Retroscena

Da singoli componenti a killer delle console: come ho assemblato il mio PC da soggiorno

Martin Jud
4.2.2026
Traduzione: Martina Russo
Immagini: Martin Jud

Montando il mio PC da gaming per il soggiorno ho capito quanto può essere piccolo e complesso un sistema da 20 litri. Tra ventole, alimentatore e una scheda grafica sovradimensionata, non resta molto spazio libero. Ecco perché è ancora più emozionante vedere il proprio sistema avviarsi per la prima volta.

I progetti per questo PC da soggiorno hanno un obiettivo preciso: creare un sistema high-end basato su Linux che funzioni come una console di gioco e offra un'esperienza in stile Steam OS da far sembrare obsolete PS5 e compagnia bella. E ora arriva la parte pratica, ovvero la costruzione. I componenti sono lì, belli pronti. 64 gigabyte di RAM per i giganteschi pacchetti mod di «Skyrim», SSD veloci per accorciare i tempi di caricamento e un grande dissipatore di calore Noctua per evitare rumori molesti in soggiorno. Sulla carta sembra tutto logico. Ma appena apro il case del Jonsplus Z20, mi rendo conto di quanto sia piccolo un sistema da 20 litri.

Appena ho visto il piccolo Jonsplus MATX Handle Case Z20, con il suo look nero e arancione, è scoccata la scintilla. Dovevo averlo!
Appena ho visto il piccolo Jonsplus MATX Handle Case Z20, con il suo look nero e arancione, è scoccata la scintilla. Dovevo averlo!
Fonte: Jonsplus

Tra ventole, alimentatore e una scheda grafica sovradimensionata, non resta molto spazio libero. Per alcuni passaggi mi sono affidato più al tatto che alla vista e più di una volta mi sono ritrovato con la fronte imperlata di sudore, non per il panico, ma per il rispetto verso la precisione che richiede questo tipo di case. Ma è proprio questo mix di pianificazione, improvvisazione e difficoltà a rendere la costruzione così emozionante. E comunque, sì: alla fine il sistema è partito davvero, anche se solo al secondo tentativo. Col senno di poi, con un altro alimentatore sarebbe stato molto più facile.

Una piccola nota a margine: avevo già ordinato la maggior parte dei componenti all'inizio di ottobre e per fortuna, visti i prezzi di oggi. Sono riuscito ad assemblare il PC solo durante le vacanze di Natale, sia per mancanza di tempo sia perché speravo che Noctua avrebbe fatto uscire in tempo le sue ultime ventole nella versione nera. E invece no.

Preparazione della scheda madre

Il cuore di questa configurazione è la scheda madre mATX MSI B850M Mortar WiFi. L'ho scelta per tre motivi. Primo: il chipset AM5 attuale promette di essere a prova di futuro senza tendere troppo alla sperimentazione. Secondo: la porta Ethernet integrata da 5 Gigabit è ideale per un sistema Linux di fascia alta. Terzo, e non da sottovalutare: la scheda è nera. Abbinato al case Jonsplus Z20 con pannello laterale in vetro, crea un insieme armonioso non rovinato da accenti di colore dissonanti.

Una volta inseriti i primi due SSD, mi è partita la smania di smanettare. Un'euforia simile a quella che avevo provato la prima volta che avevo giocato con i Lego Technic.
Una volta inseriti i primi due SSD, mi è partita la smania di smanettare. Un'euforia simile a quella che avevo provato la prima volta che avevo giocato con i Lego Technic.

Prima di inserire la scheda madre, ci monto quei componenti che si installano più facilmente fuori dal case. Comincio con i tre SSD, ognuno dei quali è stato scelto per un compito preciso:

  • Il Crucial T500 4 TB è l'unità principale. Unisce velocità di scrittura e di lettura elevate a grandi capacità di memoria e sarà quindi la base per Bazzite, un sistema operativo Linux per il gaming basato su Fedora con tutti i vantaggi di uno Steam Deck.
  • Il primo Seagate FireCuda 530 1 TB è per il [Retrodeck] (https://retrodeck.net), che installerò più tardi su Bazzite. ROM, giochi classici, emulazione: tutti ben distinti e organizzati, per la gioia del mio cuore di nerd. Il FireCuda è veloce e adatto anche a carichi di lavoro continui, caratteristica che serve soprattutto per i titoli più complessi.
  • Il secondo FireCuda 530 da 1 TB è l'SSD di riserva. Uno con Windows per i giochi o gli strumenti protetti da DRM che non riesco (ancora) a far funzionare bene su Linux. Nell'uso quotidiano resta in secondo piano, ma è lì quando serve.
Due dei tre SSD trovano posto nella parte anteriore della scheda madre.
Due dei tre SSD trovano posto nella parte anteriore della scheda madre.
Che gusto, quando il dissipatore di calore M.2 scatta in posizione e si inserisce perfettamente nel layout della scheda madre.
Che gusto, quando il dissipatore di calore M.2 scatta in posizione e si inserisce perfettamente nel layout della scheda madre.

Due degli SSD sono posizionati sulla parte anteriore della scheda, sotto la copertura di raffreddamento, perfettamente inserita. Il terzo finisce sul retro e ha un proprio modulo di raffreddamento, un dissipatore di calore in alluminio Axagon (CLR-M2L3).

Per installare il terzo SSD, devo capovolgere la scheda madre. Monto un sottile dissipatore di calore anche per questa unità.
Per installare il terzo SSD, devo capovolgere la scheda madre. Monto un sottile dissipatore di calore anche per questa unità.

È l'ora della RAM: Kingston Fury Beast, 2 × 32 GB, DDR5-RAM, DIMM, 6000 MT/s, CL30, nera, intonata al resto del sistema. I 6000 MT/s sono stati scelti di proposito perché sui sistemi AM5 questa frequenza dovrebbe garantire il miglior compromesso tra stabilità, latenza e performance reali. Frequenze di clock più alte non poterebbero grandi vantaggi, mentre quelle più basse farebbero perdere potenza. E 64 GB non sono troppi: vorrei giocare a «Skyrim» altamente moddato. Inoltre, il pacchetto di mod di «Skyrim» a cui sto pensando non solo occupa fino a mezzo terabyte dell'SSD, ma prosciuga anche la RAM come un buco nero. Evito volutamente di usare i LED RGB nei miei banchi di RAM: voglio che la GPU sia l'unico elemento luminoso, un dettaglio che salti all'occhio, invece di un circo delle luci.

Mentre assemblo il computer durante le festività natalizie, sono super felice di aver ordinato la RAM già all'inizio di ottobre. Oggi costerebbe una mezza fortuna.
Mentre assemblo il computer durante le festività natalizie, sono super felice di aver ordinato la RAM già all'inizio di ottobre. Oggi costerebbe una mezza fortuna.

L'ultimo da montare sullo zoccolo è l'AMD Ryzen 7 9800X3D. Una scelta facile da fare: se vuoi giocare su Linux, al momento non c'era niente di meglio. L'architettura 3D V-Cache offre proprio il tipo di prestazioni che servono a un sistema tipo da soggiorno simile a Steam OS: frequenze di aggiornamento elevate, tempi di caricamento brevi e un'efficienza preziosa per un case compatto da 20 litri. A tutto questo si aggiunge un altro vantaggio: secondo l'esperienza, AMD funziona meglio di Intel su Linux, grazie alla sua architettura più semplice e all'integrazione più stabile del kernel.

Il cuore e il cervello della mia nuova console da gioco.
Il cuore e il cervello della mia nuova console da gioco.
Ora non starnutire!
Ora non starnutire!

Il dissipatore della CPU lo monto dopo, quando la scheda madre è già nel case, anche se in questo momento avrei voglia di finire tutto subito.

Ho già rimosso il pannello frontale in vetro e quello posteriore.
Ho già rimosso il pannello frontale in vetro e quello posteriore.

La costruzione sta procedendo bene e la scheda è pronta per il prossimo passo.

Tutto dentro il case

Prima di inserire la scheda madre nel Jonsplus Z20, rimuovo il telaio della ventola sul lato superiore del case. Riesco così ad avere un po' più spazio per muovermi, un lusso piccolo ma fondamentale in un case da 20 litri.

Dopo aver svitato il supporto della ventola, lo estraggo come fosse un cassetto e lo metto da parte.
Dopo aver svitato il supporto della ventola, lo estraggo come fosse un cassetto e lo metto da parte.

Il telaio si sposta di lato e mi cade l'occhio sui distanziali della scheda madre. Alcuni sono già posizionati correttamente, altri devo spostarli. Verifico un attimo il layout della mATX, do qualche giro di cacciavite e tutto è pronto.

I distanziali sono posizionati e pronti per la scheda madre.
I distanziali sono posizionati e pronti per la scheda madre.

Ora è il momento di infilare la scheda madre nel case. Devo procedere con calma e concentrazione. I bordi della scheda trovano la loro posizione sui distanziali, premo leggermente la scheda, sento un leggero clic e serro le viti. Ed è in posizione.

Un passo importante l'abbiamo fatto.
Un passo importante l'abbiamo fatto.
Anche la mascherina degli I/O è ben allineata: un buon segno.
Anche la mascherina degli I/O è ben allineata: un buon segno.

A questo punto passo i cavi del pannello frontale e li collego alla scheda.

Anche se il cablaggio del pannello frontale si vedrà a malapena una volta inserita la scheda grafica, cerco comunque di sistemarlo meglio che posso.
Anche se il cablaggio del pannello frontale si vedrà a malapena una volta inserita la scheda grafica, cerco comunque di sistemarlo meglio che posso.

Prendo un panno ed elimino i residui di polvere dalla superficie della CPU. Ora mi dedico al più grande dissipatore Noctua che ho potuto prendere e che entrasse nel case. L'NH‑U12A chromax.black ha due ventole da 120 mm in configurazione push-pull. Mi aspetto che abbia una buona capacità di raffreddamento e sia al contempo silenzioso, cosa che in soggiorno è fondamentale.

Un dissipatore maxi in un case mini.
Un dissipatore maxi in un case mini.

Applico la pasta termo-conduttiva Arctic MX‑6: un bel po' in mezzo e un po' meno agli angoli del dissipatore. Posiziono delicatamente il dissipatore, avvito il supporto e monto le due ventole. Un clic di qui, un cavo di là ed ecco che il componente si erge come un monolite nero al centro della costruzione. Sembra quasi fin troppo grande, finché non ti ricordi quanta potenza è racchiusa in questo piccolo case.

Con il dissipatore montato, le ventole collegate e un'ultima occhiata di controllo, la scheda madre è finalmente pronta. Fra poco l'alimentatore, l'insieme dei cavi e la scheda grafica si contenderanno ogni millimetro.

Si comincia a stare stretti: se solo avessi preso un alimentatore più piccolo!

È il momento di montare l'Enermax PlatiGemini 1200 Watt 80 PLUS Platinum. Questo alimentatore sembra quasi sovradimensionato in questo piccolo case. Lo posiziono nella parte anteriore dello Z20 e lo avvito. Il cavo di alimentazione interno, che va dal retro alla parte anteriore, è già posizionato correttamente nell'apposita canalina.

L'alimentatore è a posto, ma la distanza dallo slot PCIe mi mette un po' in ansia.
L'alimentatore è a posto, ma la distanza dallo slot PCIe mi mette un po' in ansia.

Posiziono l'alimentatore in modo che sopra ci sia abbastanza spazio per le due ventole di sistema superiori ed evitare che nel montaggio successivo mi tocchi arrabbiarmi perché non passano per un pelo. L'alimentatore è decisamente sovradimensionato in termini di potenza: neanche eventuali futuri aggiornamenti del sistema potranno mai sfruttarlo al massimo. Ho fatto questa scelta perché pare che la migliore efficienza si ottenga con un carico di lavoro del 20 - 50%. E possibilmente questo si ripercuote positivamente sulla durata. Inoltre, in quell'intervallo di carico di lavoro, la ventola dovrebbe essere molto silenziosa.

In alcuni punti c'è davvero poco spazio, nonostante i cavi sleevati sottili, ma qua dietro ci stiamo ancora.
In alcuni punti c'è davvero poco spazio, nonostante i cavi sleevati sottili, ma qua dietro ci stiamo ancora.

Quindi passo al cablaggio. I cavi sleevati in dotazione sono belli sottili. In realtà avrei preferito dei cavi più spessi, ma alla fine sono contento di avere preso questi più sottili. Il gran numero di questi cavi sottili avvolto intorno all'alimentatore crea delle strettoie dove devo premere e spingere un po' per fare passare tutto. È bello da vedere? Assolutamente no. Ma fa lo stesso, perché quando il case sarà chiuso nessuno vedrà il pasticcio che c'è dentro. Col senno di poi, avrei dovuto optare per un alimentatore più compatto. Perché vedo già ora quanto poco spazio ci sia per la scheda grafica, la cui parte posteriore finirà sotto l'alimentatore.

Preferisco evitare il classico marrone Noctua: il nero si abbina meglio alla mia configurazione.
Preferisco evitare il classico marrone Noctua: il nero si abbina meglio alla mia configurazione.

Ora passo a montare i due Noctua NF‑A14 PWM chromax.black, che dovrebbero garantire lo scarico dell'aria calda nella parte superiore del case. Alla consegna, le ventole hanno dei cuscinetti antivibrazione di vari colori, ma solo quattro per ogni colore, quindi devo per forza combinare i colori (ne servono otto per ventola). Perché tutto sia perfettamente abbinato al resto della configurazione, sostituisco quelli colorati con dei [cuscinetti Noctua NA‑SAVP1] neri(/s1/product/noctua-na-savp1-anti-vibrations-pads-pc-luefter-zubehoer-6338177). Avvito le ventole al telaio, spingo quest'ultimo nel case come se fosse un cassetto e lo fermo con le viti. Quindi collego i due cavi delle ventole a uno splitter PWM a Y (Noctua NA-SYC1 chromax) e li collego allo stesso PWM header della scheda madre. In questo modo, potrò comandarli insieme in seguito, quando creerò le curve di velocità della ventola in UEFI.

Quindi installo la ventola posteriore del case: una Noctua NF‑A12x25 PWM chromax.black. Anche qui aggiungo dei cuscinetti neri, l'avvito e la collego.

I tre ventilatori di sistema sono montati. Un'ultima operazione e il gioco è fatto.
I tre ventilatori di sistema sono montati. Un'ultima operazione e il gioco è fatto.

Le ventole Noctua le ho scelte soprattutto perché ho avuto esperienze positive con questo marchio. Ma anche perché in questo alloggiamento compatto devono garantire un'elevata pressione statica, un funzionamento molto silenzioso e un raffreddamento affidabile a un basso numero di giri. Purtroppo, non c'è spazio per aggiungere altre ventole nella parte inferiore del case, perché la scheda grafica è troppo grande e sarà anche troppo in basso. Toccherà quindi alle ventole della GPU portare aria nel case dall'esterno. Non proprio la soluzione ideale, ma inevitabile con questo fattore di forma.

Installazione alla cieca della scheda grafica

Come scheda grafica ho scelto la Sapphire Radeon RX 9070 XT Nitro+. È considerata una delle schede con il raffreddamento più silenzioso della sua classe, un aspetto importante per un PC da soggiorno che sotto sforzo dev'essere più silenzioso di una PS5 Pro. Ha una potenza davvero notevole, ma non produce il tipico rumore «da asciugacapelli» di molti modelli di fascia alta.

La Nitro+ non è solo enorme, ma è anche la scheda AMD più silenziosa della sua gamma.
La Nitro+ non è solo enorme, ma è anche la scheda AMD più silenziosa della sua gamma.
Fonte: Sapphire

Il connettore di alimentazione della scheda grafica si trova sotto la piastra magnetica posteriore. Quindi la svito, inserisco il cavo dal basso nella porta a 16 pin nascosta lateralmente e rimonto la piastra.

Lo slot PCIe e il suo meccanismo di blocco sono ben visibili e accessibili prima di inserire la scheda grafica. Premo il pulsante per sbloccare lo slot e inizio a inserire delicatamente la scheda. Per fortuna, con un po' di aiuto e piegando i cavi, riesco a infilarla sotto l'alimentatore. Tuttavia, a causa della grossa ventola e della vicinanza al fondo del case, mentre la inserisco non riesco a vedere lo slot. E quindi devo procedere alla cieca. Non riesco a capire se la scheda è inserita correttamente nello slot. Per regolarmi, osservo il bordo superiore orizzontale e vado a tentoni con la scheda, poi premo il pulsante di blocco sperando che vada tutto bene. E funziona.

Blocco la scheda con l'apposito supporto in dotazione, anche se il case ha già una sua soluzione per questo.
Blocco la scheda con l'apposito supporto in dotazione, anche se il case ha già una sua soluzione per questo.

Ho terminato l'assemblaggio. Appoggio il case sul tavolo, collego monitor, tastiera, mouse e cavo di alimentazione e faccio un bel respiro. Ora non c'è più motivo di aspettare.

Primo avvio del sistema: ci vuole pazienza

Premo il pulsante di accensione. Il computer si accende. Le ventole girano, si accendono i LED, ma lo schermo resta nero. Si accendono i LED EZ Debug (nella foto sotto): quello rosso della CPU e quello giallo della RAM. Visto lo stato in cui mi trovo – agitato, stanco, impaziente – non lo interpreto come un normale processo, ma come un errore. Stacco la corrente e parto con il troubleshooting.

La RAM è montata correttamente. Tutto è posizionato correttamente. Mi fermo un attimo. Poi mi torna in mente una cosa: l'addestramento della RAM. Ma è ovvio. L'addestramento della RAM è il processo con cui la scheda madre, dopo il primo avvio, determina i tempi di memoria e le tensioni ottimali prima che il sistema si avvii normalmente. Il che richiede tempo. A volte più tempo di quello che si vorrebbe.

Il primo avvio è più lento a causa dell'addestramento della RAM. All'inizio penso erroneamente che il LED rosso della CPU e quello giallo della RAM segnalino un errore.
Il primo avvio è più lento a causa dell'addestramento della RAM. All'inizio penso erroneamente che il LED rosso della CPU e quello giallo della RAM segnalino un errore.

Riavvio tutto. Questa volta aspetto. Dopo circa cinquanta secondi appare la schermata. Momento di sollievo: sono dentro l'UEFI. Il sistema sta funzionando. E dall'avvio successivo, il PC parte alla velocità che mi aspettavo.

Dopo una pausa, aggiorno l'UEFI tramite USB flash, imposto la RAM a 6000 MT/s (profilo EXP01) e controllo le opzioni più importanti. Disattivo l'MSI Game Boost per usare tutti i core, spengo l'iGPU, imposto manualmente i valori del Precision Boost Overdrive e disattivo il Bluetooth perché userò un adattatore: il modulo integrato non funziona ancora con Bazzite perché mancano i driver. Poi imposto le curve di ventilazione per il sistema e la CPU. Passo a installare Windows, non per giocare, ma per impostare la barra a LED della scheda grafica in modo che emetta una luce arancione simile a quella di Knight Rider. Un dettaglio che non serve a nessuno, ma che non può mancare in questa configurazione.

Imposto la barra a LED della GPU in Windows: in Linux continua semplicemente a accendersi allo stesso modo.
Imposto la barra a LED della GPU in Windows: in Linux continua semplicemente a accendersi allo stesso modo.
In ogni caso la posiziono in modo che il pannello laterale in vetro sia appena visibile. :D
In ogni caso la posiziono in modo che il pannello laterale in vetro sia appena visibile. :D

Il giorno dopo installo e configuro Bazzite, scarico i primi giochi, installo Proton-GE e, dopo aver regolato le impostazioni di avvio dei giochi, inizio con un gioco che avevo già iniziato su PS5 Pro. Con le impostazioni di alta qualità, «The Outer Worlds 2» sembra un gioco totalmente diverso. Sto lì a bocca aperta e penso che il lavoro da certosino degli ultimi giorni è valso davvero la pena.

Non solo meglio, ma anche più bello della Playstation

Nella sua nuova posizione in sala, il mio killer delle console, che ho amorevolmente battezzato «The Machine», non poggia direttamente sul pavimento. Per evitare che aspiri eventuali particelle di polvere, gli ho costruito un piedistallo utilizzando la parte inferiore di una cassetta di legno.

Nel mio soggiorno sta benissimo.
Nel mio soggiorno sta benissimo.

Sono orgoglioso di come questo piccoletto, con il suo nero opaco, i dettagli arancioni e la comoda maniglia, stia molto meglio vicino all'enorme TV rispetto alla PS5 Pro, occupando allo stesso tempo pochissimo spazio. Ma non ho ancora finito. Ad esempio, non ho ancora testato quanto funzioni bene il VRR con HDR 4K e 120 Hz, idealmente con una risoluzione cromatica completa 4:4:4, tramite l'ingresso HDMI della TV. Attualmente, con una scheda AMD su Linux, questo è possibile solo in modo indiretto, usando il giusto adattatore da DP a HDMI. Ho già due possibili candidati di Cable Matters e Ugreen che intendo mettere a confronto.

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La mia musa ispiratrice si trova ovunque. Quando non la trovo, mi lascio ispirare dai miei sogni. La vita può essere vissuta anche sognando a occhi aperti.


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