Philips 499P9H/00: più grande è, meglio è.
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Philips 499P9H/00: più grande è, meglio è.

Kevin Hofer
Zurigo, il 18.04.2019
I monitor dei PC diventano sempre più grandi e sempre più ampi. Philips rilascia il 499P9, un monitor conveniente nella categoria ultra wide da 49 pollici. Facciamo un confronto con il modello Dell comparabile e vediamo cosa ne risulta.

Un monitor da 49 pollici ultra wide... La prima volta che ho testato un monitor di questo tipo mi sono chiesto: ma a chi serve? A nessuno, a dire il vero. Ma è comunque elettrizzante. Ora lo so. Perché il Philips 499P9H è il terzo monitor di questo tipo che si trova sulla mia scrivania.

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Ecco cosa ha da offrire il monitor Philips:

  • display IPS da 49 pollici con risoluzione 5120 x 1440 (formato 32:9) e 60 Hz
  • rapporto di contrasto: 3000:1
  • luminosità: 450 cd/m²
  • profondità cromatica: 8 bit
  • copertura dello spazio colore sRGB: 121%
  • copertura dello spazio colore Adobe RGB: 91%
  • tempo di risposta (grigio su grigio): 5 ms
  • certificato Vesa DisplayHDR 400
499P9H/00 (49", 5120 x 1440 pixel)
1148.–
Philips 499P9H/00 (49", 5120 x 1440 pixel)

Ma mettiamo a confronto il monitor Philips con il Dell U4919DW!

Design meraviglioso con qualche espediente inutile

Nonostante le sue dimensioni di 39 x 30 centimetri, la base Philips risulta molto semplice. Il supporto è in metallo. È bello che Philips stia usando il metallo invece della plastica. La trovo un’ottima scelta. Una volta fissato alla base con le quattro viti, il display si può inclinare dai 10° ai -5°, ruotare di 20° in entrambe le direzioni e regolare in altezza di 13 centimetri. Su entrambi i lati e sul margine superiore, la cornice del display è quasi priva di bordi. Sul margine inferiore troviamo invece un bordo di due centimetri che pare quasi in alluminio spazzolato, anche se in realtà è di plastica.

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Il design mi piace molto. Nonostante le sue dimensioni, il monitor Philips non ha un aspetto esagerato. Anzi, rispetto al Dell U4919DW, ho la sensazione di avere meno materiale sulla mia scrivania. E il Philips mi sembra rifinito meglio.

Una webcam da due megapixel è nascosta dietro la parte centrale della cornice superiore. Basta premerci sopra per ripiegarla sullo schermo. La qualità dell'immagine e del suono sono a posto. Ma se usi la webcam regolarmente, ti consiglio di acquistarne una separata. Io non ne ho quasi mai bisogno ed è solo un pratico espediente per me. A proposito, ci sono molte altre cose di cui non ho mai bisogno: il monitor ha due altoparlanti integrati da 5 watt. Il suono? Metallico. Con una leggera grattatina alle orecchie.

Ma la webcam e gli altoparlanti sono due accessori forniti da Philips che non sono inclusi nel monitor Dell. D’altro canto, Philips offre qualche porta in meno. Anziché cinque porte USB 3.0 upstream, ne ha solo due. E ha solo una anziché due porte downstream.

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Philips offre le seguenti connessioni:

  • 2 × HDMI tipo A 2.0
  • 2 × Display Port 1.4
  • 1 × USB 3.0 tipo C
  • 3 x USB 3.0 upstream
  • 1 x USB 3.0 downstream
  • 1 × jack 3,5 mm
  • 1 × RJ45/LAN

Menu di navigazione a dir poco scomodo

Grazie al KVM – abbreviazione di Keyboard Video Mouse – posso controllare più computer con un solo mouse e un’unica tastiera. Collego al monitor il mio notebook aziendale tramite USB-C e un secondo notebook alla porta USB downstream. Connetto poi mouse e tastiera alle porte upstream e il gioco è fatto: posso gestire entrambi i notebook con solo un mouse e una tastiera. Più o meno...

... perché prima devo selezionare la porta attiva, per evitare che tutte le voci siano inserite costantemente su entrambi i notebook. Lo faccio accedendo al menu e selezionando la penultima voce: impostazioni USB. Da qui, alla voce «KVM» (la terza), posso selezionare o «USB-C» o «USB up». Ci vogliono almeno otto clic per fare tutto questo. Il che è imbarazzante. Fortunatamente, Philips offre la possibilità di inserire lo switch KVM sul pulsante utente. Così, basta un clic per accedere al menu corrispondente.

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Ma ho dovuto penare a lungo prima di trovare questa possibilità. Trovi l’opzione per definire il pulsante utente nelle impostazioni OSD (on screen display). Chi l’avrebbe mai detto...? Dopo tutto, l'interruttore è fisico e non nell'OSD. Ma il menu di navigazione è imbarazzante anche per altre questioni. Perché alla sua primissima voce troviamo la modalità Low Blue? A chi serve attivare e disattivare così spesso questa funzione? A me no. Il menu di navigazione del Dell è palesemente migliore. Soprattutto perché posso personalizzare tre tasti anziché uno solo.

Nonostante la base metallica così massiccia, il monitor oscilla mentre direziono la sua angolatura. Ma rimane ben saldo se premo i tasti a manetta. Ed è ciò che serve nella quotidianità.

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Buona immagine per un monitor da ufficio

Eseguo il test per monitor EIZO per farmi un’idea della qualità d’immagine. Il monitor che sto testando non mostra alcun errore di pixel e riproduce sia le scale di grigio che i colori in modo omogeneo. Le distanze trai i colori sono ben riprodotte e le sfumature sono uniformi. La stabilità dell'angolo di visione corrisponde approssimativamente ai 178° promessi.

Il monitor Philips ha una raggio di curvatura di 1800R, che è inferiore rispetto al Dell (raggio di 3800R). Quindi è più curvo e io devo girare la testa ancora meno per vedere l'intero schermo. D’altro canto, la stabilità dell'angolo di visione del Dell è leggermente migliore: sebbene entrambi abbiano un angolo di visione di 178°, ho l'impressione che i colori del Philips siano più sfumati se visti di lato, rispetto al Dell. Si deve al fatto che il Philips è dotato di pannello VA e il Dell di pannello IPS. I display IPS hanno un angolo di visione più ampio.

Con il 121% di sRGB e il 91% di copertura dello spazio colore Adobe RGB, Philips promette valori elevati per un monitor da ufficio. Una promessa che non viene soddisfatta dal display. Con lo spettrometro i1 Display Pro di X-Rite e il programma DisplayCal, ho misurato circa il 99,5% di sRGB e circa il 79% di copertura dello spazio colore Adobe RGB. Sono valori sufficienti per programmi Office, ma sono troppo bassi per grafici o fotografi. Ciononostante, il Philips rimane migliore rispetto al Dell, che copre il 97% di sRGB e il 71% di Adobe RGB.

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Misuro anche l’uniformità del display. Al centro ci sono 100 nit in più rispetto che in basso a destra. Il nit è un'unità di misura della luminanza. Usando il monitor tutti i giorni in ufficio non ho notato una tale differenza di luminosità, forse grazie al formato ultra wide. Con i valori misurati, il Philips supera i 450 nit specificati. Rispetto al monitor Dell, che offre circa 350 nit, il Philips è adatto a lavorare in ambienti più luminosi. Per quanto riguarda il rapporto di contrasto, arrivo a un valore di appena 2200 anziché i 3000 specificati.

Con i valori misurati, il monitor Philips soddisfa comunque i requisiti della certificazione Vesa DisplayHDR-400. Rispetto al monitor Dell, ho l'impressione che il contrasto e la precisione di colore siano migliori. Per avere un'idea della funzionalità HDR, mi metto a giocare a «Resident Evil 2 Remake». La differenza? Senza HDR, i colori appaiono sbiaditi e le aree scure schiarite in modo artificiale. In modalità HDR, tutto sembra molto più forte e il nero sembra nero. Ma il monitor è comunque inutilizzabile per giocare ai videogame, perché non ha né Free né G-Sync e lo screen tearing è all'ordine del giorno.

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Grandioso display da ufficio

Lo schermo è ideale per lavorare in ufficio. Se la cava anche abbastanza bene per i pochi compiti che mi capita di dover svolgere con Photoshop e Premiere. Ma non è adatto al gaming. Ha un tempo di reazione troppo elevato, ma soprattutto, non dispone di Free e G-Sync. La riproduzione non soddisfa neanche le esigenze più elevate di grafici e fotografi.

Nel complesso, comunque, giudico il monitor Philips migliore rispetto al Dell. Mi piace di più il design, le funzioni sono più o meno le stesse e i valori misurati sono migliori. Inoltre, la certificazione Vesa DisplayHDR-400 è un plus.

Il Philips ha un prezzo inferiore rispetto al Dell, ma è comunque relativamente costoso. Per lo stesso prezzo puoi avere due monitor da 27 pollici di qualità superiore e più adatti al gaming o all’elaborazione grafica/fotografica. Ma sinceramente, se avessi i soldi, comprerei comunque un ultra wide. Il motivo? Perché è semplicemente e meravigliosamente wide.

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Kevin Hofer
Kevin Hofer
Editor, Zurigo
Tecnologia e società mi affascinano. Combinarle entrambe e osservarle da punti di vista differenti sono la mia passione.

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