Opinione

I 100 migliori videogiochi di tutti i tempi: dal 33° al 2° posto

Digitec Galaxus ha messo insieme una giuria di 47 esperte ed esperti e ha selezionato i 100 migliori videogiochi di tutti i tempi. Di seguito trovi le posizioni dalla 33 alla 2.

Ora le cose si fanno interessanti. Alla luce delle posizioni in classifica in parte dibattute, per motivi di sicurezza abbiamo rafforzato il servizio di vigilanza all'interno dell'edificio. Chi l'avrebbe mai detto che «Concord» al terzo posto… scherzo, ovviamente. HO DETTO CHE SCHERZO, TORNA QUI! Ma anche questo elenco farà discutere. Alcuni dei primi posti hanno sorpreso anche noi.

Sono oggettivamente i migliori giochi di tutti i tempi?

No, una cosa del genere non può esistere. Sono giochi molto importanti per alcune persone e la cui rilevanza culturale è ancora oggi evidente. Non è la lista definitiva, ma solo UNA lista.

Si può assolutamente e, anzi, si deve discutere dei gusti personali e ci fa piacere avere anche la tua opinione nei commenti.

33. «Death Stranding» (2019)

A cura di: Rainer Etzweiler, freelance per Digitec Galaxus

Non ho tenuto il conto, ma probabilmente nessun trailer di presentazione ha mai suscitato così tante reazioni collettive del tipo «What? The? Fuck?» come il primo teaser di «Death Stranding» presentato all'E3 2016: Norman Reedus, nudo, sulla spiaggia, con un neonato tra le braccia e le lacrime agli occhi. Il gioco finito è la logica continuazione di questa confusione, il che non è certo un'accusa. «Death Stranding» è un «delivery simulator» sulla fine del mondo che dà il meglio di sé dove altri giochi si fermano: nelle lunghe e silenziose camminate in un mondo desolato. Qui Kojima ha creato qualcosa che sfugge a tutte le classificazioni convenzionali. È un bene o un male? Sì.

«Il corriere: the videogame»
«Il corriere: the videogame»
Fonte: Kojima Productions

Genere: strand type game (parole di Kojima, non nostre)
Piattaforme: PS4
Curiosità futile: per l'apparizione del regista Guillermo del Toro nei panni del personaggio «Deadman», Kojima ha utilizzato la sua scansione in 3D, combinando però la sua performance con la voce e la mimica dell'attore Jesse Corti. Lo stesso Del Toro aveva rifiutato l'addestramento al motion capture, spiegando di essere troppo impegnato con le riprese di «La forma dell'acqua».

32. «Disco Elysium» (2019)

A cura di: Natasha Sebben, assistente alla didattica presso la ZHdK

Mi piace un sacco essere un alcolista di mezza età dipendente dalle anfetamine. Amo parlare con i cadaveri e picchiare i bambini. Sul serio. Ok, va bene. In realtà non è vero. Ho troppa paura delle conseguenze. Ed è proprio questo a rendere «Disco Elysium» una pietra miliare tra i giochi di ruolo. «Disco» ha dimostrato a tutto il settore come si racconta una storia e quanto i giocatori cerchino qualcosa di più di una semplice distrazione, tra effetti speciali e sparatorie.

Contiene oltre 1,2 milioni di parole. «Disco Elysium» non è adatto a chi è allergico alla lettura.
Contiene oltre 1,2 milioni di parole. «Disco Elysium» non è adatto a chi è allergico alla lettura.
Fonte: ZA/UM

Genere: gioco di ruolo
Piattaforme: Windows, PS4, PS5, Xbox One, Nintendo Switch
Curiosità futile: la porta chiusa di un bunker ci lascia intendere che possiamo aprirla. Ma non è vero. E il fallimento lascia un senso di vuoto assoluto. Assolutamente consigliato.

31. «Mario Kart 8 (Deluxe)» (2014)

A cura di: Rainer Etzweiler, freelance per Digitec Galaxus

A volte assegnare la corona è davvero facile. «Mario Kart 8 Deluxe» si classifica giustamente davanti ai suoi predecessori. Nintendo perfeziona una formula utilizzata dal 1992 che, con questo titolo, raggiunge un livello di maturità tale da minacciare il fallimento dello stesso studio. Piste antigravitazionali, un pacchetto DLC che di fatto raddoppia i contenuti del gioco, un bilanciamento degli oggetti che, dopo decenni di messa a punto, soddisfa finalmente sia i giocatori professionisti che quelli occasionali seduti sullo stesso divano: «Mario Kart 8 Deluxe» è il fun racing nella sua massima espressione. Il successivo «Mario Kart World» non è nemmeno riuscito a entrare in questa classifica. A volte la perfezione può essere anche una strada senza uscita.

Allo stesso tempo, un salvagente per la Wii U e un successo sempiterno per la Switch.
Allo stesso tempo, un salvagente per la Wii U e un successo sempiterno per la Switch.
Fonte: Nintendo

Genere: fun racer
Piattaforme: Wii U, Nintendo Switch
Curiosità futile: con oltre 60 milioni di copie acquistate «Mario Kart 8 Deluxe» è il gioco più venduto su Nintendo Switch, davanti a tutti i titoli principali della serie «Mario», a tutti i giochi della serie «Zelda» e a tutti quelli della serie «Pokémon» disponibili per la console.

30.«Counter Strike 1.6» (2000)

A cura di: Simon Balissat, Teamleader Editorial di Digitec Galaxus

L'ex mod di «Half-Life», in cui i terroristi affrontano unità antiterrorismo, è ancora oggi uno dei multiplayer più giocati. Mappe come «Dust 2» sono ormai impresse nella memoria collettiva dei millennial di sesso maschile. Ancora oggi è raro che ci sia un LAN party in cui non si giochi almeno una partita a «CS».

Negli anni 2000 «Counter-Strike» ha causato diversi scandali mediatici.
Negli anni 2000 «Counter-Strike» ha causato diversi scandali mediatici.
Fonte: Valve

Genere: shooter tattico
Piattaforme: Windows
Curiosità futile: in Giappone esisteva un adattamento arcade di «Counter Strike» sviluppato da Namco con personaggi manga e mappe originali che includeva una serie di web-manga in Flash.

29. «The Last of Us Part II» (2020)

A cura di: Rainer Etzweiler, freelance per Digitec Galaxus

Nell'elenco dei lavori più schifosi probabilmente quello di «community manager presso la Naughty Dog nel 2020» sarebbe ai primi posti. Il colpo di scena nel primo terzo di «The Last of Us Part II» ha letteralmente lasciato di stucco i giocatori di tutto il mondo. Ne sono seguite discussioni accese in tutti i forum e in tutte le sezioni dei commenti. E con «discussioni accese» intendo il solito mix tipico di internet, fatto di minacce di morte e commenti pieni d'odio per una scelta narrativa che molti fan consideravano alla stregua di un tradimento.

In tutti quei video strappalacrime su YouTube è quasi passato inosservato il fatto che quel dramma horror fosse l'apice di quella generazione di console. «The Last of Us Part II» ha sfruttato appieno le potenzialità tecniche della PS4, ha perfezionato il gameplay dove necessario e ha sconvolto il pubblico con un colpo al cuore che fa male ancora oggi.

Ellie vuole vendicarsi.
Ellie vuole vendicarsi.
Fonte: Naughty Dog

Genere: avventura d'azione
Piattaforme: PS4
Curiosità futile: gli inconfondibili schiocchi e versi striduli delle femmine Clicker sono opera della doppiatrice Misty Lee, di professione comica e prestigiatrice teatrale.

28. «The Legend of Zelda: Twilight Princess» (2006)

A cura di: Domagoj Belancic, Senior Editor di Digitec Galaxus

«Twilight Princess» si è conquistato un posto speciale nel cuore dei fan di Nintendo. Dopo «The Legend of Zelda: The Wind Waker», avventura colorata e infantile in stile cel-shading, Nintendo è tornata a uno stile più cupo. L'annuncio all'E3 2004 è stato uno dei momenti più memorabili della storica manifestazione. Quando ti senti giù riguardati il video. Eccitazione allo stato puro. A livello di gameplay, «Twilight Princess» ripropone alla perfezione la classica formula di «Zelda»: dungeon geniali, enigmi avvincenti ed espedienti entusiasmanti, come la trasformazione di Link in lupo. Inoltre la versione per Wii offre, per la prima volta, un sistema di controllo dei movimenti della spada e dell'arco di Link che oggi sembra rudimentale, ma all'epoca era magico.

Link lupo, Midna e un Hyrule cresciuto. «Twilight Princess» era piacevolmente diverso.
Link lupo, Midna e un Hyrule cresciuto. «Twilight Princess» era piacevolmente diverso.
Fonte: Nintendo

Genere: avventura d'azione
Piattaforme: Wii, Gamecube
Curiosità futile: Link è mancino. Nella versione per Wii, l'intero gioco è stato ribaltato in modo che Link impugni la spada con la mano destra, proprio come la maggior parte dei giocatori tiene il telecomando della Wii.

27. «Metal Gear Solid 3: Snake Eater» (2004)

A cura di: Rainer Etzweiler, freelance per Digitec Galaxus

«MGS 3» è il massimo dello Sneak-Snake (che è divertente da pronunciare, provaci!). In questo gioco apparentemente stealth Kojima e il suo team riservano numerose sorprese grazie a varie meccaniche di sopravvivenza, a un sofisticato sistema di mimetizzazione e all'IA più avanzata dei primi anni 2000. In più ci trovi anche i boss più assurdi: un tizio che comanda le api, un'Ouija Board ambulante e un vecchio cecchino che muore di vecchiaia se lo fai aspettare abbastanza a lungo (o se mandi avanti l'orologio della console).

Con un po' di pazienza, questo boss si elimina da solo.
Con un po' di pazienza, questo boss si elimina da solo.
Fonte: Konami

Genere: avventura stealth
Piattaforme: PS2
Curiosità futile: nei titoli di coda si legge «Suzetta Miñet», uno pseudonimo, come doppiatrice di EVA. Konami ha sciolto l'enigma solo nel 2024: dietro al personaggio di EVA si nasconde in realtà Jodi Benson, la voce originale di Ariel nel film Disney «La sirenetta». Vuol forse dire che Hideo Kojima è una principessa Disney? Sì, è senz'altro così.

26. «Resident Evil 2» (1998)

A cura di: Kevin Hofer, Senior Editor di Digitec Galaxus

Nel 1996, «Resident Evil» ha creato lo standard di riferimento del genere survival horror. Due anni dopo, con il capitolo successivo, Capcom ha perfezionato il genere. A mio parere «Resident Evil 2» è ancora il miglior gioco della serie. La stazione di polizia di Raccoon City, in stile neogotico, porta l'atmosfera horror della villa del primo capitolo a un livello completamente nuovo. Il fatto di poter esplorare, all'inizio del gioco, una piccola parte della città invasa dagli zombie rappresentava per me un'esperienza del tutto nuova nel 1998. Il gioco includeva anche la prima apparizione di Leon S. Kennedy, uno dei personaggi più amati della serie. A questo si aggiungono i numerosi contenuti sbloccabili, come gli scenari B, dove vivi la storia in parallelo attraverso gli occhi dell'altro personaggio, oppure nello scenario «Tofu» dove resisti agli zombie nei panni del blocco di soia che, appunto, dà il nome allo scenario.

La prima apparizione di Leon.
La prima apparizione di Leon.
Fonte: Capcom

Genere: survival horror
Piattaforme: PS1
Curiosità futile: se esamini la scrivania di Albert Wesker 50 volte, otterrai una pellicola analogica. Se la sviluppi ti apparirà l'immagine di Rebecca Chambers di «Resident Evil 0» e «Resident Evil» in abiti succinti.

25. «Super Mario 64» (1996)

A cura di: Domagoj Belancic, Senior Editor di Digitec Galaxus

Magica. Ecco come potrei riassumere la mia prima esperienza con «Super Mario 64». Il titolo di lancio del Nintendo 64 ha rivoluzionato il panorama dei videogame e ha reso il gaming 3D un fenomeno socialmente accettato. Mario non si muove solo verso sinistra e verso destra, ma anche avanti e indietro? Inoltre corre, striscia, salta e vola attraverso i livelli? Incredibile. Con i comandi intuitivi grazie allo stick analogico, Nintendo ha gettato le basi dei moderni sistemi di controllo 3D. È incredibile anche quanto il gioco abbia resistito bene al passare del tempo: «Super Mario 64» è la definizione di un classico eterno.

Un gioco esplosivo.
Un gioco esplosivo.
Fonte: Nintendo

Genere: piattaforma
Piattaforme: Nintendo 64
Curiosità futile: sapevi che esistono gli «speedrun alla cieca»? «Super Mario 64» è uno dei giochi più popolari di questa categoria. Il miglior speedrunner si chiama Bubzia. Ha completato il percorso classico ad occhi bendati in 10 minuti e 32 secondi, ottenendo una stella. In 11 ore e 22 minuti ha invece completato una serie ad occhi aperti da 120 stelle.

24. «Outer Wilds» (2019)

A cura di: Alice Ruppert, Games Marketing Consultant di The Mane Quest

«Outer Wilds» è uno di quei giochi in cui è meglio sapere il meno possibile e dove conviene lasciarsi trascinare. Conoscere è progredire e chi conosce già la soluzione può finire l'intero gioco in 20 minuti. «Outer Wilds» è un capolavoro senza eguali, in cui una serie ininterrotta di sorprendenti rivelazioni regala momenti magici e incredibili. Sul sottofondo di una fantastica colonna sonora, ti immergi in un mondo sci-fi familiare e alla buona, in cui le astronavi sono di legno e gli astronauti suonano il banjo intorno al falò. E sì, in effetti all'inizio i comandi dell'astronave sono un po' confusionari. Ma non devi mollare, perché poi ci ti abitui e il gioco vale davvero la pena.

Anyway, here's Wonderwall.
Anyway, here's Wonderwall.
Fonte: Mobius Digital

Genere: avventura d'azione
Piattaforme: Windows, PS4, Xbox One, Nintendo Switch
Curiosità: tutti i Teporiani (ovvero i personaggi del pianeta natale) prendono il nome da minerali e rocce.

23. «Tetris» (1989)

A cura di: Lisa Bach, game designer e cofondatrice di obleak games

Da Mosca, cuore dell'Unione Sovietica, alla fine degli anni '80 «Tetris» ha conquistato il mercato internazionale dei videogiochi e da allora ha mantenuta salda la posizione. Il game designer Alexei Paschitnow ha scelto i blocchi di gioco in modo perfetto fin dall'inizio. Tutti i tentativi successivi di modificare il gioco sono falliti. Alla fine, è sempre e solo l'originale di cui ci si ricorda. Liberare in un colpo solo un quarto dello schermo inserendo uno dei blocchi dritti nello spazio perfettamente preparato è una soddisfazione che accomuna generazioni. «Tetris» è e rimarrà per sempre nel mio cuore come il miglior gioco di tutti i tempi.

Il blocco a forma di I non arriva MAI quando serve. Qui l'eccezione che conferma la regola.
Il blocco a forma di I non arriva MAI quando serve. Qui l'eccezione che conferma la regola.
Fonte: Nintendo

Genere: rompicato
Piattaforme: Game Boy
Curiosità: i blocchi sono una selezione tratta dal gioco da tavolo «Pentamino».

22. «Super Mario Bros.» (1985)

A cura di: Rainer Etzweiler, freelance per Digitec Galaxus

Dove sarebbe oggi l'industria dei videogame senza questo gioco? Indipendentemente dalle ipotesi che potresti fare, non esiste uno scenario plausibile in cui questo mezzo sarebbe meglio senza l'idraulico italiano. Con questo platform, Nintendo è riuscita a realizzare il modello perfetto di praticamente tutti gli elementi che caratterizzano i videogiochi: il design dei livelli, l'esperienza di gioco, la progressione, la struttura delle ricompense e molto altro ancora. Nel 1985, «Super Mario Bros.» non solo ha salvato una console, ma anche l'intero settore dei videogiochi dopo il crollo del 1983. Forse oggi, se non ci fosse stato questo titolo, il termine «videogioco» sarebbe solo un capitolo nostalgico e idealizzato della storia della tecnologia, a metà strada tra il Betamax e il lettore di dischi laser.

L'idraulico che ha salvato l'industria dei videogiochi.
L'idraulico che ha salvato l'industria dei videogiochi.
Fonte: Nintendo

Genere: piattaforma
Piattaforme: NES
Curiosità futile: la professione di idraulico di Mario inizialmente era stata dettata da pura necessità. I tubi, come elementi di gioco, avevano bisogno di un protagonista credibile con cui interagire. Non proprio pianificazione della carriera come la intendiamo noi.

21. «Clair Obscur: Expedition 33» (2025)

A cura di: Kevin Hofer, Senior Editor di Digitec Galaxus

«Clair Obscur: Expedition 33» non è nato proprio dal nulla nel 2025, ma probabilmente in pochi avevano previsto il suo colossale successo: una vittoria schiacciante ai Game Awards e il maggior numero di premi come Gioco dell'anno mai conseguiti. Anche io ho apprezzato tantissimo questo gioco e l'ho addirittura inserito al secondo posto nella mia classifica personale dei migliori giochi di tutti i tempi. Qui è (quasi) tutto perfetto. A partire dallo storytelling, che mai avevo visto raggiungere un tale livello di eccellenza in un videogioco.

Il miglior JRPG degli ultimi cinque anni è francese? Mais oui.
Il miglior JRPG degli ultimi cinque anni è francese? Mais oui.
Fonte: Sandfall Interactive

Genere: FRPG
Piattaforme: Windows, PS5, Xbox Series X/S
Curiosità futile: il personaggio di Monoco apprende le sue mosse speciali raccogliendo le ossa dei nemici. Questo è un riferimento al vero Monoco, cane nonché Happiness Manager alla Sandfall Interactive, che adora masticare le scarpe.

20. «Nier: Automata» (2017)

A cura di: Franziska Behner-Thang, freelance per Digitec Galaxus

«Everything that lives is designed to end». Questa è la frase di apertura dell'action RPG «Nier: Automata» e che già nei primi secondi lascia presagire il suo tragico svolgimento. Tra il gameplay hack'n'slay ricco di azione di Platinum Games e le splendide ambientazioni, al centro resta la domanda: «Perché continuare, se tutto sembra privo di senso?» «Nier: Automata» non fornisce una risposta chiara. Invece, ti guida a rivivere la storia oltre i titoli di coda da nuove prospettive, fino a quando non ti trovi di fronte alla decisione di sacrificare tutto, anche come giocatore, per sconfiggere il nichilismo.

Per comprendere appieno la trama di «Nier: Automata» bisogna giocarci almeno tre volte.
Per comprendere appieno la trama di «Nier: Automata» bisogna giocarci almeno tre volte.
Fonte: Square Enix

Genere: RPG d'azione
Piattaforme: Windows, PS4, Xbox One, Nintendo Switch
Curiosità futile: se attivi il meccanismo di autodistruzione con la protagonista 2B, gran parte dei suoi vestiti verrà distrutta. Solo riavviando il gioco le viene restituita la gonna.

19. «Cyberpunk 2077» (2019)

A cura di: Sascha Böhme, caporedattore di The (G)Net

Hai presente quando ti piace così tanto un gioco che sei davvero triste quando l'hai finito? La chiamano «post-game depression». Esiste davvero! Ed è proprio quello che mi è successo quando, dopo oltre 200 ore di gioco, sono comparsi sullo schermo i titoli di coda di Cyberpunk 2077. Nel frattempom ho completato più volte il gioco, compreso l'eccezionale DLC «Phantom Liberty». Perché? Perché anche quando ci vai per l'ennesima volta, Night City continua a riservarti nuove storie, nuovi dettagli e nuovi momenti. Considero «Cyberpunk 2077» un capolavoro dal punto di vista ludico, narrativo e visivo. Sono titoli come questo a ricordarmi perché amo così tanto i videogiochi.

«You're breathtaking».
«You're breathtaking».
Fonte: CD Project Red

Genere: RPG d'azione, open world
Piattaforme: Windows, PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series X/S, Nintendo Switch 2
Curiosità futile: in bagno di V ci sono tre conchiglie. Un easter egg che fa riferimento al film «Demolition Man».

18. «Metal Gear Solid» (1998)

A cura di: Rainer Etzweiler, freelance per Digitec Galaxus

I giochi cinematografici esistevano anche prima di «Metal Gear Solid». Ed esistevano già anche i giochi con trame accattivanti e quelli basati sul gameplay stealth. Ma ciò che Hideo Kojima è riuscito a creare sulla prima PlayStation è stato comunque un salto quantico: un thriller di spionaggio che prendeva il proprio mezzo in modo così incredibilmente serio da far apparire la concorrenza come una partita a Uno. Solid Snake si aggira furtivamente per l'isola di Shadow Moses, fuma troppo, telefona ancora di più e, nel frattempo, conduce conversazioni sulla genetica, sulle armi nucleari e sulla natura delle forze armate americane che durano più a lungo di molti scontri con i boss. A proposito: Psycho Mantis legge il contenuto della tua memory card perché, a quanto pare, nel 1998 l'unica risposta sensata alla domanda «Come rendiamo la telepatia interattiva nel gioco?» era eliminare la quarta parete.

Harder, daddy.
Harder, daddy.
Fonte: Konami

Genere: azione stealth
Piattaforme: PS1
Curiosità futile: Snake può evadere dalla prigione in quattro modi diversi.

17. «The Legend of Zelda: A Link to the Past» (1992)

A cura di: Debora Pape, Editor di Digitec Galaxus

Sollevare i cespugli, falciare il prato con la spada, frantumare vasi di terracotta e picchiare le galline. Queste sono le principali occupazioni di Link, quando non è impegnato a salvare le ben sette (!) giovani donne da cui dipende il destino del mondo. Il gioco è solo il terzo della serie, ma è il primo che non rischia di provocarti danni alla vista e che, per di più, ha una colonna sonora geniale.

I capelli rosa si addicono a Link.
I capelli rosa si addicono a Link.
Fonte: Nintendo

Genere: avventura d'azione
Piattaforme: SNES
Curiosità futile: la Spada Suprema fa il suo debutto in questo gioco.

16. «Bioshock» (2007)

A cura di: Michael Schürmann, Managing Director di Ten Forward Gmbh

Per me, «Bioshock» non è iniziato come un gioco, ma come un'immersione in un altro mondo. La prima impressione di Rapture fu sconvolgente: una città sott'acqua, bellissima e fasulla allo stesso tempo, come se qualcuno avesse trasformato un sogno in realtà usando la forza. Sott'acqua non c'era un classico mondo di gioco, bensì un'utopia allo sfascio, tra megalomania, bellezza in stile art déco e abissi morali. «Bioshock» combinava azione, horror e narrazione in modo così elegante che non solo giocavi, ma ti chiedevi continuamente: a chi sto obbedendo, in realtà?

Un ripasso di sociologia.
Un ripasso di sociologia.
Fonte: 2K Games

Genere: shooter in prima persona
Piattaforme: Windows, PS3, Xbox 360
Curiosità futile: in una delle prime versioni, le Little Sisters non erano ragazze, ma creature viscide che raccoglievano Adam. Solo in un secondo momento sono diventate le iconiche bambine e, parallelamente, il dilemma morale all'interno del gioco è diventato decisamente più scomodo.

15. «Half-Life» (1998)

A cura di: Rainer Etzweiler, freelance per Digitec Galaxus

L'era degli shooter in prima persona si divide in due parti: ante HL e post HL, ovvero prima e dopo «Half-Life». È vero che «System Shock» aveva già dimostrato, quattro anni prima, che gli sparatutto possono essere decisamente intelligenti, ma il debutto dell'allora sconosciuto studio Valve rappresentò una svolta per il genere. Anzi, ritiro quello che ho detto! Un svolta nel mondo dei videogiochi: il terribile primo giorno di lavoro di Gordon Freeman è stato il più importante precursore dei giochi d'azione narrativi, il momento zero degli eSport e la prima pietra miliare del più grande store di videogiochi online.

Black Mesa non ha perso nulla del suo fascino dal 1998.
Black Mesa non ha perso nulla del suo fascino dal 1998.
Fonte: Valve

Genere: shooter in prima persona
Piattaforme: Windows
Curiosità futile: esiste una versione già pronta di «Half-Life» per Dreamcast. L'editore Sierra ha annullato il gioco solo poche settimane prima dell'uscita.

14. «Baldur's Gate III» (2023)

A cura di: Rainer Etzweiler, freelance per Digitec Galaxus

Se frequenti regolarmente questa piattaforma, magari avrai già letto la mia dichiarazione d'amore per «Baldur's Gate III». Non c'è molto altro da aggiungere. L'opera magna di Larian è uno di quei rari casi in cui un gioco non surclassa solo i colleghi del proprio genere, ma anche l'intero panorama dei videogiochi. È un cocktail perfetto di tempismo, coraggio e perizia tecnica che premia in egual misura la furtività, la diplomazia, la tattica e la forza bruta senza porre praticamente alcun limite alla creatività di giocatori e giocatrici. È un capolavoro che ha ridefinito il concetto stesso di videogioco e personalmente ho interrotto ogni contatto con qualsiasi membro della giuria che non abbia incluso il gioco nella sua classifica personale.

Il dado è tratto.
Il dado è tratto.
Fonte: Larian Studios

Genere: RPG
Piattaforme: Windows, PS5, Xbox Series X/S
Curiosità futile a Baldur's Gate (la città) c'è un mercante che si lamenta dei suoi cavoli rovinati. È un riferimento alla gag ricorrente di «The Last Airbender».

13. «Final Fantasy VII» (1997)

A cura di: Nicolas Akladios, associazione «Swiss Gamers Network»

Ogni decennio ha il suo gioco leggendario, che plasma un'intera generazione di giocatrici e giocatori. La serie «Final Fantasy» esisteva già dal 1987, ma è solo con il settimo capitolo che la saga si apre a un pubblico più ampio. Una storia commovente, personaggi complessi, un universo coerente e curato nei minimi dettagli e un sistema di gioco dinamico trascinano i giocatori in un'avventura straordinaria. A questo si aggiungono degli intermezzi visivamente impressionanti per l'epoca.

Il Cloud con la testa squadrata era il Cloud migliore.
Il Cloud con la testa squadrata era il Cloud migliore.
Fonte: Square Enix

Genere: JRPG
Piattaforme: PS1
Curiosità futile: inizialmente il gioco era stato progettato per una console Nintendo, ma poi è stato sviluppato per la nuova «PS» di Sony – il formato CD offre semplicemente più spazio di archiviazione e rende così possibili anche le famose sequenze animate da 40 minuti.

12. «Pokémon Verde/Rosso/Blu/Giallo» (1996)

A cura di: Domagoj Belancic, Senior Editor di Digitec Galaxus

Con i primi giochi «Pokémon» per Game Boy, Game Freak ha gettato le basi per un fenomeno di massa che, a distanza di 30 anni, continua ad appassionare milioni di fan. Il principio di gioco? Semplice e geniale. «Pokémon» risveglia l'istinto della raccolta, profondamente radicato in noi esseri umani. «Acchiappali tutti!» non era un semplice slogan pubblicitario, bensì un'esortazione. Catturare i Pokemon, allenarli e farli combattere era un loop di gioco perfetto che creava dipendenza.

La decisione più difficile della nostra infanzia.
La decisione più difficile della nostra infanzia.
Fonte: Nintendo

Genere: JRPG
Piattaforme: Game Boy
Curiosità futile: negli anni Novanta il glitch «Missingno» ha alimentato innumerevoli teorie dei fan e dicerie. Si trattava di un errore grafico che, in seguito a una sequenza di comandi specifici, appariva come un Pokémon catturabile. Nintendo raccomandava di non attivare il glitch, poiché avrebbe potuto danneggiare i salvataggi.

11. «The Last of Us» (2013)

A cura di: Domagoj Belancic, Senior Editor di Digitec Galaxus

Pochi anni dopo «Uncharted 2» (2009), con «The Last of Us» Naughty Dog ci consegnava un'altra pietra miliare della storia dei videogiochi. Mentre la seconda avventura di Drake aveva stabilito nuovi standard per le sequenze d'azione cinematografiche, «The Last of Us» alzava di parecchio l'asticella dello storytelling emotivo nei videogiochi. Già nei primi minuti, il gioco ti distrugge emotivamente costringendoti ad assistere alla morte della figlia di Joel. La conseguente storia straziante del viaggio di Joel ed Ellie attraverso un'America post-apocalittica piena di zombie infettati dal fungo è semplice, ma raccontata in modo magistrale. I personaggi hanno spessore, i confini morali sono labili e il finale suscita ancora oggi accese discussioni.

«The Last of Us» non è un gioco per farti star bene.
«The Last of Us» non è un gioco per farti star bene.
Fonte: Naughty Dog

Genere: avventura d'azione, horror
Piattaforme: PS3
Curiosità futile: «The Last of Us» viene citato per la prima volta su un giornale all'interno di «Uncharted 3»: «Scientists are still struggling to understand deadly fungus». In realtà, «The Last of Us» avrebbe dovuto essere annunciato ancor prima dell'uscita di «Uncharted 3». Ma dopo il rinvio, Naughty Dog si era scordata di rimuovere l'easter egg.

10.«Red Dead Redemption II»

A cura di: Philipp Rüegg, Senior Editor di Digitec Galaxus

Nei panni di Arthur Morgan, vivi il lento declino del Far West assieme a una banda di fuorilegge. Il gioco parte con un ritmo tranquillo. Vuole che tu ti prenda il tuo tempo. Che sia per pescare un salmone pregiato nel nord innevato, per intagliare cartucce attorno a un falò o per ascoltare la colonna sonora monumentale, perfettamente sincronizzata con lo scalpitio degli zoccoli dei cavalli. In cambio vivi una storia emozionante, incontri personaggi che ricorderai anche a distanza di anni e ti godi un finale avvincente che si protrae per altre 20 ore senza mai diventare noioso.

La banda è pronta.
La banda è pronta.
Fonte: Rockstar Games

Genere: open world, azione
Piattaforme: Windows, PS4, Xbox One, Stadia
Curiosità futile: la maggior parte degli animali del gioco scappa quando ti avvicini. Gli opossum, invece, fanno finta di essere morti. Il tuo mirino rosso, però, rivela chi sta fingendo.

8. «Half-Life 2» (2004)

A cura di: Rainer Etzweiler, freelance per Digitec Galaxus

Le armi non sono giocattoli? Nella realtà si tratta di un'affermazione del tutto corretta e importante. Affermazione da cui, però, dissentiranno con forza tutti coloro che hanno già impugnato un Gravity Gun con le loro manine virtuali. Se dovessi ridurre «Half-Life 2» a un unico elemento sceglierei l'iconica Wumme, che trasforma uno sparatutto in prima persona già di per sé straordinario in un vero e proprio parco divertimenti sulle leggi della fisica. La lama di una sega si trasforma in una ghigliottina e una bombola del gas in un proiettile improvvisato. E le due cose sono divertenti anche dopo la 106ª volta. Il manipolatore gravitazionale di Gordon Freeman sintetizza il brillante gameplay di questo sparatutto in una semplice domanda: «A chi spari in faccia oggi? E con cosa?».

Tra poco succederà qualcosa.
Tra poco succederà qualcosa.
Fonte: Valve

Genere: shooter in prima persona
Piattaforme: Windows, PS3, Xbox 360
Curiosità futile: Robin Williams era un grande fan della serie e voleva partecipare come doppiatore. Purtroppo, il progetto non è andato in porto a causa di altri impegni dell'attore.

8. «Elden Ring» (2022)

A cura di: Simon Balissat, Teamleader Editorial di Digitec Galaxus

«Elden Ring», il capolavoro del designer capo Hidetaka Miyasaki, lo proietta nell'Olimpo dei videogiochi. Nel 2010 «Demon's Souls» aveva già ottenuto recensioni entusiastiche, ma era conosciuto solo da una piccola comunità di appassionati. Dodici anni dopo, «Elden Ring» porta l'anima della serie Souls al grande pubblico. Un mondo aperto, la collaborazione con George R.R. Martin e le meccaniche accessibili le assicurano il meritato grande successo.

Il capolavoro di FromSoftware.
Il capolavoro di FromSoftware.
Fonte: Fromsoftware

Genere: RPG
Piattaforme: Windows, PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series X/S
Curiosità futile: Lady Tanith è doppiata da Gemma Whelan, che ne «Il Trono di Spade» interpreta il ruolo di Yara Greyjoy.

7. «The Witcher 3: Wild Hunt» (2015)

A cura di: Martin Abgottspon, Content Lead di MyTech blueNews

Da qualche parte a Velen, una terra devastata dalla guerra, ricoperta di fango e senza speranza, ti imbatti in una missione secondaria – e due ore dopo sei ancora lì, perché la storia di questi abitanti del villaggio senza nome è emotivamente più coinvolgente di altri giochi interi. È proprio questo il fascino di «The Witcher 3». CD Projekt Red non ha realizzato un gioco open world strapieno di contenuti. Ha creato un mondo che respira. Geralt non è un eroe, è un tipo pragmatico pieno di cicatrici che fa battute di cattivo gusto e che, in un continente pieno di persone distrutte, cerca una persona sola. E tu ci vuoi essere, fino all'ultimo secondo.

«The Witcher 3» è un fantastico gioco di carte con una trama accattivante come missione secondaria.
«The Witcher 3» è un fantastico gioco di carte con una trama accattivante come missione secondaria.
Fonte: CD Project Red

Genere: RPG d'azione
Piattaforme: PC, PS4, Xbox One
Curiosità futile: se lanci l'incantesimo Axii sui gatti, ti seguiranno.

6. «The Elder Scrolls V: Skyrim» (2011)

A cura di: Rainer Etzweiler, freelance per Digitec Galaxus

Possiedi un dispositivo elettronico? Sì? Quindi probabilmente puoi giocare a «Skyrim». L'ossessione di Bethesda per il porting è ormai diventata un meme, ma non si può biasimare Todd Howard e il suo team. Più persone possono godere di questo capolavoro immersivo, meglio è. Anche dopo 15 anni, il nord di Tamriel è ancora la meta ideale per un'avventura coinvolgente con infinite possibilità e sufficiente rigiocabilità da impegnare metà della vita di un giocatore. Vedi la montagna laggiù? Puoi scalarla. E probabilmente finirai per cadere a faccia in terra, rotolare giù per il pendio e atterrare ai piedi di un gigante di ghiaccio che con la sua mazza ti lancerà dritto nella stratosfera. Questo è quello che ti succede in «Skyrim» – una delle infinite possibilità.

Presto disponibile anche sul tuo tostapane.
Presto disponibile anche sul tuo tostapane.
Fonte: Bethesda

Genere: RPG d'azione, open world
Piattaforme: tutte
Curiosità futile: «Skyrim» è stato il primo gioco di uno sviluppatore occidentale a ottenere un punteggio perfetto (40/40) sulla rivista giapponese di videogiochi Famitsu.

5. «Age of Empires II» (1999)

A cura di: Samuel Buchmann, Senior Editor di Digitec Galaxus

Chi negli anni 2000 durante un LAN party alle tre del mattino, tra una pizza fredda di congelatore e una Coca-Cola tiepida, ormai completamente esausto, non ha acconsentito almeno una volta alla gloriosa idea di iniziare un'altra partita di «Age of Empires II» di durata epica, non ha davvero vissuto. L'iconico gioco strategico in real time degli Ensemble Studios, uscito nel 1999, ha influenzato profondamente il genere. Grazie a un fantastico storytelling, probabilmente un'intera generazione di gamer conosce ancora oggi la campagna a memoria e sa chi erano Giovanna d'Arco, Saladino e Gengis Khan.

POV: il passatempo delle vacanze nel 1999.
POV: il passatempo delle vacanze nel 1999.
Fonte: Microsoft

Genere: strategia in tempo reale
Piattaforme: Windows
Curiosità futile: la partita più lunga mai registrata di «Age of Empires II» è durata 98 ore, 14 minuti e 53 secondi. Al termine i due streamer Rubenstock e Andre_2i si sono accordati su un pareggio.

4. «The Legend of Zelda: Breath of the Wild» (2017)

A cura di: Domagoj Belancic, Senior Editor di Digitec Galaxus

«Breath of the Wild» non ha solo rivoluzionato la serie «The Legend of Zelda», ma ha influenzato in modo significativo l'intero genere open world. Mentre altri mondi di gioco ti danno solo l'illusione della libertà, «Breath of the Wild» mantiene la promessa del suo mondo open. Vuoi andare dritto da Ganon dopo il tutorial? Buona fortuna. Che cosa c'è in cima a questa montagna? Arrampicati in cima e lasciati sorprendere. Come puoi risolvere un enigma? Dipende da te, non c'è nessuna risposta «giusta». Rifletti, sperimenta, esplora. Senza confini. In sostanza, «Breath of the Wild» è un classico moderno che, con la sua struttura di gioco completamente aperta, ha conquistato per sempre un posto nei libri di storia dei videogiochi.

La reinvenzione dell'open world.
La reinvenzione dell'open world.
Fonte: Nintendo

Genere: avventura d'azione
Piattaforme: Wii U, Switch
Curiosità futile l'ex presidente di Nintendo, Satoru Iwata, è morto durante lo sviluppo di «Breath of the Wild». I fan hanno scoperto diversi easter egg che rendono omaggio al leggendario CEO, tra cui un personaggio (Botrick) e un luogo avvolto nel mito (Satori Mountain). Nintendo non ha mai confermato ufficialmente tali riferimenti.

3. «Minecraft» (2009)

A cura di: Nathalie Weidmann, Lead Design & Development di Metaroot

Ciò che una volta erano i Lego per il mercato dei giocattoli oggi è Minecraft per l'industria dei videogiochi. In quanto sistema aperto, non impone la creatività, ma la rende possibile. Il gioco offre possibilità praticamente illimitate, non prevede regole fisse e funziona come uno strumento i cui limiti sono dettati dalla propria fantasia. Nella sua essenza, Minecraft ripropone una forma di gioco quasi arcaica, in cui devi posare una pietra sull'altra per vedere crescere il tuo mondo. Al contempo, mostra a chi non fa parte dei circoli tradizionali del gaming quanto i giochi possano essere creativi, collaborativi e stimolanti. Minecraft ha influenzato intere generazioni e ha cambiato la percezione della libertà che può offrirti un gioco.

I mattoncini più amati dopo i Lego.
I mattoncini più amati dopo i Lego.
Fonte: Microsoft

Genere: sandbox, survival
Piattaforme: tutte
Curiosità futile: in origine il creeper era un maiale riuscito male. Quando Notch, in fase di programmazione, ha invertito l'altezza con la larghezza, è nata per sbaglio quella che è probabilmente la creatura più famosa di Minecraft.

2. «The Legend of Zelda: Ocarina of Time» (1998)

A cura di: Debora Pape, Editor di Digitec Galaxus

«Hey, listen!». Alla sua uscita, «Ocarina of Time» fu una vera e propria pietra miliare sotto ogni punto di vista. Non c'era mai stato prima di allora un mondo tridimensionale così vasto, con diversi biomi da esplorare quasi in totale libertà – e tutto questo senza indicazioni sulla minimappa e senza un registro pieno zeppo di missioni. Grazie allo Z-Targeting, che ti permette di agganciare l'avversario, i combattimenti non degenerano mai nel caos. Il viaggio nel tempo non è soltanto un espediente narrativo, ma è anche un elemento del gameplay. La musica ha un ruolo importante, grazie alle melodie facili da imparare. E tutto questo trova nella trama, resa ancora più avvincente da brevi sequenze video, una cornice meravigliosamente fiabesca. Senza «Ocarina of Time» il mondo non sarebbe così bello.

Non esiste momento più emozionante di quello in cui ti ritrovi per la prima volta nei campi di Hyrule in 3D.
Non esiste momento più emozionante di quello in cui ti ritrovi per la prima volta nei campi di Hyrule in 3D.
Fonte: Nintendo

Genere: avventura d'azione
Piattaforme: N64
Curiosità futile: lo Z-Targeting con il controller del N64 fa sì che attacchi sempre un solo avversario alla volta. È un'idea che gli sviluppatori hanno copiato da uno spettacolo di combattimento giapponese tenutosi al Toei Kyoto Studio Park.

Dov'è la prima posizione?

La prossima settimana scoprirai quale gioco si è aggiudicato il titolo di «miglior gioco di tutti i tempi». Visto che cliffhanger? Segui l'argomento Videogiochi per non perdere la grande rivelazione.

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Nei primi anni ’90, mio fratello maggiore mi lasciò in eredità il suo NES con «The Legend of Zelda», dando inizio a un’ossessione che continua ancora oggi.


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Opinione

Questa è un'opinione soggettiva della redazione. Non riflette necessariamente quella dell'azienda.

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