
L'UE avvia un'indagine su Booking.com
Alloggi falsi, phishing, pubblicità ingannevole: la Commissione europea ha aperto un procedimento contro Booking.com. Il portale rischia una multa salata.
Mercoledì la Commissione europea ha aperto un procedimento contro la piattaforma Booking.com. Bruxelles intende chiarire se il portale di viaggi stia facendo abbastanza contro annunci falsi, alloggi inesistenti, phishing e l'abuso dei dati dei clienti. Anche l'etichettatura dei posizionamenti a pagamento è sotto esame.
Annunci falsi e phishing
Vengono inoltre esaminate le misure contro le frodi ai danni dei viaggiatori. Ad esempio, annunci che promuovono alloggi che non esistono affatto, oppure criminali che si fingono proprietari e inviano messaggi falsi per cercare di ottenere le tue password o i tuoi dati bancari. La Commissione europea sta verificando se Booking, con sede ad Amsterdam, stia agendo in modo sufficientemente coerente contro tali episodi e se stia rimuovendo gli annunci corrispondenti. Secondo le autorità dell'UE, i rischi legati alle frodi e agli alloggi non autorizzati sono fortemente sottovalutati da Booking.com. Secondo la Commissione, solo nel primo semestre del 2026 il portale ha ricevuto oltre 1000 segnalazioni di frode. Il danno ammonta a circa 82.000 euro. Si tratta già di dieci volte l'importo dei danni del 2025.
Inoltre, l'autorità di Bruxelles sta esaminando come il portale trasmetta i dati degli ospiti ai suoi partner e come funzioni lo scambio di messaggi. Vogliono sapere quali meccanismi di protezione siano integrati, come funzionino e quanto siano sicuri.
È un risultato di ricerca o una pubblicità?
Gli hotel e i proprietari di alloggi possono pagare una commissione a Booking per promuovere le proprie offerte. In tal caso, l'alloggio corrispondente appare più in alto nei risultati di ricerca, anche se potrebbero essercene altri che corrispondono meglio alle esigenze di chi cerca. La Commissione vuole sapere quanto chiaramente questi posizionamenti siano dichiarati come pubblicità e se tu, come utente, possa modificare le impostazioni pubblicitarie.
Booking.com assicura alla Commissione europea la sua piena collaborazione e intende agire contro le frodi insieme ad essa e ai suoi partner commerciali. Nel frattempo, la Commissione chiarisce che il procedimento è stato solo avviato. Non è ancora chiaro se e in che misura si sia verificata una violazione della legge da parte di Booking.com.
Per la piattaforma di prenotazione, questa è la prima indagine nell'ambito del Digital Services Act (DSA). Se gli investigatori dovessero riscontrare violazioni, rischia una multa fino al sei percento del fatturato annuo globale. Altri portali, come Temu o la piattaforma X di Elon Musk, sono già stati condannati a multe milionarie.
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