Retroscena

7 punti sul design discussi con Elias Van Orshaegen

Pia Seidel
11.1.2024
Traduzione: Alessandra Ruggieri De Micheli
Immagini: Pia Seidel

Cosa lega le menti creative del design ai loro oggetti? Qual è il loro Leitmotiv e cosa li ispira?

In questa serie di articoli cerco di dare una risposta a queste domande, intervistando personalità di spicco di questo settore. Questa volta tocca a Elias Van Orshaegen.

È un designer di 28 anni cresciuto nell'atelier di falegnameria del padre in Belgio, a cui dava una mano dopo la scuola, nei fine settimana, ma anche durante le vacanze. A volte il lavoro gli piaceva di più e a volte meno, quando l'approccio in atelier diventava troppo tecnico per i suoi gusti. Si realizzava di tutto – spiega – dalle scale alle finestre, fino a intere cucine, ma solo di rado si creavano dei veri e propri mobili. Elias si divertiva di più a creare progetti secondari, come quando creava spade, insegne o decorazioni natalizie. Sebbene i suoi inizi non avessero nulla a che fare con il design, in lui c'era già un piccolo designer. Un anno dopo essersi laureato in interior design, nel 2021, ha fondato il suo marchio di mobili. Da allora, il suo lavoro oscilla tra arte e artigianato.

Elias Van Orshaegen è designer, architetto d'interni e artigiano di origine belga.
Elias Van Orshaegen è designer, architetto d'interni e artigiano di origine belga.
Fonte: Pia Seidel

«Love Seat» è il mio oggetto preferito della tua collezione. Cosa si cela dietro ad esso?
Questa panca ha una superficie in alluminio, una base in acciaio inossidabile lucidata manualmente e una seduta arcuata che induce le persone sedute a scivolare l'una verso l'altra. Esiste già un progetto simile, la doppia poltroncina «Tête-à-tête» del maestro ebanista statunitense John Henry Belter, la cui struttura invita le persone a guardarsi negli occhi e a conversare con discrezione mentre sono sedute.

La panca «Love Seat» fa avvicinare le due persone che vi si siedono.
La panca «Love Seat» fa avvicinare le due persone che vi si siedono.
Fonte: Pia Seidel

Qual è l'oggetto preferito che hai concepito?
L'oggetto a cui tengo di più è il tavolo della collezione «Soona». L'ho progettato dopo la «Love Seat» in un momento di grande ispirazione dopo il mio viaggio in Messico. Per realizzarlo, sono tornato per la prima volta nella falegnameria di mio padre dopo una pausa di sei anni, per costruire gli stampi in legno. Ho adottato un approccio piuttosto primitivo per la colata di cemento, ma allo stesso tempo è stato un lavoro molto tecnico che richiedeva diverse ore di rigorosa carpenteria. Questa tecnica conferisce al materiale una profondità e una sensazione che non avevo mai visto prima. E poi, a differenza della «Love Seat», questo oggetto non è così facile da copiare.

La collezione «Soona», compreso il «Bistro Table», è realizzata in cemento pigmentato, lucidato e laccato.
La collezione «Soona», compreso il «Bistro Table», è realizzata in cemento pigmentato, lucidato e laccato.
Fonte: Pia Seidel

Qual è il tuo Leitmotiv nella creazione di un'opera?
Voglio creare qualcosa in cui credo e sviluppare concetti unici come il «Soona Bistro Table», che abbiano una ragion d'essere e combinino aspetti scultorei e tecnici.

Qual era la fonte di ispirazione più inaspettata per te?
La gastronomia: ho degli amici che lavorano in cucine di alto livello e mi affascina l'impegno con cui lavorano per far sì che tutto funzioni perfettamente. Il cibo, la luce delle candele, la musica e il tutto il resto deve essere scandito a un orario ben definito. Nella mia testa, spesso paragono il mio lavoro con il loro e apprezzo ancora di più il fatto di non avere fasce orarie.

Hai notato qualcosa di particolarmente bello nella scena del design ultimamente?
Sì, il Mix Brussels Hotel dell'interior designer Lionel Jadot. Si trova nell'iconico edificio La Royale Belge, ma potrebbe trovarsi ovunque nel mondo. Quasi tutto, dalle sedie alle maniglie delle porte, è opera di un designer belga indipendente. Nulla è selezionato da un catalogo e ogni stanza ha un aspetto diverso.

Mix Brussels unisce hotel e ristorante, biblioteca e palestra, bar e sala eventi in un unico luogo.
Mix Brussels unisce hotel e ristorante, biblioteca e palestra, bar e sala eventi in un unico luogo.
Fonte: Mix Brussels

Finisci la frase: «Il design avrebbe bisogno di più ...»
Arte artigiana, significato, atemporalità e meno pensiero progettuale basato sui trend. Anche le menti creative del design sono importanti, ma avremmo bisogno di più persone specializzate, in grado di creare un progetto nel loro studio.

Essere una buona designer o un buon designer significa...?
Continuare a stimolare la propria curiosità, non smettere mai di imparare e mettersi costantemente alla prova.

Immagine di copertina: Pia Seidel

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Sono la cheerleader del buon design e ti informo su tutto ciò che ha a che fare con l'arredamento, parlandoti delle ultime trovate dell’interior design – dalle più semplici alle più sofisticate – mostrandoti i nuovi trend e intervistando le menti creative del design direttamente sul loro posto di lavoro. 


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