Simon Balissat
Recensione

«Forza Horizon 6» alla prova: finalmente si guida in Giappone!

Simon Balissat
14.5.2026
Traduzione: Martina Russo
Immagini: Simon Balissat

Il gioco di corse «Forza Horizon 6» è ambientato in Giappone, un Paese che gli appassionati desideravano avere come scenario da anni. Nonostante l'enorme pressione, gli sviluppatori hanno fatto davvero un ottimo lavoro.

Qualche anno fa ho trascorso come volontario alcune settimane in un'azienda olivicola della campagna giapponese. Con me c'era un giovane francese appassionato di auto. «Simon, guarda! Una Toyota Supra A80! Là c'è una Skyline R33!», diceva ogni volta che lungo il ciglio della strada vedevamo delle auto in vendita, segnalate con bandiere colorate. Mentre testavo «Forza Horizon 6» ho ripensato spesso a lui, tanto questo Giappone è realistico, comprese le auto usate pubblicizzate con colori vivaci ai bordi delle strade.

C'è un'auto in vendita
C'è un'auto in vendita

Playground Games ci ha dimostrato più volte di saper creare mondi realistici. Recentemente il festival «Horizon» è stato ospitato in Australia, Regno Unito e Messico. Bei mondi, non c'è dubbio, ma tutti molto asettici e ordinati. Sembrano quasi il set di uno spot pubblicitario dell'ente turistico locale. «Visitate il Messico! Ecco a voi un paio di piramidi, un'antica città con le casette colorate, una vallata, un vulcano e un deserto. E qua un paio di sedie di plastica sotto un ombrellone». Tutto incredibilmente bello da vedere. Ma anche abbastanza inquietante e senz'anima.

Come se i mondi fossero costruiti intorno al gioco e non il gioco in mezzo al mondo.

In Giappone, per la prima volta, ho la sensazione che il mondo e il gioco siano in perfetta simbiosi: il mondo esisteva già e non aspettava che il gioco. Anche in «Horizon 6» le strade sono completamente deserte, come se fossimo nel bel mezzo di una pandemia che si diffonde attraverso i gas di scarico e la gomma degli pneumatici. D'altra parte, pedoni e macchine non vanno molto d'accordo.

In bilico tra arte e ciarpame

Ora ho la possibilità di viaggiare liberamente in questo Giappone in miniatura, che risulta realistico proprio perché non è patinato. Davanti ai ristoranti nei vicoli di Tokyo vedi delle cassette ammucchiate. La recinzione contro gli animali selvatici, a bordo strada, è tutta arrugginita. E nello spiazzo davanti a una casa c'è un mucchio di ghiaia coperto da un telone, perché stanno sostituendo la pavimentazione.

I vicoli sono caotici, il mondo brulica di vita
I vicoli sono caotici, il mondo brulica di vita
Questa recinzione ha visto giorni migliori
Questa recinzione ha visto giorni migliori

Il Giappone, che nelle guide turistiche è spesso descritto come «il Paese più pulito al mondo», mostra questo suo lato disordinato in versione minimal.

L'importante è viaggiare

In tutto questo, l'essenza del gioco resta la stessa di tutti gli altri Horizon.

Ci sono gare su asfalto, su ghiaia o su terreni accidentati. Più partecipo a eventi, più ne sblocco di nuovi. La trama è così banale e generica che me la sono quasi dimenticata. Sono un turista arrivato in Giappone per partecipare alle gare dell'Horizon Festival e vincere il leggendario braccialetto d'oro messo in palio. Questo mi consente di accedere a «Legend Island», un'isola riservata ai piloti più veloci.

C'è un sacco di roba da fare
C'è un sacco di roba da fare

Per chi gioca ormai da un po' ai titoli della serie Horizon, sappiatelo: è tornato il sistema dei braccialetti dei primi due capitoli. In partenza sono un emerito signor nessuno con il braccialetto giallo, che mi permette di partecipare solo alle gare della categoria di auto più lenta. Partecipando a corse o ad altre attività, ad esempio le gare contro gli autovelox o le prove di derapata, ottengo dei punti e sblocco nuovi braccialetti. Quindi salgo di classe in classe, contrassegnate da sei colori diversi. Come è tipico di «Horizon», già dall'inizio ho in garage delle supercar che posso guidare anche nell'open world. Per conquistare il braccialetto successivo, però, devo partecipare a eventi con veicoli di classe inferiore. Il che significa che a volte sono costretto a presentarmi ai nastri di partenza con la carriola di famiglia, perché la Ferrari è più in su di qualche categoria.

Una società con tante classi
Una società con tante classi

Non solo corse e velocità

Ma le hypercar non restano ad arrugginire in garage. In «Horizon 6» posso accumulare dei punti «Discover Japan» in un albero dei progressi diverso. Invece dei braccialetti, qua ci sono dei timbri. Anche gli eventi sono diversi: partecipando a gare su strada o duelli a due sui passi di montagna, le cosiddette «Touge Battle», ottieni dei punti «Discover Japan». Ma sono diverse anche le strada che scopro o le mascotte che incontro lungo il percorso. Più timbri raccolgo nel mio libretto virtuale, più sblocco nuove case, oppure «barn find» (delle auto rare ferme in capannoni) o altri eventi.

Una corsa al crepuscolo
Una corsa al crepuscolo

Serve un po' di tempo per acquisire dimestichezza con questo doppio sistema. Non è sempre chiaro perché dei salti acrobatici ti fanno guadagnare punti per il braccialetto, mentre se investi una mascotte di danno dei punti per il libretto dei timbri. E per ogni cosa ci sono anche gli XP e i CR. Con i CR acquisti le automobili e le equipaggi. Invece, non ho ancora capito bene a cosa servono gli XP, anche dopo venti ore passate al volante. Come minimo, fanno sì che il mio menu Start assomigli alla mia casella di posta: strabordante di notifiche.

Notifiche dappertutto
Notifiche dappertutto

E sì, devo ammetterlo: è stata piuttosto dura conquistare il braccialetto d'oro. Soprattutto perché durante il test la parte online non funzionava e lì c'erano molti punti da conquistare.

Ogni giorno la dopamina è assicurata

Se ho continuato comunque a giocare è stato per merito degli eventi. La scarica di dopamina che ti becchi quando guadagni dei punti è proporzionale alla qualità degli eventi stessi. Il Giappone come setting è già piuttosto sfruttato dai media, per non dire inflazionato. «Fast and Furious» era già stato ambientato a Tokyo, così come il giovane Jeremy Clarkson, prima che diventasse famoso con «Top Gear». L'anime cult «Initial D» ha reso famoso il «touge racing», ma anche film d'autore come «Drive My Car» hanno mostrato l'amore dei giapponesi per le automobili. Per non parlare dei videogiochi che, da un quarto di secolo, simulano ogni tipo di sport motoristico immaginabile, dal drift alle gare in autostrada, fino al touge. Essere all'altezza di questi modelli sembra un compito quasi impossibile, che però «Forza Horizon 6» riesce a portare a termine con successo.

I duelli a due uno sulle strade di montagna sono spettacolari
I duelli a due uno sulle strade di montagna sono spettacolari

Ho fatto troppi giri sulla Tokyo R246 di «Gran Turismo» e sono passato troppe volte sulla Shuto Expressway nella mod «Assetto Corsa» e ho anche sbagliato troppe spesso la «sbandata controllata» in un rally virtuale, finendo nel fossato.

Sfrecciare di notte contromano sul Rainbow Bridge mi emoziona come dare sfogo al mio Takumi Fujiwara interiore e lanciarmi giù per un passo a bordo dell'iconica AE86, proprio come in «Initial D». È tutto così incredibilmente perfetto! E non deve essere per forza tutto incentrato sulla velocità, perché può essere altrettanto piacevole scoprire con lentezza il Giappone rurale percorrendo ogni stradina secondaria a bordo di un'auto d'epoca.

Mi godo anche i momenti di tranquillità
Mi godo anche i momenti di tranquillità

Le uniche cose che non mi appassionano sono le gare fuoristrada. I SUV che ti danno sono troppo lenti, mentre le buggy sono troppo imprevedibili. Guidare auto da ricconi che accompagnano i figli alla scuola privata non è divertente nemmeno in un videogioco. E lo stesso vale per le buggy. È roba da padri separati che non vedono abbastanza spesso i propri figli e pagano gli alimenti in ritardo.

Tipo i ricconi, cinque minuti prima dell'inizio della scuola
Tipo i ricconi, cinque minuti prima dell'inizio della scuola

Molte auto, ma assenze pesanti

Per il resto la selezione di auto di «Forza Horizon 6» è eccellente: ci sono tutte le grandi marche, con un chiaro focus sul Giappone. Troverai varie versioni della Lancer, della NSX, della Skyline o della Supra, ma puoi metterti in garage anche modelli più rari come la Toyota Crown o la Nissan S-Cargo. Peccato che ci siano comunque assenze importanti, come la Suzuki.

Escudo Pikes Peak Edition anyone?

Come ci ha abituato Forza, le auto si guidano in modo molto diverso. Le auto a trazione posteriore tendono a sovrasterzare e sono quindi adatte alle derapate. Le auto con spoiler grandi restano incollate alla strada come se avessero le ruote spennellate di miele.

Chi si aspettava una simulazione, ha sbagliato posto. I comandi sono docili come uno Shiba Inu. Non uso dispositivi di assistenza alla guida, tipo il controllo di trazione o l'ABS. Solo le automobili con motori decisamente sovradimensionati si controllano a fatica senza l'ausilio di sistemi di assistenza. Un vantaggio non indifferente è che, disattivando gli ausili di guida, ottieni premi in denaro più consistenti, perché in questo modo le gare sono più difficili da vincere.

La vista dall'abitacolo è la mia preferita
La vista dall'abitacolo è la mia preferita

Quando vincere è una questione di fortuna

Vincere è comunque una questione complicata. Anche «Forza Horizon 6» soffre dello stesso problema che affligge tutti i giochi di corse che offrono una vasta scelta di auto (oltre 600) e di circuiti (oltre 100). Il livello di difficoltà è una questione di fortuna. A volte vinco tre gare con il livello «Esperto», poi ne perdo tre al livello inferiore. Questo, nonostante le macchine avversarie siano tutte della stessa classe di potenza e io abbia ottimizzato alla perfezione le impostazioni di messa a punto, come il rapporto di trasmissione, l'aerodinamica o le sospensioni. A volte non hai altra scelta che cambiare auto o livello di difficoltà per avere possibilità di vincere.

Probabilmente la modalità online con il sistema di matchmaking potrebbe risolvere il problema, ma purtroppo non l'ho ancora potuta provare.

Prestazioni stratosferiche

Così come il mondo di «Horizon 6» è meraviglioso, altrettanto impeccabile è il funzionamento del gioco sul mio PC da gaming di fascia alta. Un po' più complicata la cosa sui sistemi portatili, tipo il ROG Xbox Ally X, su cui tutto funziona quasi sempre senza intoppi, ma con frequenti rallentamenti.

Il Monte Fuji è sempre lì
Il Monte Fuji è sempre lì

Playground Games non delude nemmeno per quanto riguarda il suono. I turbocompressori sibilano, le false accensioni gracchiano e i motori rombano al massimo, per la felicità delle nostre orecchie. Una selezione ben curata di stazioni radio offre una colonna sonora variegata, che spazia dalla musica alternativa alla classica. Per fortuna si possono disattivare i commenti. Le frasi motivazionali in stile allenatore di calcio della promozione (tipo «Schiaccia il gas se vuoi vincere!»), danno sui nervi sin dal primo istante. Solo la conduzione del canale J-Pop setta il mood giusto, visto che parlano in giapponese. Anche qui, comunque, gli incitamenti non sono meno goffi: «Gambatte, gambatte!», mi gridano.

Un vero capolavoro

Dopo oltre venti ore di gioco ho appena scalfito la superficie dell'universo di «Forza Horizon 6». Tante cose che ora mi appaiono solo come contorno, dopo la release saranno sicuramente animate dalla community. Ad esempio, sulla mia tenuta posso costruire un mio circuito personale, posso consegnare cibo a domicilio, giocare alle slot, scattare foto o esporre la mia auto in occasione di raduni automobilistici sotto i ponti autostradali. Per non parlare della modalità multiplayer, che offre decine di altri eventi e modalità che non ho ancora scoperto.

Non possono certo mancare dei bei giardini
Non possono certo mancare dei bei giardini

Anche solo così, «Forza Horizon 6» appare sin dall'inizio come il capitolo più sofisticato e più bello della serie. La versione in miniatura di Tokyo è sufficientemente grande da offrirti una miriade di angoli e vicoli in cui divertirti senza annoiarti mai. La zona delle montagne, con la sua pista da sci aperta tutto l'anno, è l'alternativa perfetta quando ho semplicemente voglia di scendere a palla senza troppi pensieri. Boschi, prati, strade sterrate. Piccoli villaggi di pescatori, circuiti automobilistici, templi, aeroporti, uno stadio… C'è così tanto da scoprire e così tante cose divertenti da fare nel Giappone virtuale… E poi ci sono le stagioni: finora ho provato solo la primavera con i fiori di ciliegio e l'estate con i prati rigogliosi.

Giocando a «Forza Horizon 5» non avevo mai vissuto quella sensazione di stupore bambinesco. Il mondo di gioco era troppo monotono per me, troppo privo di vita. Magari sono un po' troppo di parte, visto che mi considero un weeb da manuale, ma non ho paura di affermare che «Forza Horizon 6» è un capolavoro sotto tutti i punti di vista.

«Forza Horizon 6» è disponibile dal 19 maggio per PC e Xbox. Microsoft ci ha fornito una copia di prova

In breve

Il tanto bramato Giappone in «Forza Horizon» è valso l'attesa

Se hai amato almeno uno dei «Forza Horizon», corri a comprare «Horizon 6». È un capolavoro assoluto, senza precedenti. La formula non è originale e non hanno reinventato la ruota. Cosa che peraltro «Horizon 6» non aveva alcuna intenzione di fare. È bastato invece prendere il meglio degli ultimi cinque capitoli e aggiungerci un mondo di gioco realistico come mai prima d'ora. Ogni secondo trascorso nel Giappone virtuale del gioco è da togliere il fiato. Ogni metro che percorro con le mie auto è divertimento, adrenalina e piacere all'ennesima potenza. Per farla breve: siamo di fronte a un capolavoro per chiunque ami le auto e il Giappone.

Pro

  • Un mondo incredibilmente ricco di dettagli
  • Oltre 600 auto con vari upgrade
  • Progressione ben calibrata
  • Grafica strabiliante
  • Suono fantastico
  • Ambientato interamente in Giappone

Contro

  • Trama
  • L'IA avversaria è incostante
  • Microtransazioni e valute diverse
Microsoft Forza Horizon 6 (Xbox Series X, DE)
Videogioco
−6%
Nuovo
CHF65.45 anziché CHF69.90

Microsoft Forza Horizon 6

Xbox Series X, DE

Immagine di copertina: Simon Balissat

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Quando 15 anni fa ho lasciato il nido di casa, mi sono improvvisamente ritrovato a dover cucinare per me. Ma dalla pura e semplice necessità presto si è sviluppata una virtù, e oggi non riesco a immaginarmi lontano dai fornelli. Sono un vero foodie e divoro di tutto, dal cibo spazzatura alla cucina di alta classe. Letteralmente: mangio in un battibaleno.. 


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