Luca Fontana
Retroscena

Fuga di dati da Ricardo: ora i truffatori usano WhatsApp. Come puoi proteggerti

Luca Fontana
13.10.2026
Traduzione: Alessandra Ruggieri De Micheli

Hai ricevuto un messaggio WhatsApp che sembra inviato da Ricardo, con il tuo nome e indirizzo? È proprio così che i criminali cercano di conquistare la tua fiducia dopo una fuga di dati dalla piattaforma. Ma questa è solo una delle tante truffe sempre più sofisticate. Ecco come riconoscerle.

Il tuo nome è corretto. Anche il tuo indirizzo. Persino il numero di telefono da cui ricevi un messaggio WhatsApp sembra svizzero. A quanto pare, Ricardo avrebbe rilevato un'attività sospetta sul tuo account. Ti basta cliccare su un link e confermare i tuoi dati. Sembra credibile? È proprio su questo che puntano i truffatori.

Come riporta il «Bote der Urschweiz», sono già comparsi diversi messaggi WhatsApp di questo tipo. I mittenti si spacciano, ad esempio, per il «Ricardo Help Center» e utilizzano i dati personali corretti delle vittime. Ma il link non porta a Ricardo, bensì a un sito esterno che imita quello della piattaforma d'aste svizzera.

Questi tentativi di truffa coincidono con una massiccia fuga di dati dal marketplace svizzero. Il 7 ottobre Ricardo ha scoperto una falla di sicurezza che ha consentito a persone non autorizzate di accedere a nomi, indirizzi postali e numeri di telefono di circa 890 000 account. Nel frattempo, la falla è stata chiusa e le persone coinvolte sono state informate via e-mail. Non è tuttavia ancora stato dimostrato che i messaggi WhatsApp contengano effettivamente dati provenienti da questo incidente.

Perché questa truffa è così pericolosa

L'aspetto insidioso è che, inizialmente, i criminali non hanno nemmeno bisogno di conoscere la tua password per tentare di violare il tuo account. Bastano nome, indirizzo e numero di telefono per rendere autentico un messaggio. Chi conosce i tuoi dati personali può facilmente dare l'impressione di scrivere davvero a nome di Ricardo. E chi cade nella trappola e inserisce i propri dati sul sito contraffatto finisce per consegnare inconsapevolmente anche le altre credenziali d'accesso.

Questa tecnica si chiama phishing: i criminali cercano di attirarti su siti web contraffatti attraverso messaggi falsi, ma apparentemente credibili. Una volta lì, ti inducono a inserire password, dati della carta di credito o altre informazioni sensibili. Con i dati sottratti, possono poi impossessarsi dei tuoi account o addirittura prelevare denaro.

Sulla sua pagina ufficiale di assistenza, Ricardo mette in guardia anche da altre truffe: presunti pagamenti bloccati, falsi servizi di consegna o richieste di confermare un pagamento tramite codice QR.

Non solo Ricardo: le truffe che dovresti conoscere

Che questi tentativi di frode non riguardino soltanto Ricardo lo dimostra il caso di Booking.com. Come riferisce l'Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS), i criminali riescono regolarmente ad accedere agli account di veri hotel e contattano direttamente gli ospiti attraverso il sistema di messaggistica ufficiale della piattaforma di prenotazione. Con il pretesto di dover verificare nuovamente la carta di credito, minacciano di annullare la prenotazione. L'aspetto particolarmente subdolo è che i messaggi arrivano davvero tramite Booking.com e riportano persino i dettagli corretti della prenotazione. Risultano quindi estremamente credibili.

Un'altra truffa diffusa riguarda le false notifiche di consegna dei pacchi. Secondo il messaggio, la Posta o un altro servizio di consegna non sarebbe riuscito a recapitare un pacco perché l'indirizzo è incompleto oppure manca il pagamento di una piccola commissione. Chi clicca sul link allegato finisce su un sito contraffatto, progettato per sottrarre i dati di pagamento. A volte i criminali si spingono ancora oltre: l'UFCS ha già documentato casi di falsi avvisi di ritiro, con codici QR manipolati, recapitati direttamente nelle cassette delle lettere.

Basta pagare 1.33 franchi per ricevere il pacco? Dietro queste presunte notifiche di consegna si nasconde spesso un tentativo di phishing.
Basta pagare 1.33 franchi per ricevere il pacco? Dietro queste presunte notifiche di consegna si nasconde spesso un tentativo di phishing.
Fonte: Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS)

Anche le banche vengono regolarmente utilizzate come copertura. In questi casi, presunti dipendenti bancari chiamano al telefono sostenendo di aver rilevato un pagamento sospetto. Per mettere al sicuro il denaro, chiedono di comunicare codici di sicurezza, autorizzare un pagamento oppure installare un software di accesso remoto. A volte sul display compare persino il vero numero di telefono della banca, anche se la chiamata proviene dai criminali.

Anche il nome di Digitec Galaxus viene sfruttato per tentativi di truffa. Come ha raccontato il mio collega Manuel Wenk, alcuni criminali hanno inviato false e-mail a nome di Galaxus. Promettevano un profumo gratuito in cambio della partecipazione a un sondaggio sulla soddisfazione della clientela. Chi partecipava veniva reindirizzato a una copia quasi perfetta del sito Galaxus, dove gli veniva chiesto di inserire i dati della carta di credito per pagare una piccola spesa di spedizione. Il presunto regalo, però, era soltanto un'esca per impossessarsi dei dati di pagamento.

Le varianti di queste truffe sono innumerevoli, ma il principio è sempre lo stesso: attraverso storie credibili e un senso di urgenza creato ad arte, i criminali cercano di convincere le persone a rivelare dati sensibili. Sono ormai lontani i tempi delle e-mail sgrammaticate in cui un fantomatico principe prometteva di trasferirti milioni di dollari. Oggi i criminali agiscono in modo molto più sofisticato e, di conseguenza, è anche più difficile smascherarli.

Come proteggerti dai truffatori

La regola più importante è questa: non fidarti di un messaggio solo perché chi lo invia conosce il tuo nome o indirizzo. Nel caso attuale, Ricardo raccomanda le seguenti precauzioni. La maggior parte, però, vale anche per altre piattaforme e servizi online e può proteggerti da molti altri tipi di truffa.

  • Non aprire link o codici QR ricevuti tramite WhatsApp: soprattutto se ti chiedono di verificare la tua identità o inserire dati di pagamento. Accedi a Ricardo direttamente dal browser o tramite l'app.
  • Diffida dei messaggi WhatsApp e degli SMS: Ricardo non gestisce acquisti e vendite attraverso questi canali. È quindi sospetto che un presunto servizio clienti ti contatti in questo modo.
  • Controlla l'indirizzo web: i siti autentici di Ricardo si trovano agli indirizzi «www.ricardo.ch», «login.ricardo.ch» o «help.ricardo.ch». Il semplice fatto che un indirizzo contenga da qualche parte il nome «Ricardo» non significa che sia autentico.
  • Non comunicare mai dati di pagamento per ricevere denaro: per incassare il ricavato di una vendita non devi fornire né i dati della carta di credito né le credenziali di accesso a Twint o all'e-banking. Anche i codici di conferma ricevuti via SMS non devono mai essere condivisi.
  • Segnala i messaggi sospetti: utilizza l'apposito modulo ufficiale di Ricardo per la segnalazione delle frodi.

E se hai già cliccato sul link?

Se hai soltanto aperto un sito sospetto, chiudilo senza inserire informazioni. Se invece hai già digitato la tua password di Ricardo, cambiala immediatamente attraverso il sito ufficiale. Se utilizzi la stessa password anche altrove, dovresti cambiarla anche su quegli account, scegliendone una diversa da quella di Ricardo. Sapendo che molte persone, per comodità, utilizzano la stessa password per più account, i criminali provano spesso le credenziali rubate anche su altri siti.

Se invece hai inserito i dati della carta di credito, di Twint o dell'e-banking, ogni minuto conta: contatta immediatamente la tua banca o il fornitore del servizio di pagamento e, se necessario, fai bloccare gli accessi o le carte interessate. Se hai caricato documenti personali o sei già stato vittima di una truffa, Ricardo consiglia inoltre di sporgere denuncia alla polizia.

C'è almeno una buona notizia: secondo Ricardo, la fuga di dati non ha coinvolto né password né indirizzi e-mail. Non è quindi necessario cambiare la password soltanto a causa dell'incidente. Conviene comunque mantenere alta la guardia. Perché il pericolo maggiore, ora, non risiede necessariamente nei dati sottratti in sé, ma in ciò che i truffatori possono farti credere grazie a quelle informazioni.

Immagine di copertina: Luca Fontana

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Scrivo di tecnologia come se fosse cinema – e di cinema come se fosse la vita reale. Tra bit e blockbuster, cerco le storie che sanno emozionare, non solo far cliccare. E sì – a volte ascolto le colonne sonore più forte di quanto dovrei.


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