
Opinione
La Nintendo Switch 2 è «solo» una Switch più grande e più potente – meno male!
di Domagoj Belancic

Con la Switch 2, Nintendo ha finalmente lanciato una console in grado di tener testa alle console di ultima generazione. Porting ambiziosi come «Final Fantasy 7: Remake» lasciano intravedere un futuro roseo per i giochi di terze parti.
Dall'uscita della Wii (nel 2006), Nintendo si è tirata fuori dalla costosa corsa agli armamenti tecnologici nella guerra tra le console. Invece di puntare su enormi sviluppi nella grafica, l'azienda giapponese si è concentrata con successo su innovazioni e gadget. Al momento, la Switch è il prodotto di punta della strategia «Blue Ocean» di Nintendo. La console ibrida portatile sta per diventare la più venduta di sempre.
Ma rinunciare alle tecnologie più avanzate comporta uno svantaggio decisivo: sono circa 20 anni che i fan di Nintendo non possono utilizzare sulle proprie console i giochi AAA di terze parti più complessi dal punto di vista grafico.
Ma con la Switch 2 questo storico problema di Nintendo sembra essersi risolto. I porting di giochi come «Star Wars Outlaws», «Assassin's Creed Shadows» e «Final Fantasy 7 Remake», uscito proprio oggi, dimostrano che la piccola console in formato tablet può competere con i «big dog» stazionari di Sony e Microsoft.
E questo è solo l'inizio.

Per capire perché l'attuale supporto dei giochi di terze parti (e la qualità dei porting) sulla Switch 2 è così incredibile, è bene parlare un attimo della Switch 1.
La prima console ibrida portatile di Nintendo era già completamente obsoleta dal punto di vista tecnico quando era stata lanciata nel 2017. Il tablet montava un processore Nvidia Tegra X1, inferiore persino agli smartphone dell'epoca.
Motivo per cui non riusciva a supportare quasi nessun prodotto di terzi, almeno nella categoria AAA. I giochi dalla grafica ricercata che giravano su PS4 o Xbox One non potevano essere portati sull'hardware obsoleto di Nintendo, o almeno non senza un grandissimo lavoro.

Risale a quel periodo la nascita dell'espressione «impossible port», ben nota negli ambienti dei gamer. Si tratta di porting apparentemente impossibili di giochi AAA dalla grafica complessa, che riuscivano a funzionare su Switch solo grazie all'aiuto della magia nera (almeno questa è l'unica spiegazione plausibile che mi sono dato).
Ogni «impossible port» dell'epoca veniva accompagnato da un enorme clamore mediatico e celebrato dalla [stampa specializzata] (https://www.youtube.com/watch?v=PqnUHecJ01U) come se fosse il primo allunaggio.

Tra gli «impossible port» più famosi e straordinari figurano:
Scorrendo i titoli presenti in questo elenco, si capisce subito perché questi porting siano considerati «impossibili». Molti titoli hanno dovuto essere tagliati fino a diventare quasi irriconoscibili, vedi il caso di «The Witcher 3». Alcune delle limitazioni che dovevano essere adottate erano: un campo visivo fortemente ridotto, minore complessità e densità degli oggetti, texture e intermezzi compressi, oltre a una frequenza di aggiornamento che spesso non raggiungeva i 30 FPS.
A ciò si aggiungeva la risoluzione decisamente bassa: fino a 540p in modalità portatile e al massimo 720p in modalità TV. È soprattutto sugli schermi più grandi che il fantastico mondo di «Witcher» diventava un ammasso confuso.
Il porting del gioco aveva solo una vaga somiglianza con l'identità visiva dell'originale.

Oltre alle limitazioni sul lato visivo, alcuni porting presentavano ulteriori riduzioni. Ad esempio, in «Doom» o «The Outer Worlds» venivano posizionati degli oggetti di grandi dimensioni nel mondo di gioco per limitare la visuale del giocatore. La struttura open world di «Hogwart's Legacy» su Switch doveva essere suddivisa in varie sezioni, con tempi di caricamento tra una zona e l'altra, per evitare che la console esplodesse. Che fatica...
Cerca di capirmi: erano porting incredibili dal punto di vista tecnico – i miei complimenti ai team di sviluppo. Ma non consiglierei a nessuno e nessuna di giocare a un titolo come «Kingdom Come: Deliverance» su Switch, se ha a disposizione altre opzioni.

E ora torniamo al presente. Con la Switch 2, Nintendo ha fornito quello che tanti fan desideravano da anni: una Switch più grande e soprattutto più potente.
Ma anche con la Switch 2, «più potente» non significa «state of the art». Nintendo continua a tenersi fuori dalla corsa agli armamenti tecnologici che nel frattempo, grazie ai PC portatili, si è estesa ormai anche al mercato dei giochi per dispositivi mobili.

Dentro la console c'è un chipset speciale (T239) sviluppato in collaborazione con Nvidia. La tecnologia di produzione a 8 nm non è tra le più recenti ed efficienti: i chip di fascia alta attualmente utilizzati negli smartphone sono realizzati con il processo a 3 nm. Se confrontata con dispositivi mobili più potenti, la CPU può essere definita al massimo «moderata». La GPU, invece, è basata sull'architettura Ampere di Nvidia, ormai in giro già da cinque anni.
Nonostante tutte queste limitazioni, la Switch 2 offre molte caratteristiche importanti per lo sviluppo e il porting dei giochi moderni, il che è un vantaggio decisivo rispetto alla Switch 1. La console ibrida di Nintendo ha una capacità di memoria abbastanza elevata per i giochi attuali e più RAM rispetto alla versione precedente, supporta tecniche grafiche moderne come il ray tracing e, grazie a una versione DLSS creata apposta per l'hardware, supporta anche l'upscaling tramite IA.
In breve: anche se la Switch 2 non è al livello dei dispositivi di punta attuali (che spesso costano parecchio di più), rispetto alla Switch 1 sembra più a prova di futuro.

Vari studios, grazie a porting incredibili di giochi di ultima generazione, hanno già dimostrato che il piccolo tablet di Nintendo ha parecchio da offrire. Uno dei più sorprendenti è «Final Fantasy 7 Remake», in uscita oggi.
Sì, lo so. Se vogliamo essere precisi, si tratta di un titolo per PS4. Tuttavia, la versione per Switch 2 si basa su quella per PS5, che presenta alcuni miglioramenti grafici, tra cui maggiori dettagli e un'illuminazione ottimizzata.

Quando ho visto il gioco per la prima volta sullo schermo della Switch 2, ho avuto uno di quei rari momenti «wow». «Wow» nel senso di: «incredibile quello che si riesce a fare oggi». «Final Fantasy 7 Remake» sulla piccola Switch 2 portatile ha un aspetto quasi altrettanto fantastico come sulla mia mostruosa PS5.
Ovvio, alcune texture non sono così ben definite come sulla console fissa di Sony. Anche il campo visivo è migliore sulla PS5, così come la frequenza di aggiornamento e la risoluzione. Ma sono piccole riduzioni accettabili, che non incidono in modo significativo sull'identità visiva del titolo. Niente a che vedere con i tagli brutali che si erano dovuti fare in giochi come «The Witcher 3» sulla prima Switch.
Impressionante anche il fatto che, grazie all'upscaling, il gioco sia graficamente bello anche in modalità TV, sul mio Samsung OLED da 83 pollici. I tempi dell'orrenda risoluzione a 720p sono ormai solo un brutto ricordo. Alleluia e sia lodata la DLSS.

Ho trovato ottimi anche i porting di «Cyberpunk 2077», «Assassin's Creed Shadows» e «Star Wars Outlaws». Tutti e tre i titoli mostrano chiaramente che la Switch 2 può gestire anche i moderni giochi open world senza grandi problemi.
Particolarmente degno di nota è l'ultimo porting citato. Con «Star Wars Outlaws», Ubisoft è riuscita a integrare il ray tracing accelerato dall'hardware per luci, ombre e riflessi nella versione per Switch 2.
Immagina che gusto: il ray tracing. In un gigantesco open world. Su un tablet Nintendo che in modalità portatile consuma solo 10 watt, mentre le console fisse ne consumano più di 200. Roba da matti.

I primi sei mesi del ciclo di vita della Switch 2 fanno sperare in un futuro roseo per i titoli di terze parti. Anche il calendario delle uscite del 2026 fa ben sperare, visto che si sta riempiendo pian piano di giochi AAA di alta qualità di produttori terzi.
«Resident Evil Requiem», «Pragmata», «007: First Light», «High on Life 2» e «Indiana Jones and the Great Circle» sono solo alcuni dei giochi di ultima generazione con una grafica straordinaria che approderanno sulla console ibrida di Nintendo. Sembra proprio che gli «impossible port» non esistano più. Oppure: che sulla Switch 2 non ci sia davvero niente di «impossibile».
Altrettanto ottimisti sono anche i colleghi di Digital Foundry, che dopo aver parlato con Ubisoft del porting di «Assassin's Creed Shadows» su Switch 2, si aspettano «molti altri porting ambiziosi su Switch 2» in questa generazione di console. Non da ultimo perché per molti nuovi titoli multipiattaforma la Switch 2 è già stata scelta come piattaforma di riferimento. E questo elimina la necessità di complesse ottimizzazioni successive. I giochi saranno ottimizzati sin dall'inizio per Switch 2, in modo da sfruttare al massimo il chipset della console compatta.

Rimane solo una domanda: per quanto tempo la Switch 2 rimarrà in questa situazione, insolita per i fan di Nintendo, con i prodotti di terze parti? Stanno poi aumentando le voci secondo cui Sony starebbe per lanciare la prossima Playstation già nel 2027 o nel 2028.
Se prendiamo come riferimento l'attuale generazione di console (PS5, Xbox Series X/S), non c'è ancora motivo di preoccuparsi. Dopo tutto, anche a cinque anni dal lancio della PS5, ci sono ancora giochi famosi che escono anche su PS4 come versioni «cross gen». Quindi, dovrebbe passare ancora un po' di tempo prima che arrivino i «veri» giochi esclusivi per console next gen, che sulla Switch 2 non funzionerebbero nemmeno con la magia nera.
Il mio amore per i videogiochi si è svegliato alla tenera età di cinque anni con il Gameboy originale ed è cresciuto a dismisura nel corso degli anni.
Questa è un'opinione soggettiva della redazione. Non riflette necessariamente quella dell'azienda.
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