N.Voitkevich/Pexels
Guida

Vitamine, minerali e prodotti a base naturale: una lista di controllo contro le promesse infondate

Anna Sandner
12.1.2026
Traduzione: Sanela Dragulovic

Il 16% della popolazione avrebbe bisogno di integratori alimentari, ma li assume il 57%. Perché? Perché quasi nulla è così facile da commercializzare, senza dover fornire prove scientifiche. Ecco una checklist per raccomandazioni serie sugli integratori.

«Die Revolution der Nahrungsergänzung», una guida sugli integratori alimentari, è sulla mia scrivania e secondo la copertina è **un **bestseller francese. È stato scritto dal biologo e biochimico Mathieu Bouarfa, che mi sorride sulla copertina e promette di spiegarmi tutto quello che devo sapere sulla scelta, il dosaggio e la combinazione dei principi attivi. Mette inoltre a disposizione per il download un elenco ordinato di fonti da scaricare. Al prescindere dai superlativi fuorvianti, il tutto suona come una base solida per una panoramica fondata sugli integratori alimentari e sul loro impiego sensato.

Die Revolution der Nahrungsergänzung (Tedesco, Mathieu Bouarfa, 2025)
Manuale
CHF25.70

Die Revolution der Nahrungsergänzung

Tedesco, Mathieu Bouarfa, 2025

L'entusiasmo, però, dura poco. Dopo pochi capitoli emerge una domanda che accompagna quasi sempre il tema degli integratori alimentari: si tratta davvero di offrire una linea guida (che cosa ha senso e che cosa no)? Oppure di seguire una logica in cui per ogni disturbo c'è subito un rimedio pronto, completo di dosaggi, consigli di combinazione e impulso all'acquisto? Va detto che Bouarfa presenta apertamente il suo approccio. Già dalla copertina è evidente che dietro al libro c'è anche «Nutrastream», la sua azienda che vende integratori. Nel testo, e ripetutamente, compaiono le voci della community Nutrastream, peraltro molto ampia, utilizzate come supporto argomentativo.

I pareri positivi della community possono sembrare convincenti, ma non costituiscono una guida affidabile per prendere decisioni.
I pareri positivi della community possono sembrare convincenti, ma non costituiscono una guida affidabile per prendere decisioni.
Fonte: Anna Sandner

Inizialmente appare affidabile perché è accessibile. Vale però la pena guardare più da vicino: solo perché qualcosa suona scientifico e fa riferimento a studi, non significa automaticamente che sia serio e imparziale.

Le regole di base sugli integratori alimentari

Gli integratori sono legalmente considerati alimenti, non farmaci. Questo comporta una conseguenza pratica spesso sottovalutata: non esiste un iter di autorizzazione come per i medicinali. Di norma, i prodotti non vengono sistematicamente testati per verificarne l'efficacia prima di essere venduti: la responsabilità ricade principalmente sui produttori (e quindi su chi potenzialmente ci guadagna).

Questo non significa che gli integratori alimentari siano di per sé dannosi. Possono essere utili in determinate situazioni, ad esempio in caso di carenza accertata o in fasi della vita in cui il fabbisogno aumenta. Il Bundesinstitut für Risikobewertung BfR (l'Istituto federale tedesco per la valutazione del rischio) sottolinea che per la maggior parte delle persone gli integratori sono superflui se l'alimentazione è equilibrata. Inoltre, i preparati ad alto dosaggio possono aumentare il rischio di effetti indesiderati.

Perché il commercio degli integratori alimentari funziona così bene

La struttura del bestseller segue uno schema che piace al pubblico: ogni capitolo affronta un tema diverso come stress, pelle e capelli, spiegandone i retroscena e si conclude con una lista di integratori che «dovrebbero aiutare». Si tratta di un concetto efficace perché soddisfa due bisogni contemporaneamente: capire cosa succede nel proprio corpo e voler fare qualcosa subito, con il minimo sforzo possibile.

Un principio semplice: per disturbi generici viene subito fornita un'intera lista di integratori «adatti».
Un principio semplice: per disturbi generici viene subito fornita un'intera lista di integratori «adatti».
Fonte: Anna Sandner

Bouarfa traccia una linea tra «non malato» e «ottimamente sano». In sostanza, sostiene che i micronutrienti non sono interessanti solo in caso di carenza, bensì possono servire anche per «ottimizzare» la salute: un tentativo attivo di prevenire possibili problemi. Ed è proprio qui che il (suo) manuale rischia di passare facilmente da «cosa è giustificato dal punto di vista medico» a «cosa si potrebbe assumere preventivamente».

Per approfondire quali integratori siano realmente rilevanti per la salute e quali siano più marketing che consigli utili, puoi dare un'occhiata a questo programma «Mai Think X Nahrungsergänzungsmittel - sinnlos bis gefährlich» (in tedesco). Per saperne di più sui minerali e sulle vitamine, ti consiglio questo articolo:

  • Guida

    Più di un semplice contorno: perché il nostro corpo ha bisogno di fibre, vitamine e minerali

    di Anna Sandner

Un altro classico di molti dibattiti sugli integratori alimentari: l'alimentazione è importante, ma oggi il cibo contiene meno «sostanze buone» a causa, tra l'altro, dell'impoverimento dei terreni. Suona plausibile, ma spesso resta vago ed è praticamente l'argomento ideale per giustificare il passaggio dal piatto alla pastiglia.

Checklist: come riconoscere le raccomandazioni affidabili sugli integratori alimentari

Nota per la Svizzera: sugli integratori alimentari le dichiarazioni relative alla salute sono generalmente vietate sulla confezione e nella pubblicità, a meno che non siano espressamente autorizzate (ad esempio tramite claim approvati). Per questo motivo, le confezioni o i testi dei negozi spesso non riportano riferimenti a studi o discussioni dettagliate su rischi ed effetti. Questi punti della checklist vanno intesi come domande di verifica ad esempio per guide, post di influencer o pubblicità internazionale.

1. Si tratta di colmare una carenza o solo di ottimizzare la salute? La raccomandazione è seria quando viene fatta una distinzione chiara tra «è utile in caso di carenza accertata o per gruppi a rischio» e «potrebbe migliorare ulteriormente la tua vita». Le prove a favore di un'ottimizzazione che vada oltre il fabbisogno sono spesso scarse e il rischio di sovradosaggio aumenta.

2. Il gruppo target è indicato? Molti effetti interessano solo alcuni gruppi specifici (persone con apporto insufficiente, diete particolari o fasi della vita particolari). Se le raccomandazioni sono generiche, manca spesso l'informazione più importante, ovvero se queste valgono anche per te.

3. La documentazione scientifica è trasparente e bilanciata? Quando vengono promessi effetti, le affermazioni si basano su prove trasparenti, equilibrate e di qualità (studi su esseri umani o review), oppure sono selezionati solo gli studi che confermano ciò che conviene? Un segnale di allarme è la selezione unilaterale delle fonti: se vengono citati solo studi che sostengono una certa tesi e mancano sistematicamente risultati contrari o che sostengono «alcun effetto», emerge un quadro distorto. Anche se ogni singola fonte, presa isolatamente, è di per sé affidabile.

4. Sono specificati l'entità e i limiti degli effetti? «Aiuta» non è una misura. Le raccomandazioni serie mostrano cosa è realisticamente possibile (effetto ridotto, solo a certe condizioni, solo in combinazione con) e cosa no. Se l'effetto è quasi sempre descritto come «sensibilmente meglio», si tratta più di retorica che di risultati reali.

5. Vengono indicati anche i limiti quando si parla di efficacia? Quando vengono annunciati i benefici concreti per la salute (ad esempio nella pubblicità, sui social media o in fonti estere), sono riportate in modo trasparente anche le limitazioni, i gruppi di destinatari, i possibili rischi e le interazioni? Oppure ci si limita a messaggi esclusivamente positivi?

6. Le esperienze della community vengono vendute come prove? Le testimonianze possono offrire orientamento, ma non sostituiscono le prove concrete. Quando le voci della community vengono usate come argomenti, è utile fare una distinzione chiara: si tratta di un esempio che illustra una possibilità, oppure è inteso come prova?

**7. Esistono conflitti di interesse e sono presentati in modo trasparente? Se un autore o un creator vende anche prodotti, non è automaticamente sinonimo di scarsa serietà. Ciò che conta è che la situazione venga presentata in modo trasparente e collocata in un contesto comprensibile, e che le raccomandazioni non tendano in modo evidente verso il «sempre di più». Questa distinzione è particolarmente importante nel mercato degli integratori alimentari, meno regolamentato rispetto a quello dei farmaci.

Tre domande prima dell'acquisto

«Che cosa voglio ottenere esattamente e ci sono prove concrete da studi su esseri umani che dimostrano un miglioramento»?

«Ci sono indicazioni di un fabbisogno reale (fase della vita, alimentazione, valori ematici, farmaci)»?

«Qual è il dosaggio appropriato, a partire da quando diventa eccessivo e per quanto tempo si prevede l'assunzione»?

Gli integratori alimentari possono essere utili se utilizzati in modo mirato. Possono però trasformarsi in un «cantiere aperto» se ogni incertezza viene affrontata con una nuova pastiglia. Una guida valida offre entrambe le cose: margine di scelta e limiti ben definiti.

Come gli influencer guadagnano con integratori e false promesse di salute lo scopri qui:

  • Retroscena

    Influencer e false promesse su Instagram e compagnia bella

    di Anna Sandner

Se fossi stata acritica, la «rivoluzione degli integratori» di Bouarfa mi avrebbe lasciata con una lista della spesa di tutti e 80 gli integratori trattati. In fondo, tutto promette qualche miglioramento: chi non vorrebbe una pelle più bella, una digestione regolare o meno stress? Seguendo però la checklist e attenendomi a criteri seri, la situazione cambia: con un'alimentazione per lo più sana ed equilibrata, nel mio caso (vegetariana con una carenza accertata) bastano vitamina B12 e vitamina D prescritte dal medico.

Immagine di copertina: N.Voitkevich/Pexels

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Redattrice scientifica e biologa, con una passione profonda per il mondo naturale. Amo gli animali e sono affascinata dalle piante, dalle loro straordinarie capacità e da tutto ciò che possono offrire. Il mio luogo ideale è all’aperto, immersa nella natura – proprio come nel mio giardino selvaggio. 


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