Stefanie Lechthaler
Opinione

Bouldering: un invito a provare cose che pensi di odiare

Stefanie Lechthaler
23.8.2025
Traduzione: Alessandra Ruggieri De Micheli

A volte basta una sola sera per liberarsi dai pregiudizi. In ogni caso, è proprio così che ho scoperto un nuovo hobby e mi sono resa conto di una cosa fondamentale.

Se un anno fa mi avessi invitata a fare bouldering, ti avrei guardato con le sopracciglia alzate o con un sorriso interrogativo, rispondendoti «Ma anche no!». E ora guardami... aggrappata al muro cercando di afferrare la prossima presa.

Sì, sono io. Probabilmente ti starai chiedendo come sono finita qui.
Sì, sono io. Probabilmente ti starai chiedendo come sono finita qui.
Fonte: Gabriel Grob

Ma cominciamo dall'inizio.

Scalatori e scalatrici hippy

La prima volta che sono entrata in contatto con appassionate e appassionati di bouldering è stato durante gli studi universitari. Nelle aule, oltre ai piedi nudi, agli scarponi da trekking e alle scarpe da ginnastica, si vedevano anche delle scarpe da arrampicata. Nutrivo un certo sospetto nei confronti di chi praticava questa disciplina.

Forse perché bevevano mate e indossavano canottiere slavate. O perché mostravano sempre i loro muscoli e io avevo l'impressione che fossero troppo pieni di sé. Il bouldering non mi sembrava uno sport, ma un'intera personalità, con cui di certo non volevo avere nulla a che fare.

Ero fermamente convinta che nulla mi avrebbe mai portata in una sala boulder dall'aria carica di sudore. Il solo pensiero di posare le mani sulla superficie ruvida di quelle prese colorate mi faceva correre un brivido lungo la schiena.

Pensare alla superficie di questi oggetti mi faceva venire la pelle d'oca.
Pensare alla superficie di questi oggetti mi faceva venire la pelle d'oca.
Fonte: Stefanie Lechthaler

Ma di recente un amico d'infanzia si è messo in contatto con me. Cercava persone con cui fare sport. «Buona idea», gli ho risposto entusiasta, finché la mia gioia non è stata smorzata dal «Potremmo andare a fare bouldering, per esempio».

Nuovo hobby

Ma poiché siamo sulla stessa lunghezza d'onda, è bastato un suo «So che ti piacerà» a convincermi. È una persona che stimo moltissimo e quindi deve esserci qualcosa di buono in questo sport.

E ora, tre giorni dopo, mi trovo davanti alla palestra da arrampicata «Minimum» di Oerlikon: è come se guardassi attraverso i vetri di un terrario sovradimensionato, osservando le persone che scalano su quelle pareti ripide. Girano la testa come dei camaleonti e si muovono seguendo un loro schema, una mano dopo l'altra, un piede dopo l'altro, mentre altri loro simili stanno a terra accovacciati, studiando la situazione. È tutto in movimento e non c'è un buco. Sembra che tutta Zurigo si sia riunita qui oggi. O almeno questa è la mia impressione.

Una volta entrata, prendo in prestito un paio di quelle scarpe orrende. Quelle che indossavano i miei compagni di corso. Ci scaldiamo e il mio sguardo si sofferma su un ragazzo che da terra sta studiano i problemi di boulder, come vengono chiamate le vie, e sta mimando le prese. Il mio collega sorride: «Alcuni stanno davanti al muro per ore, per poi passare a quello successivo senza aver mai toccato una presa». Mi viene da ridere, ma ora la cosa si fa seria.

Amore a prima presa

Temendo di mettermi in imbarazzo, desidero iniziare con un muro nascosto, ma sembra quasi impossibile in tutta quella folla. Troviamo comunque quello che cerchiamo e il mio amico mi spiega qual è il percorso più facile. Inizia lui con il primo turno. In pochi secondi, raggiunge la presa più in alto che indica la fine di un percorso. Mi inciprio le mani con il magnesio, le infilo nelle maniglie, posiziono i piedi su due prese e mi arrampico da un jug all'altro – è questo il termine tecnico per la presa a forma di maniglia. Prima di rendermene conto, sono a tre metri da terra e ho già voglia di affrontare il prossimo progetto – un altro termine tecnico del bouldering.

Chissà, forse anche io riuscirò a superare questo progetto.
Chissà, forse anche io riuscirò a superare questo progetto.
Fonte: Stefanie Lechthaler

Chi non risica non rosica

A un certo punto, i miei muscoli cedono e mi ricordano quanto il tempo voli velocemente quando mi diverto. Mi rendo conto che i miei pregiudizi erano infondati e che il bouldering richiede creatività, astuzia e agilità, oltre a una certa forza. Inoltre, non ci sono solo hippy muscolosi che si aggirano per la palestra, ma anche facce amiche che si motivano e si sostengono a vicenda. È una comunità aperta e variopinta che ha l'obiettivo di risolvere i problemi.

Sono diventata esattamente ciò che prima disprezzavo.
Sono diventata esattamente ciò che prima disprezzavo.
Fonte: Gabriel Grob

Questa serata mi ha regalato momenti bellissimi con il mio amico d'infanzia e mi ha fatto scoprire un nuovo hobby che vorrei continuare a coltivare. Eh sì, anche io devo spogliarmi dai miei pregiudizi se voglio andare avanti.

Ma non aspettarti di vedermi presto su una parete rocciosa – non fa per me, veramente.

O mi sbaglio?

Quale esperienza ha trasformato il tuo scetticismo iniziale in un entusiasmo inaspettato? Fammelo sapere nei commenti.

Immagine di copertina: Stefanie Lechthaler

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Dipingere le pareti prima di lasciare l'appartamento? Preparare il kimchi in casa? Saldare il forno da raclette rotto? Riesco a fare tutto da sola? Non so, ma tentare non nuoce!


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