Test del prodotto

Una sedia per bambini come si deve? Mia figlia prova la Capisco Puls di Håg

Michael Restin
23.05.2022
Traduzione: Martina Russo

Quando nove anni di esperienza di vita incontrano l’esperienza pluridecennale di un designer, è uno scontro tra mondi. Ci sono punti in comune? E la «piccola» Capisco Puls di Håg sarà adatta anche ai bambini? Questo modello è pensato per crescere insieme alle necessità di chi lo usa. Ad esempio quelle di mia figlia.

Questo articolo è un piccolo esperimento. Per sua fortuna, mia figlia di nove anni non sa nulla di mal di schiena, poco movimento e troppe ore passate alla scrivania. Ma ora esiste la sedia da ufficio Capisco Puls 8020 Kids di Håg. Chi, se non una bambina, dovrebbe testarla? La mia piccolina, che ormai così piccola non è più, è felicissima all’idea di provare questa sedia. Di comune accordo abbiamo deciso di non mostrarla in viso («tutto il mondo potrebbe vederla!»), ma di rendere pubbliche le sue opinioni ed esperienze.

Naturalmente accompagnate anche dalle mie impressioni. Perché è subito evidente che vediamo questa sedia con occhi completamente diversi. Lei vive nel qui e ora, io mi crogiolo nei ricordi e mi preoccupo del futuro. Il nostro punto di partenza comune è un grande scatolone dove compare la scritta «Håg» più volte e ogni tanto anche la dicitura «made in Norway». L’azienda Flokk ci ha messo a disposizione la Capisco Puls per alcune settimane e non vediamo l’ora di scoprire i risultati di questo esperimento.

Grande! È arrivata la sedia!
Grande! È arrivata la sedia!

Aspettare? Non se ne parla!

Naturalmente il montaggio spetta a me, e la pressione comincia subito: «Papà, dopo la monti?» mi sento chiedere appena la scatola entra in casa. In realtà non è il momento giusto, perché già immagino che sarà piuttosto impegnativo. Ma il montaggio risulta più semplice di quanto mi aspettassi: devo solo inserire il pistone a gas nella base a razze, avvitare lo schienale alla seduta e raddrizzare il tutto. Nel kit c’è persino la brugola, e in meno di cinque minuti ho finito. Portiamo la Capisco in camera di mia figlia, con sua grandissima soddisfazione. Poi la porta si chiude e le cose seguono il loro corso.

Se la Capisco Puls di Håg non ti è del tutto nuova, c’è più di un motivo. Tanto per cominciare è un classico piuttosto famoso. Poi ricorda molto la Capisco 8106, l’elegante modello imbottito già testato dalla mia collega Pia Seidel che, nonostante non ami molto le sedie da ufficio, è stata conquistata da questa «icona del design». Quello che vorrei scoprire di questo modello è: va bene anche per i bambini? Più snella e anche più robusta grazie alle superfici in plastica, è forse meno iconica, ma in compenso nettamente più abbordabile.

Questo classico va bene anche nella stanza dei bambini?

Sembrerebbe proprio di sì, dato che il designer Peter Opsvik è lo stesso che ha progettato anche il Tripp Trapp. Questo seggiolone per me rappresenta la quintessenza di un mobile super pratico che cresce con te: serve per mettere i più piccoli a tavola, non si ribalta e in caso di emergenza mamma e papà possono usarlo come scala. Spesso si tiene in casa anche quando i figli sono cresciuti. Anche lo sgabello da ufficio Puls non ha l’ambizione di diventare un classico delle sedie per bambini, ma di essere un compagno per la vita. Il pistone a gas sostituibile, che nella sedia da noi testata è la variante più corta di 150 mm, consente di abbassarla a sufficienza. Nella posizione più bassa misura 40 centimetri di altezza dal bordo anteriore della seduta a sella. Con l’imbottitura si dovrebbero raggiungere i 42,5 cm come misura minima e 52,5 cm come misura massima.

Scende abbastanza, a condizione che ci sia un peso sufficiente sulla seduta.
Scende abbastanza, a condizione che ci sia un peso sufficiente sulla seduta.

Insieme alle possibilità di regolazione dello schienale e della seduta, queste caratteristiche dovrebbero renderla adatta anche ai bambini più piccoli. Mia figlia, che è alta 1,30 metri, ci sta comoda. Io sono mezzo metro più alto e mi sorprendo che non risulti troppo piccola nemmeno alla mia scrivania, sebbene da circa 1,50 metri di altezza è consigliabile usare il pistone a gas da 200 mm. In teoria la Puls dura all’infinito, perché si possono sostituire i singoli pezzi e si può regolare l’altezza fino a lavorare restando quasi in piedi. Nel corso degli anni sarà comunque necessario sostituire alcune parti, in particolare le rotelle e il rivestimento. A parte questo, può essere utilizzata praticamente in eterno. A proposito di utilizzare: come stanno andando le cose nella camera della mia bimba?

Se ci sono delle leve, vengono usate

Le leve esercitano un fascino irresistibile sui bambini.
Le leve esercitano un fascino irresistibile sui bambini.

La prima volta che controllo, mia figlia è impegnata in un’attività che ha tenuto occupato anche me, da bambino, per molte ore: alzare e abbassare la sedia. Su e giù. Su e giù. O per lo meno ci prova, perché con i suoi 25 chilogrammi di peso il «giù» non viene proprio facile. Inizialmente il pistone a gas presta una notevole resistenza. Più di quella della sua vecchia sedia,

che è stata acquistata in quel luogo da cui proviene gran parte delle cianfrusaglie per bambini: l’Ikea. L’abbiamo pagata solo 100 franchi e avevamo una sola cosa in mente durante l’acquisto: doveva durare fintanto che non sarebbe diventata piccola. Per il momento sta durando e la sua molla è tenera, ma non così tenera da farmi rischiare di cadere perché ha ceduto di colpo sotto il mio peso di adulto. «Con la mia sedia scendo più in fretta», conferma mia figlia e si lancia di nuovo sulla Puls.

Nella sua vecchia sedia azzurra salire è più agevole.
Nella sua vecchia sedia azzurra salire è più agevole.

Perché la Capisco è così dura da azionare? È una caratteristica intenzionale, imparo finalmente da Flokk. Se la discesa e la salita fossero troppo rapide, i bambini potrebbero schiacciarsi le dita. Inoltre il produttore immagina che i genitori aiutino almeno una volta i figli a regolare la sedia.

Io lo faccio una, due, tre volte. La superficie della seduta deve essere spinta all’indietro e lo schienale verso il basso. Ruotando la manopola sul lato inferiore regolo la resistenza dello schienale mobile, che può essere bloccato con la leva sulla destra. Potrei regolare la sedia centinaia di volte.

Alla fine è sicuro che se ci sono delle leve, vengono usate. «Ha tante funzioni bellissime, sono già andata su e giù un sacco di volte», mi racconta mia figlia dopo un paio di settimane. A titolo dimostrativo, spinge indietro la leva di sinistra per muovere la superficie della seduta avanti e indietro. Per lei la sedia è più uno spazio dedicato all’avventura che uno strumento di lavoro. Ed è proprio quello che l’inventore voleva.

La seduta attiva

Per quanto riguarda la propensione dei bambini ad azionare leve e le impostazioni modificate, sono tranquillo. Mia figlia non lavora 8 ore al giorno alla scrivania, non ha il problema di bilanciare vita professionale e privata e può passare il tempo a girare in tondo con la sedia. Ancora più della posizione corretta della superficie di seduta mi interessa che abbia interiorizzato ciò che la Capisco dovrebbe reinsegnare a noi adulti: che muoversi e cambiare posizione è importante anche quando stiamo seduti. Per i bambini è una cosa del tutto naturale e la sedia favorisce questa loro attitudine, in quanto la seduta incurvata a forma di sella e lo schienale con le ali si prestano a diversi tipi di giochi.

È raro sedere in modo «normale» sulla Capisco Puls.
È raro sedere in modo «normale» sulla Capisco Puls.

Durante la prima prova passano pochi minuti prima che mia figlia si giri appoggiando la pancia allo schienale e confermi: «Anche così sono comoda! Adesso posso girarmi e firmare dappertutto». In questo periodo si sta esercitando a fare la sua firma e il mio timore è che, a forza di girarsi, possa «decorare» inavvertitamente le pareti. Invece di trovare del blu sulla parete bianca, però, un paio di settimane dopo trovo dei segni bianchi sul retro della sedia di colore nero e mi metto a strofinare nervosamente. Alla fine del test, infatti, la sedia deve essere restituita al fornitore. È il vantaggio della plastica: il danno collaterale si può rimuovere con un panno bagnato e un po’ di pazienza.

«Delle volte mi sono anche arrampicata sullo schienale per salire sul mio letto a castello», vengo poi anche a sapere. Sono quindi felice che la sedia abbia un’ampia base a razze in alluminio che garantisce un’ottima stabilità. Non soltanto alla sedia, ma anche a mia figlia che quando è seduta appoggia i piedi sulle superfici scanalate.

Quando è scalza deve stare attenta alle scanalature antiscivolo dai bordi acuti.
Quando è scalza deve stare attenta alle scanalature antiscivolo dai bordi acuti.

Ma quando fa i compiti o deve scrivere, si mette in posizione e si siede al centro. Visto che andare a cavallo è uno dei suoi hobby, è una posizione in cui si trova a suo agio e riconosce le similitudini: «Posso sedermi anche in questo modo», mi fa vedere mettendosi al centro della seduta e infilando le gambe ai lati. «Ma mancano le staffe!». E ha ragione. Infatti nelle varianti più alte della Capisco è presente un anello poggiapiedi che dà ulteriore stabilità.

Ma usare questa sedia da 11 chilogrammi non è sempre facile come giocare con le posizioni di seduta. «È un po’ più dura da girare della mia», dice mia figlia. «Con l’altra sedia faccio meglio le giravolte, ma su questa riesco a muovermi di più». Si è accorta che la Puls è molto più grande, ha uno schienale più largo e una seduta più rigida. Questo modello in prova è dotato anche di un rivestimento che trasforma la Capisco 8010 nella 8020. Il cuscino della seduta è facile da togliere e cambiare. Si aggancia sul lato inferiore del sedile e resta bene in posizione senza muoversi.

L’imbottitura si sostituisce con un paio di facili manovre.
L’imbottitura si sostituisce con un paio di facili manovre.

Per me, che ho già perso un bel po’ di tempo a rimuovere colla da bricolage e gomma da masticare dalla seduta della sua sedia, è un evidente vantaggio. Dal punto di vista di mia figlia le cose importanti sono però altre: lei trasformerebbe direttamente tutta la Puls. Trova infatti che la combinazione cromatica del modello di prova sia troppo triste.

«Sarebbe bello se si potessero mescolare un po’ i colori. Blu e giallo, ad esempio. Mi sento meglio su una sedia tutta colorata». Se dipendesse da lei, qui ci sarebbe meno grigio e più effetto pappagallo. Esistono diverse varianti di colori dai gusti tipicamente scandinavi. Che non sono esattamente quelli a cui mia figlia sta pensando in questo momento, ma a lungo termine sarebbero probabilmente la scelta più saggia. Una combinazione di colori discreta può piacere tanto a 16 quanto a 66 anni.

Mia figlia ha trovato subito il suo colore preferito nella palette disponibile.
Mia figlia ha trovato subito il suo colore preferito nella palette disponibile.

Man mano che cresce cambierà gusti e anche esigenze. Quando si troverà a passare più tempo alla scrivania per lavoro, una posizione corretta e la seduta attiva acquisteranno più rilevanza. Quando chiedo a mia figlia se le è piaciuta la sedia da testare rispetto a quella che ha adesso, comprensibilmente fatica a rispondere. Per lei ora qualsiasi sedia rappresenta ancora un ausilio per arrampicarsi e non riesce a immaginarsi che in futuro potrà essere diversamente. Ovvero che, se non stiamo attenti, con gli anni diventiamo un tutt’uno con la sedia e lo schermo fondendoci in una sola unità disfunzionale. Una cosa che le risparmierei volentieri. Così come il compito di dare a tutti i costi una valutazione ben «ponderata» se non riesce a vedere grandi differenze tra le due sedie.

Quindi le chiedo quante stelle, su cinque, attribuirebbe alla sedia Capisco Puls Kids. Ci pensa un po’ poi mi dice: «Le darei quattro stelle o quattro e mezzo». «Sono riuscita a muovermi molto sulla sedia, ma non ho praticamente mai usato le ali». Ma la mia impressione è completamente diversa. Infatti di tanto in tanto, in parte inconsapevolmente, metteva le braccia sugli appoggi laterali sporgenti, infilava le gambe di sotto o si sedeva al contrario. È soprattutto quello che manca, ovvero gli incavi presenti, a rendere questa sedia, grande in tutto ad eccezione del piccolo pistone a gas, adatta anche a uomini e donne in miniatura. Almeno in quasi tutte le posizioni. «Mentre scrivevo lo schienale in mezzo era scomodo», si lamenta mia figlia, che si siede spesso e volentieri all’incontrario e non riesce ancora a lavorare senza problemi.

La sedia è ancora un po’ troppo alta per consentire a mia figlia di lavorare bene in questa posizione.
La sedia è ancora un po’ troppo alta per consentire a mia figlia di lavorare bene in questa posizione.

Meglio togliere lo schienale?

Una volta raccolte queste informazioni vorrei rimettere la sedia nell’imballo, ma mi accorgo che se non serve alcun attrezzo per inserire il pistone a gas serve invece per smontarlo. Il che è logico, visto che deve tenere quando si solleva la sedia e, in effetti, lo fa molto bene. Visto che non ho un martello in gomma né altri strumenti adatti, smonto soltanto lo schienale e attendo che vengano a ritirare la sedia. Nel frattempo mia figlia continua a usarla. «Forse così è anche meglio per me», mi dice mentre siede al tavolo per i puzzle sullo sgabello senza schienale. E ha ragione. Così la può utilizzare in modo ancora più naturale.

Conclusione

A nove anni il mondo può essere tutto tranne che grigio. Se ci fossero stati altri colori a disposizione l’entusiasmo di mia figlia sarebbe cresciuto in modo esponenziale, ma anche così ha usato la sedia volentieri muovendosi in modo del tutto istintivo. Soltanto il pistone a gas le ha complicato un po’ la vita e la base a razze occupa uno più spazio più ampio. A nostro parere quattro stelle sono un punteggio equo per la sedia.

Ho notato molte cose che mi piacciono, e ora mi chiedo: cosa è meglio scegliere? Una sedia per la vita? Oppure sedie diverse per le varie fasi della vita? Con il prezzo di una Capisco Puls Kids potrei senz’altro acquistarne altre tre per lei: la sedia che tutti i bimbi sognano, coloratissima come un pappagallo; una sedia adatta al dubbio gusto dei teenager, e una sedia da adulta. Che però non durerebbe più a lungo, né sarebbe migliore o più ergonomica. Personalmente non credo a una «supersedia» in grado di fare tutto incredibilmente meglio delle altre. Ma credo al design ben pensato, durevole e che si adatta alle esigenze. La Capisco rientra in questa categoria, e aiuta a muoversi anche quando si è seduti lasciando la necessaria libertà nei punti decisivi.

A qualsiasi età è sempre preferibile muoversi che restare fermi.
A qualsiasi età è sempre preferibile muoversi che restare fermi.

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Scienziato sportivo, padre di alto livello e ufficiale di casa al servizio di Sua Maestà la Tartaruga.


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