Aiuto, come lo spiego a mio figlio? Come funziona l'educazione sessuale oggi

Aiuto, come lo spiego a mio figlio? Come funziona l'educazione sessuale oggi

Katja Fischer
Zurigo, il 05.05.2022
Traduzione: Sanela Dragulovic

Improvvisamente arrivano le domande sull'amore, il sesso e i genitali. E tu, come genitore, cerchi di trovare le risposte più adeguate. L’esperta spiega quando e come affrontare l’argomento correttamente con i propri figli e quale ruolo giocano i social media.

L'educazione sessuale è un po' come l’avere dei figli. Non c'è mai un momento perfetto. Anche se sapevo che prima o poi mia figlia avrebbe fatto le sue domande sulla sessualità, non ero ancora pronta quando sono arrivate. Forse perché sembrava ancora troppo piccola (cosa che per me lo sarà sempre). E poi improvvisamente, senza preavviso, voleva avere da me le risposte a queste domande esistenziali: come è entrata nella mia pancia; da che parte è poi uscita e e perché non ha un pene.

Vera Studach conosce bene i motivi per cui l'educazione sessuale può sorprendere e sopraffare i genitori. È specialista della salute sessuale per l'educazione e consulenza SSCH e direttrice del centro di educazione sessuale «liebesexundsoweiter» a Winterthur. In questa funzione, organizza regolarmente visite nelle scuole e conduce serate per i genitori sul tema dell'educazione sessuale.

Signora Studach, mia figlia di sei anni mi assilla con le sue prime domande sulla sessualità. Mi sento presa alla sprovvista, non me lo aspettavo ancora.
Vera Studach: A quanto pare è sorpresa e non è preparata ad affrontare l’argomento. La veda come un'opportunità per sua figlia che si fida di lei e le si rivolge direttamente. Cerchi di rispondere nel modo più diretto e chiaro possibile, come se si trattasse di un'altra domanda che le pone sua figlia. Rispondere a queste domande tempestivamente crea fiducia. Ad un certo punto, sua figlia raggiungerà un'età in cui potrebbe essere imbarazzata a parlarne con lei. Ma anche questo è normale. Saranno poi gli amici della stessa età ad essere le prime persone di contatto.

Ma ha appena compiuto sei anni. Non è presto?
No, è del tutto naturale a quell'età. A parte questo: non è mai troppo presto iniziare con l’educazione sessuale se il bisogno viene dal bambino. Le prime domande sul corpo di solito arrivano tra i tre e i sei anni. Già in questi casi è importante parlarne usando termini comprensibili.

Perché è difficile trovare la risposta giusta a domande semplici come per esempio «Mamma, perché hai i peli là sotto?»
Spesso è difficile per i genitori perché loro stessi non hanno imparato a parlare di argomenti legati alla sessualità. Perché chiamarli «i peli là sotto» se hanno un nome preciso.

Ho comprato a mia figlia dei libri di educazione sessuale adatti alla sua età e sono sorpresa di quanto precisamente trattino di sesso, fecondazione e genitali.
Ricordo che questo aveva stupito all'epoca anche me con i miei figli. A seconda del libro, ci sono effettivamente molte informazioni sull’anatomia, ma si possono tralasciare a proprio piacimento.

Sono a volte troppe le informazioni?
Penso che sia un bene che vengano offerte molte informazioni. Il bambino filtra da solo e sceglie ciò che vuole sapere. Oppure chiedono se vogliono saperne di più. Usi i nomi corretti nelle spiegazioni per i genitali dall'inizio. Per esempio, vulva per la parte esterna dei genitali femminili.

Quindi niente api e fiori.
Con le storie di api e fiori, sta deliberatamente raccontando al bambino delle falsità che dovrà correggere in seguito. Questo non ha senso e non prende sul serio i bisogni del bambino.

Nonostante questo, i bambini scoprono la sessualità attraverso il gioco. Cosa c’entra giocare al dottore?
Esplorano i loro corpi insieme mentre giocano. Questo va bene con i bambini della stessa età. E in realtà anche un buon momento per affrontare il tema dell’educazione sessuale. Come genitori, deve sicuramente parlare attivamente delle regole per giocare al dottore: per esempio, dovrebbe avvenire solo con bambini più o meno della stessa età in una stanza aperta e non inserire nulla negli orifizi del corpo. Inoltre, ogni bambino deve poter dire di no in qualsiasi momento ed essere rispettato. È comunque un punto importante dell'educazione sessuale insegnare al bambino a farsi valere e a difendersi.

«Il livello emotivo è spesso sottovalutato nell’educazione sessuale.»

Cos'altro dovrei considerare per una buona educazione sessuale?
Il livello emotivo è spesso sottovalutato nell’educazione sessuale. Pertanto, è un bene includere sempre i sentimenti. Soprattutto quando si tratta della prevenzione di violenze sessuali. Cosa provoca una bella sensazione? Cosa se non c’è una bella sensazione? È altrettanto importante che i genitori, creino fin dall'inizio un clima in cui anche la sessualità ha il suo posto.

Come possiamo riuscirci?
Mostrate che anche voi genitori vi amate. Non nascondete la tenerezza e i baci ai bambini, ma trasmettete anche che avete zone intime che non condividete con loro. Nonostante o anche a causa dello stress quotidiano, gli affetti non devono essere trascurati. Voi genitori siete un modello, i vostri figli vi osservano.

Attraverso gli smartphone e i social media, i bambini di oggi entrano in contatto precocemente e ampiamente con contenuti sessuali. Sembra che sappiano già tutto a una certa età – una falsa conclusione?
Qui, i bambini ricevono un'immagine unilaterale e distorta della sessualità che pretende semplicemente di comprendere tutto. L'educazione sessuale è importante proprio perché corregge e completa questo quadro. Inoltre, il fatto che i bambini vedano le cose non significa che possano collocarle correttamente. Non appena i genitori permettono ai loro figli di accedere ai nuovi media, devono accompagnarli nel loro consumo.

I social media hanno cambiato il lavoro educativo?
Sì, molto. Mentre in passato si metteva giù un libro educativo e al massimo si dava ai bambini qualche informazione diretta per accompagnarlo, oggi il compito principale di noi adulti è quello di aiutarli a trovare la loro strada attraverso il sovraccarico di informazioni. Perché non tutto è negativo nei social media. Ci sono molti influencer su Tiktok, Youtube o Instagram che condividono contenuti importanti e di valore. Per esempio, sul tema Body Positivity o dell'identità trans. I bambini si sentono capiti e accettati. La difficoltà, tuttavia, è quella di riuscire a filtrare i contributi veramente significativi.

Vera Studach è direttrice del centro di educazione sessuale «liebesexundsoweiter» a Winterthur. Lei e il suo team visitano circa 1000 classi scolastiche all’anno.
Vera Studach è direttrice del centro di educazione sessuale «liebesexundsoweiter» a Winterthur. Lei e il suo team visitano circa 1000 classi scolastiche all’anno.
Immagine: liebesexundsoweiter

A proposito: la gamma di argomenti nell'educazione sessuale è aumentata negli ultimi anni?
Abbastanza. Argomenti come identità trans, sexting, LGBTIQ... L'educazione sessuale copre uno spettro enorme. Fondamentalmente, si può dire che un bambino è ancora curioso come lo era 20 anni fa, questo non è cambiato.

Ma che dire dei bambini che non fanno domande? E se mia figlia non si fosse avvicinata a me di sua iniziativa?
Non si dovrebbe mai spingere. L'opzione tradizionale è quella di lasciare «accidentalmente» un libro di educazione sessuale in salotto. Finché il bambino non sviluppa una curiosità per l'argomento da solo.

«Se l'educazione sessuale è vista in ottica olistica, l'educazione sessuale inizia fin dalla nascita.»

E poi colgo l'occasione e affronto il discorso.
Sì e no. Non esiste alcun famoso discorso sull’educazione sessuale. L’educazione è più di una sola conversazione, è un processo. I genitori dovrebbero sempre cogliere l’occasione per parlarne, per esempio, quando si guarda la TV insieme e salta fuori l’argomento. O in un contesto politico, per esempio in vista di un voto come quello dell'anno scorso sul «matrimonio per tutti».

Quando i genitori dovrebbero iniziare attivamente il processo educativo? Quando è troppo tardi?
Se l'educazione sessuale è vista in ottica olistica, l'educazione sessuale inizia fin dalla nascita. Quando si lavano i genitali di un bambino, per esempio, è importante usare le parole giuste. In questo modo, il bambino impara abbastanza presto a trovare un linguaggio per la sessualità. A partire dall'età di due o tre anni, molti bambini cominciano a fare domande sul proprio corpo e su quello degli altri. È importante e giusto rispondere alle domande nel modo più preciso possibile. Non aspettare che lo facciano a scuola, le lezioni arrivano tardi, di solito dal quinto anno in poi. Considerando che i bambini di oggi entrano nella pubertà prima di qualche anno fa, è effettivamente troppo tardi.

Mia figlia inizierà la scuola quest'estate. Quali argomenti concreti dovremmo già discutere a casa prima dell'educazione sessuale in classe?
Come genitore, può preparare i bambini alle mestruazioni e all'eiaculazione già tra i sei e gli otto anni, parlare di diversi tipi di relazioni e famiglie, e dare maggiori dettagli sul ciclo riproduttivo. Discutere anche dell'amicizia, dell'essere innamorati e dell'interagire l'uno con l'altro, spiegare le differenze tra le coccole e il contatto sessuale o menzionare che gli uomini possono amare gli uomini e le donne possono amare le donne. A partire dai nove anni circa, è poi importante spiegare i cambiamenti fisici che avvengono durante la pubertà. In qualità di genitori, sottolinei sempre che ogni persona ha lo stesso valore, nonostante alcune differenze di genere, identità sessuale e preferenze.

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Mamma di Anna e Elsa, esperta di aperitivi, fanatica del fitness di gruppo, aspirante ballerina e amante del gossip. Spesso addetta al multitasking e persona che vuole tutto, a volte chef di cioccolato e regina del divano.


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