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E fu così che il mio ragazzo mi tradì con un tatami

Il tatami giapponese è un pannello in paglia di riso che in Giappone viene usato come pavimentazione, mentre a casa mia si usa come letto per gli ospiti. In teoria.

Da qualche mese, accanto al mio letto ci sono un tatami e un futon. Inizialmente, li ho acquistati come alternativa estetica al materassino gonfiabile. In casa non abbiamo né un letto per gli ospiti né un divano letto. Recentemente, però, il mio ragazzo si è trasferito sul tatami per una settimana. Un forte mal di schiena gli rendeva le notti impossibili sul nostro letto. Si girava e rigirava di continuo, alla ricerca di una posizione comoda. Infine l'ha trovata, sul tatami appunto.

Perché è fatto di paglia?

I tatami sono un elemento importante nell'architettura tradizionale giapponese. Vengono stesi a terra su tutto il pavimento della stanza. E vengono persino usati come strumento di misura: in Giappone, la dimensione della stanza non viene espressa in metri quadrati, ma in numero di tatami. Sei tatami sono considerati una buona media. Ciò equivale a 9,72 metri quadrati, dato che i tatami solitamente misurano 90 centimetri di larghezza e 180 centimetri di lunghezza. Lo spessore è di 5,5 centimetri. Si distinguono tre componenti:

  • tatami doko: l'interno della stuoia è realizzato in paglia di riso pressata e intrecciata.
    - tatami omote: il rivestimento esterno per tradizione è realizzato in erba di giunco.
    - tatami beri: i bordi della stuoia vengono decorati da nastri di cotone ricamati.

Il mio tatami è più grande di quelli tradizionali: misura due metri di lunghezza – per fortuna, altrimenti i piedi del mio ragazzo penzolerebbero fuori dalla stuoia. Ciononostante, posso infilarlo tranquillamente sotto il letto quando non viene utilizzato e si mette via in un attimo. Come in Giappone, il tatami di casa mia poggia direttamente sul pavimento, perciò devo arieggiarlo di tanto in tanto. Essendo un prodotto naturale, può ammuffirsi in caso di umidità. Per cui apro regolarmente la finestra e appoggio il tatami da qualche parte.... Lo stesso vale per il futon e normalmente lo appendo sopra la ringhiera del balcone se il tempo è bello.

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207.–

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Odore di stalla

Il tatami è un prodotto naturale e lo si sente. I primi giorni non capivo da dove venisse questo odore così stantio. Si sarà ammuffita la terra nei vasi? O sono le mie lenzuola? – mi chiedevo. Alla fine ho capito che si trattava del tatami. Ma da quando so da dove proviene, l'odore non mi dà più alcun fastidio. Anzi, mi fa quasi sentire bene. Eppure, le valutazioni degli utenti dell’unico tatami del nostro negozio sono alquanto ambivalenti. Per alcuni l’odore fa parte del tatami stesso nel senso positivo, mentre per altri rappresenta un chiaro fattore negativo.

Tatami, il Redentore

Un chiaro punto a favore del tatami è che migliora la qualità del sonno. Finora, nessuno dei miei ospiti si è lamentato di passare una notte su di esso. Anche la sorella del mio ragazzo, che all'epoca era molto incinta, l'ha trovato comodo, anche se, o forse proprio perché, il futon è più rigido dei nostri materassi tradizionali. Quando il mio ragazzo ha iniziato a parlare del tatami come se si trattasse del Cristo Redentore, ho deciso di provarlo per due notti di seguito e devo dire che effettivamente mi sono alzata meno «intorpidita». Posso capire perché si sentisse così sollevato a dormire sul tatami nelle notti in cui soffriva per il suo mal di schiena. Si tratta di una pura sensazione individuale, non confermata dal punto di vista medico, perciò non è detto che valga per tutti. Secondo gli esperti, il materasso giusto è quello medio-duro che si adatta alla spina dorsale, ma tutto dipende dalle esigenze personali.

Ecco che aspetto aveva camera mia per una settimana.
Ecco che aspetto aveva camera mia per una settimana.

A proposito di mal di schiena: non mi porterei in giro il tatami troppo a lungo visto che pesa 30 chili circa. Ma non era sempre così! Tatami deriva dal verbo «tatamu», che significa piegare. Viene menzionato già nel Kojiki, un testo del 712 d.C. che narra la storia antica e mitologica del Giappone. A quel tempo, il tatami era molto più sottile e si poteva semplicemente piegare per essere riposto. Nel periodo Muromachi (1336 - 1573), le famiglie nobili e samurai iniziarono a rivestire intere stanze con queste stuoie di paglia. Pare che i tatami siano stati impiegati nelle case giapponesi di ceto medio solo dall'inizio del XX secolo.

Tatami Shot

Da allora la cultura occidentale ha avuto un impatto sempre più forte sull'arredamento giapponese e non tutti dormono ancora su questo tipo di stuoia, ciononostante il tatami rappresenta ancora una parte fondamentale della cultura abitativa nipponica. Lo dimostra non solo il fatto che venga usato come metro di misura per le superfici, ma anche il fatto che esiste una ripresa cinematografica tipicamente giapponese che fa riferimento al suo nome: il cosiddetto Tatami Shot, inventato dal regista Yasujiro Ozu. Indica una ripresa relativamente bassa, all'altezza degli occhi di una persona seduta o inginocchiata su un tatami.

Una scena dal film «Tokyo Story» di Yasujiro Ozu. Immagine: moma.org
Una scena dal film «Tokyo Story» di Yasujiro Ozu. Immagine: moma.org

Se alcune famiglie giapponesi hanno deciso di cambiare il loro tatami con un letto tradizionale, sembra che qui alle nostre latitudini stia accadendo proprio il contrario. Conosco cinque o sei persone che hanno acquistato un tatami negli ultimi mesi o anni. Probabilmente anche perché lo stile di vita minimalista viene sempre più apprezzato. Grazie alla sua semplicità formale e al suo carattere naturale, il tatami si addice perfettamente a questo modo di pensare. Una mia amica lo usa proprio come letto: lo ha appoggiato su una rete a doghe sia per dormire un po' più in alto che per garantire un’aereazione costante.

Nostalgia

Nel frattempo, il mio ragazzo ha ripreso a sdraiarsi accanto a me, abbandonandosi al sonno in maniera passivo-aggressiva di tanto in tanto. Il tatami gli manca molto. Il desiderio di avvicinarsi a me l'ha privato del suo sonno tranquillo e sereno. Vorrebbe che ci prendessimo un materasso più duro o un letto tatami. Il suo sogno sarebbe quello di avere una sala TV interamente ricoperta di tatami. Ma per farlo dovremmo cambiare casa. Probabilmente sarà il nostro prossimo passo.

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Ampliare i miei orizzonti: si riassume così la mia vita. Sono curiosa di conoscere e imparare cose nuove. Le nuove esperienze si nascondono ovunque: nei viaggi, nei libri, in cucina, nei film o nel fai da te.


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