso utilizzato nelle scene dei film. Basta pensare ad esempio alla scena in camera da letto del film «Facciamo l'amore» con Marilyn Monroe. Oggi «Le Klint 101 Latern» è disponibile anche come lampada da tavolo o a stelo e molti marchi scandinavi come Nordlux la propongono in forme modificate.

5. Sacco

  • Designer: Gatti, Paolini e Teodoro
  • Produttore: Zanotta
  • Anno di origine: 1968
  • Realizzato in: Italia
  • Valore: circa 370 euro
Poltrona simbolo del design italiano: «Sacco» è la seduta più informale, versatile, irriverente e geniale ed è una dichiarazione di stile.
Poltrona simbolo del design italiano: «Sacco» è la seduta più informale, versatile, irriverente e geniale ed è una dichiarazione di stile.
Fonte: Pia Seidel

I tre giovani architetti italiani Piero Gatti, Cesare Paolini e Franco Teodoro volevano progettare una poltrona che si modellasse alla forma del corpo come quando ti siedi sulla neve. Così nacque l'idea di un sacco riempito di pallini di polistirolo espanso. «Sacco» fu la prima poltrona a sacco mai realizzata e divenne rapidamente un successo mondiale perché è leggera e flessibile. Può completare l'angolo di un divano o essere esposta in solitario grazie al suo carattere scultoreo e può essere usata sia all'interno che all'esterno di casa. L'idea della poltrona-tuttofare è stata poi riproposta da altri marchi come Atelier del Sofa, con una silhouette personalizzata e un altro tipo di riempimento. L'originale è della casa madre italiana Zanotta, che continua a produrla sin dal suo lancio nel 1968. Ultimo aggiornamento: il polistirene espanso (EPS) dell'imbottitura è stato recentemente sostituito da un poliestere a base biologica (PLA) e il rivestimento è ora realizzato in Econyl, una plastica riciclata.

6. Ultrafragola

  • Designer: Ettore Sottsass
  • Produttore: Poltronova
  • Anno di origine: 1970
  • Realizzato in: Italia
  • Valore: circa 10 000 euro
«Ultrafragola» è uno specchio e una lampada in uno.
«Ultrafragola» è uno specchio e una lampada in uno.
Fonte: Pia Seidel

Non è certo una novità: «Ultrafragola», l'iconico specchio/lampada di Ettore Sottsass prodotto tutt'oggi dal marchio italiano Poltronova, sta attualmente celebrando una rinascita. Quando è spento, lo specchio/lampada è di colore bianco opalino mentre acceso diventa rosa fluo. Il carattere decorativo di questa specchiera ha dato origine a numerosi selfie su Instagram dopo la pandemia, anche da parte di celebrità come Bella Hadid o Frank Ocean. Il revival potrebbe avere a che fare anche con il rinnovato interesse per gli oggetti del gruppo Memphis, un collettivo di design fondato da Sottsass nel 1981, che divenne famoso con i suoi oggetti ornamentali dalle forme geometriche e i colori accesi. Pur essendo stato creato prima della fondazione del gruppo, «Ultrafragola» rappresenta pienamente l'estetica di Menphis con quella cornice rosa fluo ondulata come dei capelli lunghi. Oggi lo specchio/lampada racchiude dei LED al posto dei tradizionali tubi al neon e non ne esistono quasi copie identiche. Eppure, la classica forma ondulata della cornice viene spesso ripresa da altre specchiere eclettiche, come «Lacs» di Beliani o «Curvy Mirror» di Gustav Westman.

7. Atollo 233

  • Designer: Vico Magistretti
  • Produttore: Oluce
  • Anno di origine: 1977
  • Realizzato in: Italia
  • Valore: circa 800 euro
Come una scultura: l'iconica lampada da tavolo a forma di fungo colpisce con le sue geometrie intramontabili.
Come una scultura: l'iconica lampada da tavolo a forma di fungo colpisce con le sue geometrie intramontabili.
Fonte: Pia Seidel

Nel corso degli anni, la lampada dimmerabile Oluce «Atollo 233» di Vico Magistretti si è trasformata nell'archetipo della lampada da tavolo. Si basa su delle semplicissime forme geometriche: un cilindro, un cono, una semisfera. Eppure, è incredibilmente decorativa e sempre attuale. La sua silhouette ricorda anche quella di un fungo o, con un po' di fantasia, quella di una medusa, che secondo Pinterest sarebbe di tendenza nel 2024. Il design originale è disponibile in diverse versioni: in vetro di Murano bianco e nero, in bronzo satinato e in ottone. La lampada «Corello» di Venture Home, realizzata in pietra spruzzata di colore marrone, ha un aspetto molto simile.

(*) Detto da Ingmar Thies nel podcast di Sven Saro «Ohne den Hype» (senza l'hype).

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Sono la cheerleader del buon design e ti informo su tutto ciò che ha a che fare con l'arredamento, parlandoti delle ultime trovate dell’interior design – dalle più semplici alle più sofisticate – mostrandoti i nuovi trend e intervistando le menti creative del design direttamente sul loro posto di lavoro. 


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