Samsung Galaxy S10+ Ceramic: perché abbiamo bisogno di 12 GB di RAM?
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Samsung Galaxy S10+ Ceramic: perché abbiamo bisogno di 12 GB di RAM?

Dominik Bärlocher
Zurigo, il 25.06.2019
Post-editing/revisione: Leandra Amato
Il Samsung Galaxy S10+ Ceramic è dotato di 12 GB di RAM e 1 terabyte di memoria interna. Ma a chi serve tutta quella roba? Be'... a tutto il mondo. Continua a leggere e ti spiegherò perché.

il Samsung Galaxy S10+ Ceramic è un capolavoro della tecnologia. Ha 1000 GB di memoria interna, 12 GB di RAM e uno schermo diagonale da 6,4 pollici (che equivalgono a 16,256 centimetri). Queste sono tutte le differenze tra il Ceramic e il suo «fratello» più piccolo, il Samsung Galaxy S10+.

In tanti si sono chiesti:

“ Cosa ce ne facciamo di 12 GB di RAM in uno smartphone? ”
Eldasch

È difficile dare una risposta a questa domanda. Una domanda, posta da Eldasch a nome di molti lettori, a cui vorrei dedicare l'intero articolo.

Per fare questo, tuttavia, dobbiamo – in stile non propriamente svizzero – ampliare un po' i nostri confini. Dobbiamo uscire dalla mentalità dello smartphone svizzero, confinato nei pantaloni del pendolare che viaggia sull’S12 Hardbrücke a Zurigo, e pensare a livello globale. Per un attimo, dobbiamo dimenticarci la #vitadacantone e allargare i nostri orizzonti.

Comprensibile: 1 terabyte di memoria interna

La capacità della memoria interna è facile da spiegare. Lo so, nessuno me l’ha chiesto, ma voglio dedicare un paragrafo a questo punto. Il S10+ Ceramic non solo è dotato di 1000 GB interni, ma può essere ampliato di altri 512 GB con una scheda di memoria. In Svizzera, un terabyte e mezzo di memoria in uno smartphone sono praticamente inutili. A meno che tu sia uno degli ultimi esseri umani sul pianeta a non utilizzare il cloud e non consumare contenuti in streaming. Ed è proprio per questo che dico di pensare in grande, anzi, a livello globale.

Galaxy S10+ (512GB, Ceramica Nero, 6.40", Doppia SIM Ibrida, 16Mpx, 4G)
Samsung Galaxy S10+ (512GB, Ceramica Nero, 6.40", Doppia SIM Ibrida, 16Mpx, 4G)

Ci sono posti nel mondo in cui gli idealisti e la gente comune sono nella stessa barca e non hanno scelta. Ad esempio a Londra. Nella capitale britannica sono stati posati 402 chilometri di linea metropolitana, che arrivano fino a 58,5 metri di profondità. Ogni giorno, 5 milioni di persone usano il cosiddetto «Tube». A quelle profondità nemmeno l’antenna 5G più potente è in grado di trasmettere segnale. Per fare un confronto, noi svizzeri ci lamentiamo da anni per la cattiva ricezione in luoghi come il Cervino o il comune sangallese di Mörschwil.

La stazione della metropolitana di Hampstead si trova fino a 58,5 metri sotto la superficie
La stazione della metropolitana di Hampstead si trova fino a 58,5 metri sotto la superficie
flickr.com/stewdean

Se viaggi sulla metropolitana della capitale britannica, avrai voglia di ascoltare musica o podcast anche se non c’è campo. Che probabilmente è la funzionalità dello smartphone più utilizzata dai pendolari svizzeri. E se i pendolari svizzeri impiegano in media 61,2 minuti per andare e tornare dal lavoro ogni giorno, i londinesi si spostano 74 minuti al giorno per raggiungere l’ufficio e poi la casa. Immagina di non avere ricezione sul telefono per tutto il tempo che trascorri sui mezzi di trasporto. Improvvisamente, la memoria locale diventa molto, molto importante. Vuoi ascoltare la musica? Spotify offline o file MP3. Video? Download da NewPipe o file MP4. E tutto questo richiede memoria. Oppure inizi a leggere un bel libro o sfogli il quotidiano.

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Ho usato Londra semplicemente come esempio. Sostituiscila con «qualsiasi luogo che non sia la Svizzera, eccetto Mörschwil, e in cui la gente debba spostarsi con la metropolitana o abbia problemi di campo sul telefono». Come dicevamo all’inizio: allarghiamo gli orizzonti.

Meno comprensibile: i 12 GB di RAM

Quando cerchiamo di dare una risposta alla domanda: «perché abbiamo bisogno di 12 GB di RAM?», le cose diventano un po' più complesse. Non c'è una ragione vera e propria che possa spiegare o giustificare tutti questi giga. Certo è che 12 GB di RAM sono motivo di sfoggio per chiunque possieda un Ceramic. E per Samsung significa poter riscuotere qualche (centinaia di) franco in più. Ma l'industria degli smartphone non fa i soldi con i costosi prodotti di punta. Di certo non Samsung, che produce dispositivi elettronici di qualsiasi genere; ma, soprattutto, investe in tecnologie che rendono possibili altre tecnologie. Display e semiconduttori, ad esempio.

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OK. Ma tu, come utente, cosa te ne fai di una RAM da 12 GB? Niente. Davvero. A meno che tu debba farne un utilizzo davvero particolare, non ne avrai mai bisogno. Perché gli 8 GB di RAM dell'S10+ sono già più che sufficienti, e anche con quelli il telefono non rallenta mai. Ma a tutto questo c’è un motivo. Per comprenderlo, dobbiamo lasciarci di nuovo alle spalle la #vitadacantone e pensare a livello globale.

Android – a differenza di Apple – ha democratizzato la «smart tech», la tecnologia intelligente. Ciò significa che improvvisamente tutti possono avere accesso al mondo degli smartphone e non solo coloro che possono spendere più di 1’000 franchi. In Svizzera, possiamo tranquillamente scegliere se investire un migliaio di franchi nell'acquisto di un nuovo computer o dell’ultimo smartphone uscito sul mercato. Altrove, però, non è così.

Basta dare un’occhiata al cosiddetto iPhone Index. Si tratta di un elenco di Paesi nel mondo e di quanti giorni devono lavorare i suoi abitanti per permettersi un iPhone. È stato stilato dagli analisti della banca UBS in base ai salari salari medi del mondo. Al suo lancio, se ricordo bene, il dispositivo costava 1’299 franchi. Zurigo occupa il primo posto della classifica: qui, devi lavorare 38,2 ore per poterti permettere un nuovo iPhone X. Il secondo posto va a Ginevra, con 47,5 ore. L’ultimo posto è occupato dalla capitale egiziana Il Cairo, dove un cittadino deve lavorare 1066,2 ore per poter acquistare un iPhone X.

Il Cairo finisce ultimo nella classifica. Chi abita qui deve lavorare circa 1066 ore per potersi permettere un nuovo iPhone
Il Cairo finisce ultimo nella classifica. Chi abita qui deve lavorare circa 1066 ore per potersi permettere un nuovo iPhone

Anche se in questa classifica Il Cairo finisce all’ultimo posto, esistono altri luoghi nel mondo con salari ancora più bassi. La Cambogia o la Repubblica del Sudan meridionale, ad esempio, anche se non sono state incluse nell’elenco di UBS.

Dato che abbiamo abbastanza cifre per fare un confronto diretto, facciamo lo stesso calcolo per il Samsung Galaxy S10+ Ceramic.

  • Per poter acquistare un Samsung Galaxy S10+ Ceramic, a Zurigo devi lavorare 47,9 ore
  • A Ginevra, 59,6 ore
  • Al Cairo, 1337,1 ore

Con un salario medio, naturalmente.

Ed ecco che torniamo nella nostra #vitadacantone. A noi sembra tutto caro. Uno scandalo. Sbattiamo il pugno sul tavolo nel pub e urliamo che qualcuno deve fare qualcosa per mettere fine a questa ingiustizia. Ma non troppo forte, perché potrebbero sentirci. Al Cairo la questione è diversa. Perché la vita digitale non si ferma davanti alla ricchezza o alla povertà. In tanti scelgono di lavorare online per sopravvivere, ma per accaparrarti un lavoro devi essere veloce. Un esempio: sulla piattaforma Fiverr puoi assumere persone a progetto. Per 5 dollari. Capito? Puoi farti sviluppare del codice o un logo per la tua azienda in Egitto per 5 dollari. E il lavoro è fatto nell’arco di qualche ora. Forse non nella qualità svizzera o con il servizio clienti a cui siamo abituati, ma il lavoro è fatto. Questo è possibile solo perché nel Cairo c’è un programmatore o un grafico che pensa oltre i confini. E quindi ha bisogno di uno smartphone. Uno smartphone non significa solo comunicazione, ma anche la possibilità di guadagnare il salario medio di cinque giorni in poche ore, perché uno svizzero potrebbe aver bisogno di un logo per il suo blog di fitness vegano e senza glutine.

nessuna informazione disponibile su questa immagine

È qui che entra in gioco Android (dell'iPhone non ne parliamo nemmeno). Ed è proprio per questo che vengono sviluppati smartphone come quelli di Wiko. Un telefono non eccezionale ma con funzionalità dual-SIM e commercializzato a un prezzo accessibile. Il produttore però risparmia sulla produzione. Non troveremo mai 12 GB di RAM in un telefono che costa meno di 100 franchi, che in genere è dotato di 3-4 GB. Se oggi prendi in mano un telefono Wiko, scopri che in realtà funziona abbastanza bene. Forse la qualità delle immagini non è delle migliori e lo schermo sicuramente non è il top di gamma, ma è sufficientemente veloce e la batteria dura quanto basta. In sostanza, è utilizzabile.

Questo non è solo merito dei produttori hardware che realizzano dispositivi pazzeschi. No: lo dobbiamo anche alle case software, da Google allo sviluppatore di app in una start-up svizzera Perché praticamente ogni app sviluppata per Android è progettata per funzionare anche sui dispositivi di fascia bassa e per offrire un’esperienza utente piacevole ovunque venga utilizzata. In altre parole: tutte le applicazioni dell'App Store sono attualmente ottimizzate per una RAM di 4 GB, da WhatsApp fino a Fortnite. Certo, a volte qualche GB in più farebbe comodo, ma in genere non ci sono problemi. Quindi, se tutte le app sono ottimizzate per 4 GB, di 12 non ce ne facciamo niente.

Allora perché 12 GB?

La domanda posta da Eldasch è ancora aperta. Il nostro lettore Lerkes forse ha la risposta:

“ Probabilmente, i 12 GB sono stati pensati più per la DeX Docking Station che per un utilizzo normale del telefono. ”
Lerkes

La sua interpretazione ha senso. Samsung è un pioniere nello sviluppo di tecnologie volte a colmare il divario tra smartphone e PC, anche se DeX non si è ancora affermata e probabilmente non lo farà mai nella sua forma attuale. Dunque, Samsung lo fa solo per mettersi in mostra? Vuole mostrare al mondo intero cos’è in grado di fare? Non proprio. Da un lato, si tratta chiaramente di stabilire che è tecnologicamente possibile dotare uno smartphone di 12 GB di RAM e poi produrlo in massa per il mercato. Dall’altro, quando vende il telefono da 12 GB, Samsung può raccogliere dati. Quanti telefoni vengono venduti? Dove? Come vengono utilizzati?

Samsung vuole inviare un segnale forte e chiaro a tutto il settore. Dispositivi come il Samsung Galaxy S10+ Ceramic hanno il vantaggio che verranno apprezzati da qualunque appassionato di tecnologia. Questo include la concorrenza del gruppo sudcoreano. Gli altri produttori seguiranno l’esempio. Ad un certo punto verranno sviluppate app che sfrutteranno tutti i 12 GB. Gli smartphone con 8 GB di RAM saranno così economici che anche i programmatori del Cairo potranno permettersene uno. E poi succederà anche con quelli da 12 GB.

Così il mondo non si ferma, a differenza del nostro svizzero che non vede oltre i confini della sua #vitadacantone. Il mondo continua a evolversi, e con lui la tecnologia. Perché il progresso degli smartphone deve essere globale. Altrimenti, gli abitanti di luoghi come Il Cairo a un certo punto non saranno più in grado di tenere il passo. Dal momento che Il Cairo è all’ultimo posto nelle statistiche, tocca a città come Zurigo a fare da guida. Così possiamo permetterci il lusso di dire: «Nessuno ha bisogno di un dispositivo del genere!». Perché forse a te o a me non serve uno smartphone mediocre, ma al resto del mondo sì.

Perché al di fuori dei nostri cantoni succede di tutto. I processi di produzione per i telefoni da 12 GB stanno diventando più economici perché sono più semplici. La concorrenza non dorme, si muove. Forse Huawei troverà il modo di semplificare ulteriormente la produzione e i prezzi diminuiranno man mano che gli altri produttori seguiranno il loro esempio. La democratizzazione dei telefoni da 12 GB è già iniziata.

nessuna informazione disponibile su questa immagine

Ma noi continueremo a trovarci davanti allo stesso «dilemma». Perché quando tra qualche anno i telefoni da 12 GB saranno la norma e potremo acquistarli al prezzo dei Wiko, allora noi svizzeri ci chiederemo: cosa ce ne facciamo di telefoni da 32 GB!? La risposta sarà la stessa. Nel frattempo, al Cairo, i programmatori avranno a disposizione più tecnologia a un prezzo più accessibile. Ciascun estremo influenza l’altro. Tra cinque anni l'economia del Cairo difficilmente sarà più competitiva di quanto non lo sia oggi in un confronto globale, ma la sua realtà locale sarà migliore grazie al progresso tecnologico.

View 3 (64GB, Blu notte, 6.25", Doppia SIM, 12Mpx, 4G)
Wiko View 3 (64GB, Blu notte, 6.25", Doppia SIM, 12Mpx, 4G)

Se dai un’occhiata a un telefono Wiko attuale, ti renderai conto che alcune specifiche ci hanno meravigliati giusto qualche anno fa. Questi telefoni, che all'epoca erano chiamati «pietre miliari della tecnologia» nelle comunicazioni di marketing dell'azienda, per lo svizzero medio possono essere cestinati. Per qualcuno al Cairo, però, l’accesso a questa tecnologia significa poter fare un lavoretto da 5 dollari per un committente occidentale. E nessuno, nel Cairo, direbbe no a 5 dollari guadagnati dallo smartphone.

Disclaimer: so che la mia visione è abbastanza utopica. Se tornassimo a leggere a questo articolo tra cinque o dieci anni, la risposta sarà probabilmente ancora corretta e utopica come lo era nel 2019. È un peccato. Ma mi è concesso di sognare un mondo utopico e tecnologicamente avanzato. Se fossimo in tanti a desiderarlo, forse potrebbe anche accadere.

Ai produttori non dispiacerebbe: se la tecnologia e la sua produzione diventassero sempre più economiche, i prezzi continuerebbero a scendere. Un telefono che oggi costa 90 franchi forse potrebbe scendere a 10 e, all'improvviso, molte più persone potrebbero permetterselo. Così chiunque abbia delle competenze da vendere su Fiverr potrebbe guadagnare 5 dollari. Nel frattempo Samsung venderebbe più telefoni, sia nel segmento dei prodotti di punta che nelle fasce più basse, portando più soldi nelle casse delle società, cosa che non dispiacerebbe a nessuno.

Questo è quanto. Ah: il S10+ Ceramic ha un’ottima fotocamera per i selfie.

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Dominik Bärlocher
Dominik Bärlocher
Senior Editor, Zurigo
Giornalista. Autore. Hacker. Sono un contastorie e mi piace scovare segreti, tabù, limiti e documentare il mondo, scrivendo nero su bianco. Non perché sappia farlo, ma perché non so fare altro.

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