Test del prodotto

Aukey Powerstudio 300 alla prova: ho ancora una valigia piena di elettricità...

Martin Jungfer
08.10.2022
Traduzione: Rebecca Vassella

Ho provato il Powerstudio 300 di Aukey. Ha un aspetto elegante e fornisce energia sufficiente per uno smartphone e un computer portatile, ma non è un salvavita in caso di un blackout.

La probabilità che nei prossimi mesi si verifichi una penuria di elettricità – bella parola del governo, tra l'altro – è reale. Di conseguenza, la clientela si rifornisce da Galaxus, come ha informato di recente Stephan del nostro team PR. In voga sono infatti le power station, accumulatori mobili di elettricità, con una capacità fino a sei chilowattora (kWh). Questi mostri dell'immagazzinamento sono di conseguenza costosi e pesanti. Gli accumulatori di elettricità con capacità inferiore a un kWh sono più economici. Ho testato proprio uno di questi dispositivi: il Powerstudio 300 di Aukey.

Aukey PowerStudio 300 (297 Wh, 3.60 kg)
369.–

Aukey PowerStudio 300

297 Wh, 3.60 kg

297 Wh, 3.60 kg

9

Per poco più di 400 franchi, ottengo un accumulatore portatile di elettricità con una capacità di quasi 300 wattora (Wh), che si può generosamente arrotondare a un terzo di chilowattora. Non hai idea di quanta elettricità sia? Non c'è bisogno di sentirsi male. Pochi sanno quanta elettricità consumano ogni giorno in casa oppure quali sono gli elettrodomestici che consumano elettricità e quali no. Per il test del Powerstudio 300 mi sono posto anche queste domande e ho trovato alcune risposte.

Prima, però, diamo una rapida occhiata ad alcune specifiche del dispositivo di Aukey:

  • Capacità di 297 Wh, equivalente a 82 500 mAh
  • Tecnologia agli ioni di litio
  • 3,7 kg di peso
  • 2 x USB-A uscita 5V
  • 2 x USB-A uscita 5-12V
  • 1 x USB-C ingresso/uscita 5-20V (100 watt, Power Delivery 3.0)
  • 1 x AC uscita 200-240V (300 watt, spina Schuko)
  • 1 x DC uscita 12V
  • 1 x CC ingresso 13,5-28 V

Inoltre, è presente una torcia integrata con 100 lumen e un alimentatore con cavo per la ricarica del Powerstudio, nonché un cavo di collegamento per l'accendisigari per ricaricarlo in auto, se necessario.

Accumulatore di elettricità che sembra una radio retrò

Il Powerstudio si distingue positivamente dagli altri accumulatori di elettricità, che spesso assomigliano a cassette degli attrezzi. Una designer scaltra ha lavorato su Aukey per avvolgere il carattere tecnico del dispositivo nelle vesti di una radio del dopoguerra. Gli slot sono stati posizionati nel punto in cui si trovano gli altoparlanti di una radio, e le fessure per il raffreddamento potrebbero anche essere state prese dal design di una radio. La tracolla in pelle completa il look retrò. Solo il display che mostra la prestazione in ingresso e in uscita e lo stato della batteria rivelano che siamo nel 2022.

Tecnologia moderna con un look retrò: un primo piano del Powerstudio.
Tecnologia moderna con un look retrò: un primo piano del Powerstudio.

Allacciamento, allacciamento, allacciamento

Il Powerstudio 300 è un vero artista dell'allacciamento. È possibile ricaricarlo in quattro modi diversi:

  • tramite caricatore CC alla presa di corrente domestica
  • tramite il cavo dell'accendisigari per l'auto
  • tramite caricatore USB
  • tramite pannello solare mobile

Il Powerstudio è alimentato da un massimo di 60 watt tramite il caricatore CC in dotazione. Ciò significa che la ricarica richiede poco meno di cinque ore. Se si ricarica tramite un pannello solare, la potenza di carica dipende dalla posizione del sole e dalle prestazioni del pannello. Tuttavia, il Powerstudio non richiede più di 100 watt. Secondo le istruzioni, con il mio caricatore USB dovrei essere in grado di inviare fino a 100 watt al dispositivo. Con il caricabatterie del mio Macbook, che collego alla porta USB-C, ottengo 78 watt. Meglio di niente. Perché Aukey non fornisce un «cavo di ricarica» più potente?

I migliori amici in caso di necessità: il Powerstudio 300 e una ciabatta elettrica. Questa si inserisce, con un adattatore per la Svizzera, nella spina Schuko.
I migliori amici in caso di necessità: il Powerstudio 300 e una ciabatta elettrica. Questa si inserisce, con un adattatore per la Svizzera, nella spina Schuko.

Dove entra elettricità, deve anche uscire elettricità. Posso anche utilizzare la porta USB-C per ricaricare il mio Macbook o qualsiasi altro dispositivo alimentato tramite USB-C. Parallelamente, posso utilizzare le quattro porte USB-A per ricaricare tutti gli smartphone di una piccola famiglia. Qualsiasi powerbank decente può fare tutto questo, quindi non è niente di speciale. Anche il dispositivo seguente ha una capacità molto buona di 60 000 mAh, un bell'aspetto ed è anche più economico.

Sandberg Powerbank (60000 mAh, 20 W)
Powerbank
–8%
119.–anziché 130.–

Sandberg Powerbank

60000 mAh, 20 W

12

Trovo più interessante l'uscita AC, che di solito è riservata ai grandi accumulatori di elettricità. Qui posso collegare i dispositivi dotati di spine classiche. Ho immaginato di poter avere toast caldi anche in caso di blackout, di poter collegare una piastra a induzione mobile per preparare uova al tegamino o asciugare i capelli bagnati di mia figlia. Dopotutto, non si vuole rinunciare ai propri lussi abituali nemmeno in caso di potenziali difficoltà.

Corrente alternata solo per un consumo basso

Ma non succederà mai. Non perché la presa è purtroppo una presa UE, dato che questo può essere risolto con un adattatore. Ma perché il problema è la potenza massima di uscita della presa sul Powerstudio 300. Le specifiche indicano 300 watt come «potenza nominale» e 600 watt come «potenza di picco». Ho scoperto cosa significa tutto questo in pratica quando ho collegato il mio cuociuova elettrico alla presa. Il consumo energetico è di 350 watt. Troppo per l'Aukey Powerstudio. La cottura delle uova funziona per pochi minuti. Inizialmente con quasi 350 watt come potenza di uscita, come mostra il display. Ma poi la potenza di uscita diminuisce fino a quando il cuociuova si spegne a circa 320 watt. Quindi il Powerstudio non fornisce elettricità a sufficienza. Bollitore, caffettiera, piano cottura a induzione, frullatore: non sono riuscito a far funzionare nessun elettrodomestico da cucina con il Powerstudio 300. Immagino che la collezione di energivori stia ridendo della batteria dell'accumulatore dall'aspetto retrò nella nostra cucina.

Con il cuociuova, il Powerstudio raggiunge i suoi limiti di prestazioni, e va anche oltre. Poco dopo lo scatto di questa foto, il cuociuova si spegne perché non c'è più energia sufficiente.
Con il cuociuova, il Powerstudio raggiunge i suoi limiti di prestazioni, e va anche oltre. Poco dopo lo scatto di questa foto, il cuociuova si spegne perché non c'è più energia sufficiente.

Il basso consumo, invece, è un buon amico del Powerstudio. Il televisore a schermo piatto (anche molto grande), la lampada a stelo, la postazione di telelavoro con computer e monitor: tutto questo viene rifornito di energia senza problemi. I possessori di PC da gioco ad alte prestazioni potrebbero però raggiungere i limiti, ma io non sono uno di loro. Così, in caso di blackout, posso sedermi alla scrivania come al solito se prima collego la ciabatta elettrica al Powerstudio invece che alla presa della corrente. Sul display posso vedere quanto durerà l'alimentazione prima di dover interrompere il lavoro. Nel mio caso, si tratta di quasi otto ore con un consumo energetico di circa 50 watt. Tuttavia, si tratta di una considerazione teorica perché, in caso di un blackout così lungo, anche il mio router avrebbe bisogno di energia ed è anche discutibile se l'Internet continuerebbe a funzionare.

Il mio verdetto: non adatto ad un blackout, ma pratico per altri scopi

Con la mia «radio portatile» di elettricità posso fare a meno delle candele in caso di blackout perché posso collegarci una lampada. E la famiglia non deve subito leggere libri a lume di candela, ma può continuare a guardare la TV. Eccetto il fatto che Netflix non è un'opzione quando manca Internet. E sì, potrei ricaricare il mio smartphone circa 25 volte. Insomma, se la corrente dovesse davvero mancare per un periodo di tempo prolungato, non sarò l'eroe del quartiere con il dispositivo Aukey solo perché possiedo una pseudo-radio portatile di elettricità. Ci sono persone più propense ad optare per la legna conservata in giardino.

Il Powerstudio 300 è piuttosto un accumulatore di elettricità da viaggio, per chi ha bisogno di portare urgentemente il proprio notebook e fare una chiamata Zoom mentre campeggia selvaggiamente per settimane nella tundra finlandese o per chi deve scrivere il suo primo romanzo in un rustico senza elettricità in Ticino. Per questo, il dispositivo dispone di tutti gli ingressi e le uscite possibili e necessarie e offre una potenza molto buona, fino a 300 watt. È particolarmente utile in combinazione con pannelli solari e offre una mini-autarchia. È necessario, tuttavia, avere pazienza durante la ricarica, dato che dipende dalla quantità di luce solare.

Per me, il Powerstudio è un espediente. Il display mi ha portato a misurare la potenza di uscita di vari dispositivi in casa. Naturalmente, questo può anche essere fatto in modo più conveniente con altri strumenti.

Per adesso metto il Powerstudio 300 in cantina, dove sono anche conservate le candele, le torce a manovella e la radio a batteria, in caso di emergenza. Roba che si spera non debba mai essere utilizzata.

Una foto dallo studio di prova. Obiettivo: occupare tutti gli slot possibili.
Una foto dallo studio di prova. Obiettivo: occupare tutti gli slot possibili.

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Giornalista dal 1997 con sedi in Franconia, sul lago di Costanza, a Obvaldo e Nidvaldo e a Zurigo. Padre di famiglia dal 2014. Esperto in organizzazione editoriale e motivazione. Focus tematico sulla sostenibilità, strumenti per l'ufficio domestico, cose belle in casa, giocattoli creativi e articoli sportivi. 


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