«Bacteria Lamp»: la lampada fatta con i tuoi batteri

«Bacteria Lamp»: la lampada fatta con i tuoi batteri

Pia Seidel
Zurigo, il 05.07.2019
Immagini: Thomas Kunz
Responsabile di traduzione/revisione: Leandra Amato
Jan Klinger, giovane design di Stoccolma, dimostra quanto possa essere personale il design progettando lampade create con qualcosa che ti appartiene... i tuoi batteri.

Ci sono momenti che ti illuminano la giornata. Il mio incontro con Jan Klingler, industrial designer svedese, è uno di questi. Mi è capitato di incrociarlo a Milano, durante una delle numerose mostre del Salone del Mobile. In genere, di giorno i designer rimangono sullo sfondo, per poi fare la loro comparsa solo durante l'aperitivo. Jan coglie l'occasione per dare un'occhiata agli altri progetti e io ne approfitto per parlare delle sue lampade «contagiose».

Come ti è venuta l'idea della «Bacteria Lamp»?
Jan Klingler: È il risultato della mia ricerca sul significato e lo scopo del mio lavoro creativo. Nella nostra società di consumo, voglio stabilire relazioni forti e durature tra le mie creazioni e i loro proprietari.
Ho iniziato dai miei effetti personali. Negli ultimi nove anni mi sono trasferito cinque volte in giro per l'Europa, perciò li ho gradualmente ridotti al minimo. Oltre a oggetti essenziali come i vestiti, mi sono rimaste delle cose strane: il dopobarba, che non posso usare a causa di una reazione allergica, è ancora uno dei miei beni più preziosi. Ed è l'unica cosa che ho ereditato da mio nonno. Non appena lo vedo o ne sento l'odore, penso subito ai bei momenti che ho trascorso con lui.
Dopodiché, ho voluto trovare un modo per creare un rapporto altrettanto duraturo e profondo tra i miei progetti e i loro futuri proprietari. E così ho sviluppato un contenitore per ricordi e contenuti altamente personali: una lampada fatta di batteri.

Perché proprio i batteri?
Ogni essere vivente e ogni luogo ha un'impronta digitale microbiologica, da cui si possono prelevare campioni estremamente personali e unici. Che si tratti del luogo del tuo primo appuntamento, di un viaggio indimenticabile o di una persona a te cara che è lontana, le possibilità sono individuali come ognuno di noi.

Perché proprio una lampada?
Fondamentalmente, la reputazione dei batteri nella società odierna è piuttosto negativa. La mia lampada aiuta i batteri a essere percepiti non solo come portatori di malattie, ma anche come oggetti che possono creare un bel design e avere un valore personale. Con un disegno unico e colori allegri, i batteri suscitano l'interesse dello spettatore, che diventa più ricettivo, vuole saperne di più sugli organismi e sulla loro origine.

Le lampade saranno disponibili in due versioni: una lampada rotonda che può essere appesa alla parete e una lampada da tavolo che ricorda un vasetto da laboratorio.
Le lampade saranno disponibili in due versioni: una lampada rotonda che può essere appesa alla parete e una lampada da tavolo che ricorda un vasetto da laboratorio.

Come viene realizzata la lampada?
Durante la prima fase, i recipienti vengono soffiati a bocca nella vetreria «The Glas Factory» nel sud della Svezia. La forma si ispira ai vasi da laboratorio. A causa delle dimensioni, la realizzazione richiede grande abilità. Le restanti fasi vengono eseguite in laboratorio per garantire la cosiddetta biosicurezza sul posto di lavoro. Vengono effettuati test per verificare che non vengano utilizzati microrganismi infettivi per l'uomo. Infine, le culture di batteri vengono versate nei contenitori. Dopo 24-48 ore nell'incubatrice, il processo di crescita viene fermato da un sigillo di resina colata e i batteri diventano fossili moderni.

Come e quando decidi che una lampada è pronta e i batteri possono smettere di crescere?
Rispetto alla scienza controllata, qui i batteri assumono il ruolo di artisti. I modelli che creano quando si sviluppano mi sorprendono ogni volta. Anche se gli stessi batteri vengono riutilizzati, continuano a crescere e mai allo stesso modo. Io metto fine al processo di crescita dopo 48 ore al massimo, sigillando completamente i batteri nella resina.

Con il tuo progetto, dimostri che si possono combinare due discipline che finora hanno avuto pochi punti di contatto. Da dove arriva il tuo interesse per la microbiologia?
Ho sempre avuto interessi diversi, ed è per questo che dopo essermi diplomato ho fatto molta fatica a capire quale strada prendere. Ero indeciso tra medicina, biologia o «qualcosa di creativo» e alla fine ho optato per il design. Non me ne sono mai pentito. La professione del designer è creativa ed estremamente interdisciplinare. Posso guardare altre discipline che mi interessano da una prospettiva diversa, sperimentare e quindi imparare costantemente cose nuove.

Dopo una fase di crescita di 24-48 ore, i microrganismi vengono definitivamente sigillati con la resina.
Dopo una fase di crescita di 24-48 ore, i microrganismi vengono definitivamente sigillati con la resina.

Quanti tentativi hai dovuto fare prima di trovare un microbiologo che fosse disposto a collaborare?
Inaspettatamente pochi. In Svezia, è facile trovare figure professionali che lavorano in modo interdisciplinare. Ho avuto la fortuna di conoscere il dottor Volkan Özenci, medico capo e microbiologo di Stoccolma, che ha dedicato molto tempo al progetto e ad aiutarmi a capire meglio la materia. Ed è durante questo processo che abbiamo sviluppato un linguaggio comune tra il mondo del design e quello della scienza. Sono stato il primo designer industriale a far parte del suo team di ricerca. Tra le altre cose, abbiamo progettato nuovi vasi e strumenti da laboratorio che accelerano e migliorano la diagnosi di laboratorio delle malattie infettive.

Perché hai preso la decisione di non produrre le tue lampade in massa?
I prodotti che ci circondano sono sempre un'espressione di chi li possiede. Ci evolviamo ogni giorno che passa. Ecco perché è importante distinguere tra relazioni emotive a breve e a lungo termine tra persone e prodotti. Una tendenza come quella dei Fidgetspinner è un ottimo esempio di relazioni a breve termine. Ora che ogni chiosco o rivenditore si è rifornito di una grande quantità, l'entusiasmo delle masse è già finito. Come designer industriale, voglio creare legami duraturi tra persone e oggetti per dare un senso ai miei progetti.

Qual è il pezzo più personale attualmente a casa tua?
Una lampada che proviene da una colonna di Östermalmstorg a Stoccolma, dove ho conosciuto il mio ragazzo. La connessione emotiva con la lampada è fortissima, perché mi ricorda sempre l'inizio della nostra relazione. Ho anche altri pezzi, ad esempio la Bacteria Lamp, con batteri presi da amici e monumenti della città. Penso che chiunque si trasferisca per motivi di studio, per un nuovo lavoro o per amore senta il bisogno di circondarsi di un pezzo della propria vecchia casa. Ecco perché, la prossima volta che li vedrò, preleverò dei batteri dalla mia famiglia e da quella del mio compagno: immortalerò tutti in una bella foto astratta di famiglia sotto forma di lampada batterica.

Quali sono i tuoi prossimi progetti? Attualmente sto lavorando a ulteriori progetti a metà tra la microbiologia e il design. Non vedo l'ora di presentarli.

Come designer, Jan vuole promuovere relazioni tra persone e oggetti.
Come designer, Jan vuole promuovere relazioni tra persone e oggetti.
Della serie Slow Design I designer progettano deliberatamente oggetti che funzionano senza tecnologia o rallentano i processi. Sembra assurdo, ma dovrebbero essere sostenibili e migliorare il nostro benessere. Nella mia serie ti parlo della tendenza recente di arredare con lo «Slow Design», utilizzando esempi attuali.

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Pia Seidel
Pia Seidel
Teamleader Editorial Galaxus, Zurigo
Sono una cheerleader del design. Giro il mondo con particolare attenzione e consumo arte, design e moda come se fossero caramelle. Amo particolarmente viaggiare e immergermi nella magia di posti nuovi. Mi piace anche andare alla ricerca delle tendenze del momento, nelle fiere o per le strade. Nella quotidianità mi diletto a plasmare le mie quattro mura ed i miei podcast.

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