Pia Seidel
Retroscena

La Svizzera ricicla alla grande, ma questo designer ricicla con stile

Pia Seidel
24.3.2026
Traduzione: Alessandra Ruggieri De Micheli
Immagini: Pia Seidel

In molte località della Svizzera, la carta straccia viene diligentemente impilata per poi essere smaltita. Kevin Dizami traduce queste pile di carta in arte, ricordandoci che la bellezza spesso si nasconde dietro alle cose più semplici.

Ciò che succede con la carta è quasi un rituale. Ogni settimana nella cassetta della posta trovi opuscoli pubblicitari, giornali vari e volantini. Senza pensarci, sfogli rapidamente le pagine, sospiri e getti via tutto. A un certo punto, ti metti a impilare la carta straccia per lasciarla davanti alla porta di casa o portarla al punto di raccolta… e non ci pensi più. Kevin Dizami, invece, ha messo in discussione questo rituale, trasformando la carta straccia in tavolini dal fascino scultoreo.

Il designer industriale svizzero, con origini ispanico-congolesi, ha il suo atelier a Zurigo ed è rappresentato dalle gallerie Basalto Collective e Nov Galerie. Ogni foglio viene impilato, rivestito in porcellana e quindi cotto. La carta in sé scompare nel fuoco, ma lascia un segno originario inconfondibile grazie al quale viene come cristallizzata nel tempo.

Queste opere immortalano quell'inquietante contrasto tra il flusso di informazioni indesiderate e la nostra totale indifferenza al riguardo.
Kevin Dizami
Il designer industriale recupera ciò che viene abbandonato.
Il designer industriale recupera ciò che viene abbandonato.

L'idea del «A4—Side Table» gli venne a Bienne. Quando vi si trasferì, notò per la prima volta le pile di fogli accuratamente allineate sui marciapiedi e ne rimase colpito. «Non avevo mai visto nulla di simile a Losanna, dove sono cresciuto. O forse semplicemente non ci avevo mai fatto caso». Era affascinato dal fatto che le persone si prendessero il tempo di impilare i rifiuti con tanta cura. «È spazzatura, carta straccia. Ed è proprio per questo che mi piace».

Tuttavia, si sentiva un po' a disagio a portare via quelle pile di carta perfettamente impilate. «La gente mi guardava e mi chiedeva: ‹Ma che ci fai con tutta quella carta?›». Ci trovò fatture, solleciti, buste paga, documenti che avrebbero dovuto essere distrutti, pensava, ma si sbagliava di grosso. «C'è proprio di tutto», afferma ridendo. Per questo trattava ogni singolo foglio con tutta la dovuta cura.

Quello che seguì fu tutt'altro che semplice: era un lavoro manuale, minuzioso, meditativo, ma anche snervante. La carta patinata è sottilissima e quindi molto delicata: la temperatura deve essere aumentata gradualmente e la cottura può durare anche tutta la notte. «La cottura della ceramica è una scienza a sé stante». Al primo tentativo, andò tutto in fumo. Ci sono voluti quasi due anni prima di riuscire a realizzare i primi pezzi.

Foglio dopo foglio, …
Foglio dopo foglio, …
… sollecito dopo sollecito.
… sollecito dopo sollecito.
Le inconfondibili tracce.
Le inconfondibili tracce.

Il suo approccio deriva da una convinzione che caratterizza tutta la sua opera – e che egli attribuisce in parte alle sue origini congolesi. In Congo si conosce il cosiddetto articolo 15, un paragrafo fittizio ma ben noto a tutti, che in parole povere dice: arrangiati con quello che hai. Il musicista congolese Pépé Kallé lo ha immortalato negli anni Ottanta nella sua omonima canzone e da allora è diventato una filosofia di vita. I copertoni vengono trasformati in mobili, i tessuti in abiti e i rottami in materia prima. «Ciò che consideriamo spazzatura, vien visto come una risorsa. Vorrei che il mio design seguisse proprio questo approccio».

Prendo qualcosa di esistente e gli do una nuova funzione. Non invento nulla di nuovo. Non parto da zero, ma forse da dieci o venti.
Kevin Dizami
Dalla carta straccia impilata in strada al salotto: A4—Side Table.
Dalla carta straccia impilata in strada al salotto: A4—Side Table.

Ciò che rende così efficace il lavoro di Dizami è che non ha un tono moralista. Niente prediche sulla sostenibilità. Al contrario, crea qualcosa di così bello che non puoi fare a meno di fermarti un attimo e chiederti perché non l'hai mai visto da questa prospettiva.

Forse siamo tutti un po' pigri. Lo sono anch'io. Ma l'estetica che perseguo è questa: prendo uno scarto e faccio di tutto per farlo apparire come nuovo.
Kevin Dizami

Non sa dove si trovino oggi i tavolini che ha venduto. «Forse uno di essi viene usato come tavolino da salotto. Solo che su una superficie così chiara noti subito ogni minima macchia di caffè», afferma sorridendo. Una volta terminati gli ultimi pezzi, aveva bisogno di prendersi una pausa. È stato un progetto lungo e intenso… a un certo punto bisogna staccare. Proprio come i fogli di carta che ha salvato, anche lui ora vive una nuova fase.

Immagine di copertina: Pia Seidel

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