Shutterstock/Larisa Rudenko
Opinione

A occhio e croce, le parole hanno un peso

Michael Restin
18.3.2026
Traduzione: Nerea Buttacavoli

Questo articolo è più o meno lungo quanto una canzone pop. Invece di prenderla al millimetro, onora il mondo dei pizzichi, dell'incirca e dell'andare a occhio, perché i confronti approssimativi ci danno la giusta libertà mentale.

Adoro fare confronti. Come tutti, penso. Non appena sappiamo più o meno cosa vogliamo, vogliamo saperlo con esattezza, fino nei minimi dettagli. Prestiamo attenzione alle densità di pixel degli schermi e confrontiamo le quantità in percentuale di cotone riciclato di una maglietta. Impariamo tutto su OLED, QNED e WLTP. Nell'offerta ormai ingestibile di prodotti, notizie e opinioni, nel nostro accanimento sui dettagli ritroviamo un senso di controllo.

Eppure, la vita è molto più bella, più semplice e più concreta se non ponderiamo esattamente ogni cosa. Né le parole, né le specifiche di prodotto. Me ne sono reso conto ancora una volta qualche giorno fa, quando ho messo uno zaino nuovo di zecca accanto a un vecchio sacco della spazzatura. A puro titolo di confronto, ovviamente.

Entrambi sono fatti per contenere cose.
Entrambi sono fatti per contenere cose.

Per qualche secondo ho davvero pensato se potessi farlo, o se mi stessi rendendo la vita troppo facile. Ecco perché mi ha fatto piacere questa reazione.

Certo, questo confronto è ottimo. Ce l'hanno tutti presente. È un esempio tangibile per tutti. Su una piattaforma Galaxus? Un paragone azzardato. Top!
Utente della Community 01010101

Mi è piaciuto anche il commento successivo secondo cui l'unità ufficiale dei media è il campo di calcio. Ed effettivamente è così. Il mio collega Luca nel 2018 ha scritto che se il tuo televisore da 65 pollici fosse grande come un campo da calcio, un singolo pixel sarebbe grande come una moneta da cinque franchi. Un ottimo esempio di come le immagini non solo siano efficaci, ma plachino anche l'urgenza di voler scoprire dettagli ancora più esatti.

  • Retroscena

    Quanto è grande un pixel?

    di Luca Fontana

Una vacanza nel vago della zona grigia

Mi entusiasmano le connessioni che queste immagini possono creare. Non solo nella colonna dei commenti, ma nelle nostre menti in generale. Perché ci permettono di fare una vacanza nel vago delle zone grigie, che ci lasciano abbastanza liberi di trovare un accordo approssimativo su qualcosa. Di riconciliarci con noi stessi, con le nostre idee e con altre persone.

Questo comincia già con le parole che utilizziamo. Ci siamo abituati a unità di misura estremamente precise, ma piccole e sempre più incomprensibili, che promettono verità assolute: Microgrammi, milliwatt, nanometri. Possiamo misurare ogni tipo di cosa e confrontarla fin nei minimi dettagli. Questo crea nuove opportunità, ma in molti casi ha un impatto minimo, se non nullo, sulla nostra vita quotidiana.

Maledetta bilancia di precisione.
Maledetta bilancia di precisione.
Fonte: Screenshot galaxus.ch

Almeno non è un impatto positivo, perché il minimo comune denominatore diventa quasi impossibile da trovare. Invece, le differenze più sottili vengono enfatizzate come se fossero rivoluzionarie. Non accettiamo più una cosa «altrettanto buona». Laddove possiamo, classifichiamo il nostro mondo in «migliore» o «peggiore».

Nel primo «testa a testa» al Freehold Raceway a New Jersey nel 1953, ci furono semplicemente tre vincitori. Oggi, probabilmente, avremmo distinto nettamente il 1°, il 2° e il 3° posto.
Nel primo «testa a testa» al Freehold Raceway a New Jersey nel 1953, ci furono semplicemente tre vincitori. Oggi, probabilmente, avremmo distinto nettamente il 1°, il 2° e il 3° posto.
Fonte: pubblico dominio

Un pizzico di flessibilità non guasta

Ciò che un tempo era considerato abbastanza preciso – pizzico, spolverata, manciata – oggi è sinonimo, per così dire, di non prendere le cose troppo alla lettera. Ci sono parole che dipingono immagini e lasciano spazio all'interpretazione. Con un pizzico di disinvoltura in più, ci sarebbero meno persone alla ricerca di informazioni più precise per salare i piatti.

Cerco disperatamente un riferimento visivo per un pizzico di sale.
Utente Reddit

Con una spolverata di fortuna, le sottili differenze con cui interpretiamo le cose liberamente diventano il sale che insaporisce la nostra vita quotidiana. E un po' più di flessibilità ci risparmierebbe una buona manciata di discussioni. Discutiamo comunque per ogni minimo pretesto – anche con noi stessi – e la parlantina diventa pignoleria.

Quanti piselli ci sono in questa immagine? I pignoli dovrebbero adorare questo compito.
Quanti piselli ci sono in questa immagine? I pignoli dovrebbero adorare questo compito.

Basta averne una pallida idea

Qualche immagine per cambiare fa proprio bene. Preferiamo avventurarci nelle zone grigie quando si tratta di contesti più grandi. Lontani da ciò che ci riguarda direttamente. Da lì, in particolare, le redattrici e i giornalisti trasmettono immagini linguistiche per mettere in prospettiva le dimensioni. Nel Regno Unito, ad esempio, la «dimensione del Galles» è utilizzata come unità di misura informale per rendere più comprensibili le grandi superfici, come aree bruciate da incendi o gli iceberg.

Il Galles è grande circa la metà della Svizzera. Ed è otto volte più grande del Saarland, il più piccolo Stato federale tedesco che la Germania adora usare come riferimento. Chissà quali sono le sue dimensioni. In ogni caso, una zona grigia è meglio di una cifra concreta, perché almeno abbiamo tutti la stessa pallida idea.

Chi sa quanto è davvero grande il Galles? In ogni caso, è molto bello in foto.
Chi sa quanto è davvero grande il Galles? In ogni caso, è molto bello in foto.
Fonte: Shutterstock/Pajor Pawel

Ciò che funziona così bene in contesti inconcepibilmente grandi può anche essere una buona strategia per affrontare il mondo su piccola scala. In molti casi basta la percezione a occhio, invece di un'eccessiva ossessione per i dettagli. Per me, questa realizzazione è grande almeno quanto un campo da calcio. E un campo da calcio è una bella allegoria del fatto che perdiamo il senso della proporzione quando guardiamo qualcosa troppo da vicino e non accettiamo più i diversi punti di vista.

Molte prospettive, molte verità

All'inizio, solo il pubblico televisivo poteva guardare davvero attentamente. Con riprese a rallentatore, immagini fisse e innumerevoli prospettive. Nel frattempo, il VAR usa lenti d'ingrandimento e linee per cercare l'unica verità assoluta, che spesso non esiste. Gli arbitri stanno davanti agli schermi con espressioni serie, solo per vedere una verità diversa da ogni prospettiva mostrata. In sé è un bell'insegnamento. Ma la tecnologia annienta la libertà di riconoscerlo come tale.

Non lo sa nemmeno lui.
Non lo sa nemmeno lui.
Fonte: Wikimedia Commons/Werner100359/CC BY-SA 4.0

Chi vive a occhio, invece, deve avere una certa sensibilità per una situazione, nella consapevolezza che altri potrebbero vederla in modo diverso e nella speranza di comprensione altrui.

La matematica è o non è un'opinione?

Sarebbe bello poter dire più spesso: non sono del tutto d'accordo con te, ma quasi. Non è l'ideale, ma più o meno ci sta. A grandi linee, va bene. A occhio e croce, sembra giusto. In tedesco esistono diverse varianti dell'espressione idiomatica «Pi mal Daumen» («Handgelenk mal Pi», «Daumen mal Pi»), che letteralmente si traduce con «pollice per Pi greco», e in senso figurato significa fare una stima approssimativa. L'espressione nasce dall'uso del pollice come misura improvvisata, moltiplicato per Pi greco per sottolineare l'imprecisione matematica. In pratica indica un calcolo rapido senza strumenti, simile a dire «all'incirca» in italiano.

Beh, solo se la moltiplicazione avviene in una struttura algebrica commutativa.
Utente Reddit

Chi cerca di spiegare o sproloquiare anche sui modi di dire va ben oltre il senso del gioco – e dimostra di non avere più nemmeno un briciolo di fantasia.

Così su due piedi, il mio suggerimento per una coesistenza piacevole è il seguente: la vita è imprevedibile, fatti sempre un'idea delle cose, ma prendila sul serio solo quando serve davvero. Altrimenti, è meglio prenderla con un pizzico di umorismo.

Ma ti prego, non chiedermi le dosi esatte.

Le parole hanno un peso, ma la bilancia è di legno.
Le parole hanno un peso, ma la bilancia è di legno.
Fonte: Wikimedia Commons/Paulgerhard/CC BY-SA 4.0
Immagine di copertina: Shutterstock/Larisa Rudenko

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Semplice scrittore, doppiamente papà, che ama essere in movimento e destreggiarsi nella vita familiare quotidiana, come un giocoliere che lancia le palline e di tanto ne fa cadere una. Può trattarsi di una palla, di un'osservazione, o di entrambe.


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