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Sarà senza catena la bici del futuro?

Molti vorrebbero reinventare letteralmente la ruota. E CeramicSpeed in qualche modo è riuscita a rivoluzionare la trasmissione della bicicletta. Niente catena, niente cinghia dentata, ma un albero cardanico con 21 cuscinetti – è questa la grande e incredibile novità.

Una bici è pur sempre una bici: è composta da un telaio, due ruote e una sorta di catena. È così da oltre cent’anni e finora questo principio non è mai stato capovolto. Perché mai dovrebbe essere diverso ora? Funziona perfettamente. Naturalmente, sono stati fatti diversi esperimenti per ottimizzarlo, utilizzando corone ovali e cinghie dentate. Ma l’idea di base della trasmissione a catena non era mai stata eliminata finora, perché nessuno lo riteneva necessario. Ma qualcuno ha osato rivalutare la questione da zero. Ed è questa la cosa straordinaria. È ciò che hanno fatto i danesi di CeramicSpeed, specialisti dei cuscinetti a sfera. Con il loro sistema «Driven» sono stati al centro della scena all'Eurobike di quest’anno e si sono aggiudicati un premio.

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La trasmissione non necessita di deragliatori, ma utilizza un cardano con 21 cuscinetti.

Come funziona?

Il prototipo fa letteralmente sparire la catena. Al suo posto troviamo un albero di trasmissione cardanica che collega il pignone anteriore a quello posteriore. La potenza viene trasmessa attraverso 21 cuscinetti a sfera in ceramica. Il trasferimento della potenza di pedalata è efficiente al 99%, cosa che mette in ombra anche la più efficiente delle trasmissioni a catena. Ma com’è possibile? Lo è perché i cuscinetti a sfera garantiscono che non ci siano quasi perdite di attrito. Tuttavia, per raggiungere il magico valore del 99 percento, ti toccherà pedalare come un ciclista professionista.

La potenza di pedalata di Driven (in verde) è nettamente superiore rispetto a quella della trasmissione a catena Dura-Ace (in blu).

Sistema elettronico

Il cambio non c’è, ma un motore elettrico nell'albero cardanico dovrebbe spingere i cuscinetti a sfera in avanti e indietro tra i pignoni. Siamo ancora in fase di sviluppo, ma è chiaro che l'elettronica prima o poi prenderà piede anche nel mercato delle biciclette. La cosa potrebbe non piacerti, se sei uno di quelli a cui piace la trazione esclusivamente meccanica perché sai di poterla riparare in maniera autonoma. Dicono che «Driven» abbia costi di manutenzione relativamente bassi, ma la nuova tecnologia comporta sempre dei problemi iniziali. Il pignone anteriore ha una sola velocità, ma quello posteriore ne ha 13 e gli ingranaggi sono tutti sullo stesso piano. In tal modo si evita l’angolo sfavorevole della trasmissione a catena.

Il fodero posteriore è rialzato per dare posto all’albero cardanico.
Come un tappo da birra: con i dentini piegati verso l’interno per raggiungere i cuscinetti a sfera.

Un futuro con potenziale

Nel suo recente progetto Velocipedia, il Designer Gianluca Gimini ci ha mostrato quante persone dimentichino la catena quando si tratta di disegnare una bicicletta. Saranno tutti dei visionari e ideatori di bici senza catene? Gli sviluppatori di CeramicSpeed hanno dimostrato che la trasmissione può funzionare anche in un modo completamente diverso e che questo nuovo sistema funziona.

Naturalmente, questa grande invenzione inizialmente prenderà piede nei settori di fascia alta e tra i professionisti. Ma i tradizionalisti delle varie associazioni ciclistiche dovranno ripensare ai loro regolamenti. Il sistema ha un potenziale immenso nel mercato delle biciclette elettriche. Sia come sia, la trasmissione delle biciclette in futuro diventerà sicuramente più efficace, più leggera e necessiterà di meno manutenzione. Ma dovranno ancora passare degli anni. In fondo, questo sistema funziona solo con un telaio di bicicletta speciale. Ma chissà: forse prima o poi rimpiazzerà veramente la trasmissione a catena. All’Eurobike di quest’anno i grandi nomi del settore hanno avuto modo di esaminare questa nuova invenzione molto da vicino.

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La felicità è fugace, quindi continuo a muovermi. In bicicletta, giocando a pallone (dimensioni e colori non contano) e con tutto ciò che nasce dall'immaginazione di due bambini. Amo vivere il mio istinto di gioco e dare una possibilità alle coincidenze. Perché se la strada è l'obiettivo, allora deve essere bella.

18 Commenti

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User macstanislaus

Interessantes Konzept. Aber die ganze Last liegt jeweils nur auf einem Zahn. Ob das lange hält? Vorallem wenn man den Berg rauf strampelt. Bei "normalen" Velos liegt die Kette auf mehreren Zähnen gleichzeitig und selbst diese brechen ab und an ab.

21.07.2018
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User leoba

Kardan hat sich bei Reisemotorrädern seit vielen Jahren durchgesetzt - nicht nur bei BMW. Grundsätzlich ein hervoragendes Konzept, aber schwerer als die Kette/Zahnriemen. Dafür wartungsfrei. Beim Motorrad kommt's aber nicht auf ein oder zwei Kilos mehr an - da hat man heute ja über 100 PS.

29.07.2018
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User Digitalus

Gewicht spielt überall eine Rolle.Bei Velos,Autos und sicher bei Motorräder.Die Kardanwelle spielt bei BMW Motos immer weniger eine Rolle.Und wartungsfrei ist sie nicht!

13.08.2018
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User shoffmeister

Mich wundert, dass selbst diese Demo-Version aber mal überhaupt nicht schalten kann. Dabei bräuchte man doch "nur" ein pull-pull Kabelsystem, wie bei der Pinion, oder?

(Oh, und Radwechsel = Schaltung neu einstellen; Dreck = zig Kugellager adieu; ...)

Das Bessere ist der Feind des Guten!

23.07.2018
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User humpty

Neu??? Hatte bereits vor 10 Jahren mal ein Velo mit Kardanwellenantrieb. Die Marke Biomega stellt schon seit Jahren solche Fahrräder her...Das ganze hat sich aber nie durchgesetzt.

24.07.2018
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User Digitalus

So ist es.

13.08.2018
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User Anonymous

Federung am Hinterrad kannste mit diesem Konzept der Kardanwelle starrer Länge schlicht vergessen. So fixe Kardanwellen erinnern mich technisch an die US-Cars der 50er ;-). Ein sehr exotisches Konzept. Gibt es eigentlich Töffs mit Kardan? Zahnriemen-Töff gibts!

24.07.2018
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User technikblog

Klar, von BMW seit Jahrzehnten erfolgreich gebaut und verkauft. Wartungsarm und auch mit Federung gebaut.

24.07.2018
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User cschales

Aber ja. Honda, Yamaha, Kawasaki und hatten oder haben Kardanantrieb nicht nur bei fetten Brummern.

Und nicht zuletzt haben die Ural-Modelle Kardanantrieb. Den hatten die Sowjets allerdings von der BMW R 71 Ende der Dreissiger kopiert.

Wird höchste Zeit, dass die Kette verschwindet. Nichts wie Aufwand und Ärger im Vergleich zu Riemenantrieb oder Kardan.

06.08.2018
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User Digitalus

Ja? CBR , R1 ,ZX H2 ? MOTO 3,2,GP ? Moto-Cross ? Pflege,nachspannen,keine Billigware und dann geht es.

13.08.2018
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User SheiksBeer

Das Konzept kardan ist ja gut. Aber ich möchte das von einem Radprofi bei der Tour de France oder Swiss getestet sehen. Wenn dann mehrere hundert kilo pro Quadratzentimeter Last auf den Zähnen liegen…….

08.08.2018
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User zürcher8057

Hät ich mal lieber besser im Französisch Unterricht aufgepasst :(

04.08.2018
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User Digitalus

franz,gv

13.08.2018
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User webermaster

Ich verstehe nicht, was das mit einer Kardanwelle zu tun hat. Hier handelt es sich doch um eine einfache Welle mit einem Zahnrad vorne und hinten. Das "Kardan" in Kardanwelle bezeichnet doch ein Gelenk, das es hier gar nicht gibt. Oder übersehe ich hier etwas?

10.08.2018
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User Digitalus

Wegem Karbonzusatz.

13.08.2018
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User Anonymous

"Le rendement du Driven (vert) est bien supérieur à celui de l’entraînement par chaîne du Dura Ace (bleu). "
Oui, 1 à 2%... faudrait peut-être pas zoomer comme ca sur les courbes et garder une échelle linéaire de 0 à 100...

14.08.2018
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