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A digiuno per 10 giorni: come perdere cinque chili di pancia e sentirsi costantemente ubriachi

Non vedevo niente anche se avevo su gli occhiali, ero quasi sorda da un orecchio e vagavo per casa alla ricerca di fragole selvatiche, barcollando a zig-zag come se avessi bevuto dieci bottiglie di vino. Perché? Perché ho digiunato per dieci giorni. Anche se a me mangiare piace.

All'inizio di quest'anno ho lasciato un posto di lavoro dopo sette anni nella stessa azienda, è finita la mia relazione di quattro anni, ho trovato un appartamento e ho completato la mia formazione. Un periodo piuttosto intenso. Ho dato il tutto per tutto per farcela. Dopo un fine settimana a Monaco di Baviera con gli amici, però, sono tornata con un consiglio che in effetti mi sembrava più allettante di rinchiudermi in un manicomio: una psicologa che ho incontrato lì mi ha suggerito di fare un digiuno. In quel momento non mi era mai neanche passato per l’anticamera del cervello di digiunare. Ho sempre associato l'atto del digiuno a qualcosa di religioso e alla rinuncia di una cosa che amo. Ma ho cambiato idea piuttosto in fretta dopo che mi ha fatto vedere un documentario di ARTE, in cui uno psichiatra russo metteva a digiuno i suoi pazienti gravemente depressi. Davvero interessante. E una bella sfida. A questo punto, ho iniziato a vedere il digiuno con occhi diversi. Perché non provarci?

Sette giorni senza mangiare in Baviera

Se digiuni per la prima volta, ti consiglio di farlo insieme a qualcun altro. Per essere sicuro di farcela. Durante il digiuno qualsiasi tipo di stress danneggia l’organismo, perciò è meglio farlo in piccoli gruppi. Ed è esattamente questo che mi ha aiutata a non gettare l’ancora durante la mia prima crisi, ma te ne parlo tra poco.

Bene, inizio con un po’ di ricerche su internet. La prima cosa che mi si apre: hotel termali in Ungheria. Enormi e lontani. Non è quello che sto cercando. Se devo andare da qualche parte e sottopormi alla fame e a tutti gli altri effetti collaterali del digiuno, voglio farlo in un posto piccolo e rilassante. Sto pensando a un posto in montagna. Voglio digiunare in un posto in cui la gente mi capisce quando mi lamento del mal di testa o imploro per avere del cibo. La ricerca continua e termina in un piccolo hotel biologico a Bayrischzell, in Germania. Un sanatorio, un piccolo hotel a conduzione familiare immerso nella natura, operativo da oltre 115 anni. Prenoto il pacchetto «Rookie»: dieci giorni di digiuno a Buchinger am Tannerhof. Buchinger crea programmi di digiuno dal 1935, con questi requisiti fondamentali: i partecipanti devono...

  1. mettersi a digiuno volontariamente
  2. avere il desiderio di purificare l’organismo
  3. avere fiducia che il digiuno sia una grande esperienza olistica
  4. avere voglia di muoversi, trovare la pace e riflettere

Corrispondo a questi requisiti?

  1. Nì.
  2. Sì.
  3. Nì.
  4. Sì.

Liberare l’intestino: un argomento che non vorresti mai affrontare

La fame svanisce quando sei completamente vuoto. L'ho sentito e letto spesso. Nel materiale informativo del Tannerhof ho già ricevuto le istruzioni da seguire tre giorni prima del mio arrivo.

  • Niente carne
  • Verdure al vapore
  • Non mangiare troppo

Con un po' di apprensione, ho anche trovato i termini «sale di Glauber» e «clistere» ripetuti più volte nel testo. Prima di partire posso ancora riderci sopra, poi la cosa si fa seria.

Se ora stai pensando: «Oh mio Dio, non avrà intenzione di scrivere dei clisteri nel dettaglio...», no, puoi dormire sonni tranquilli. Perché ho scelto di mandare giù il sale di Glauber. Una vera tortura! Dopo aver svuotato il bicchiere, ho trovato un po’ di sollievo con del succo di mela. Poi non c’è altro da fare che aspettare e vedere cosa succede. Se hai paura dell'imprevedibilità della cosa e ti preoccupa la distanza dal bagno più vicino, sappi che una persona sana se ne accorgerà in tempo.

Non appena il sale di Glauber raggiunge l'intestino, assorbe il liquido dall'esterno. Puoi immaginare cosa succede dopo. Due o tre ore dopo puoi abbandonare il bagno. Dopodiché, devi bere parecchio per compensare la perdita di acqua.

Un altro piccolo consiglio per non avere un’irritazione... porta con te delle salviette umidificate!

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La mia salvezza: la terapia di gruppo

Ora che mi ero liberata di quel fardello – in entrambi i sensi della parola – non avevo più fame. Era tutto fuori. Avevano ragione quelli che mi dicevano che dopo sarebbe stato più facile.

I primi due giorni non sono così male. Certo, continuo a pensare al cibo. In particolare, alla feta e alle olive. Inoltre ho parecchio tempo libero e quindi più tempo per pensare e rimuginare.

«Non posso aspettarmi troppa energia dal tè al mattino, dalla zuppa a mezzogiorno e dal succo di frutta la sera», avevo pensato prima di partire.

Le tre signore con cui condivido il tavolo durante il digiuno sono la mia salvezza quando penso troppo a feta e olive. Al Tannerhof mangiamo tutti insieme. È quasi come una terapia di gruppo. Le signore non sono più delle principianti e il più anziano del gruppo, un pittore, ha digiunato per la prima volta 43 anni fa. La consulente aziendale è qui per la terza volta e il neurologo per la seconda. In sostanza, ho tre mamme che si prendono cura di me.

E in effetti devono farlo, perché ho appena smesso di fumare e ho ancora dei cracker in auto. Fare un digiuno con del cibo in macchina... che genialata. Nota: i cracker sono sopravvissuti.

Tre giorni ubriaca

Ora sono una non fumatrice. Un giro di applausi, grazie! Applausi anche per le mie tre nuove mamme aka cani da guardia. Sto anche abbandonando la mia dipendenza dalle gomme da masticare. Perché qui si tratta di non masticare consapevolmente per sette giorni. La terza mattina, mi alzo con una fastidiosa pressione in un orecchio. Non riesco a sentire molto bene. Per fortuna, ho già un appuntamento con la dottoressa del Tannerhof.

«Non è niente di grave. Può essere dovuto al fatto che la pressione sanguigna è bassa. Devi muoverti di più», dice.

Allora vado a fare aqua jogging. Dopo questa sessione divertente, il mio orecchio torna alla normalità. Il giorno dopo, vedo sfocato con gli occhiali. È per via della pressione intraoculare bassa. La cosa non è grave, mi assicura di nuovo la dottoressa.

È solo dopo tutti questi drammi che mi rendo conto di ciò che la pressione bassa può fare al corpo. Per tre giorni interi mi sento ubriaca. Completamente K.O. Quando esco a fare una passeggiata, barcollo. Andare in bici è troppo rischioso. Quando sono sdraiata mi sembra quasi di avere una clessidra in testa, e la cosa un po’ mi diverte. Tutto questo nonostante non tocchi una goccia di alcol da giorni. Facciamo un minuto di silenzio per un buon bicchiere di vino rosso. O anche due. O magari tre. E poi finalmente trovo un modo per aumentare la pressione sanguigna. Inizio a trasportare il fieno per le mucche d'alta quota. E solo per loro. Come perché!? Guardale, sono troppo belle:

Il metodo Kneipp

La soluzione al mio problema è in realtà troppo ovvia: acqua fredda. Acqua molto fredda. Al mattino, subito dopo il risveglio, devo andare alla zona bagni, dove mi spruzzano alternatamente con acqua calda e fredda fino ai fianchi. Ah, che relax!... Non proprio. Ma così il cuore pompa meglio. E poi, una volta terminato, mi ritrovo a prendere il tè e a godermi il formicolio delle gambe. Ma per far sì che la pressione rimanga costante, devo anche andare a camminare. Per fortuna sono in montagna. Ogni giorno, per tre ore, cammino nella foresta con qualche pacchettino di miele da usare in caso di emergenza. No, il miele non fa parte del concetto Buchinger, ma è stato permesso al Tannerhof. E meno male, altrimenti sarei ancora nel bosco.

Non avrei mai pensato di avere tanta energia. Quando torno al Tannerhof faccio ancora un po' di metodo Kneipp. Un freddo disumano, ma un effetto fantastico. Se per caso vuoi provarlo a casa, ti do un paio di consigli: inizia bagnando la pianta dei piedi sotto la doccia e poi passa alle ginocchia. Inizia con acqua tiepida, poi usa quella fredda. Ripeti l'operazione due volte e finisci con l’acqua fredda. Non tamponare le gambe con un asciugamano; massaggia le gocce d'acqua nella pelle e lasciale asciugare all'aria. La sensazione di raffreddamento rimane un po’ più a lungo e ti rinvigorisce la mattina Non solo: rientra anche nella categoria «allenamento vascolare» e ha questi vantaggi:

  • I cambiamenti di temperatura fanno sì che le vene si contraggano, il che è un buon allenamento per i vasi e previene le vene varicose.
  • Migliora la circolazione sanguigna verso la pelle e i muscoli.
  • Può alleviare il dolore ai piedi.
  • Aiuta contro il mal di testa.

Latticello e tè alla mela

«Latticello. Questo non l'avevo mai bevuto», dice la mia vicina di tavolo appena arrivata dalla Svizzera.

Quando ero più giovane e facevo sport agonistico, ne bevevo a litri. Ti riempie ed è fonte di proteine per il corpo. Durante il digiuno, ho sviluppato di nuovo una passione vera e propria per il latticello. Se per caso stai pensando che sia una cosa tipicamente tedesca e che non si trovi in Svizzera, ti sbagli: lo trovi in qualsiasi Migros o Coop. Ed è davvero buono.

Durante il digiuno non ci sono molte cose che aspetti con entusiasmo, ma il latticello è una di queste. E poi il tè alla mela. Le mie «madri-digiuno» me ne hanno già parlato. II tè alla mela arriva sempre il mercoledì e la domenica. Mio Dio, non assaggiavo niente di così buono da chissà quanto. E non può essere solo perché le mie papille gustative sono tornate in vita dopo anni di vita da fumatrice. Più tardi, ho recuperato la ricetta segreta. Compra un sacco di mele e cuocile in acqua per dieci o dodici ore. Poi estrai il succo e diluiscilo. Il segreto è tutto qua. Devi solo provarlo.

A proposito, se come a me ti piace il tè freddo fatto in casa, questo succo è delizioso con una piccola aggiunta. Porta a ebollizione della menta fresca e aggiungila al succo di mela.

L'effetto e la perdita di peso

Per me, digiunare non significava semplicemente permettere al mio corpo di prendersi una pausa o purificarlo. Volevo anche perdere peso e trovare un modo per integrare meglio lo sport nella mia routine quotidiana. L'anno scorso ho avuto un incidente e ho finito per ammalarmi per cinque mesi. Dopo due mesi sono riuscita a tornare al lavoro, ma di fare sport ancora non se ne parlava. Aggiungi al mix il fatto che quando sono stressata mangio... Non è la combinazione migliore.

Perciò, con il digiuno volevo darmi uno slancio in uno stile di vita più sano e partire da zero. Detto fatto. Ha funzionato. Prima e dopo il digiuno ho fatto un'analisi di bioimpedenza. Risultato: ho perso un volume di grasso corrispondente a dodici confezioni di burro, cioè tre chili di grasso. In totale, quasi cinque chili. Me ne sono davvero resa conto solo quando sono arrivata a casa e mi sono guardata nello specchio intero. Che bello!

Ritorno alla vita quotidiana: e ora?

Dopo il digiuno, faccio davvero fatica a ricominciare a mangiare. I primi giorni mi sento davvero male, e la mia pressione non è ottimale. Tutte cose che non avevo mai provato. Amo mangiare. Ma prima devo pensare a cosa fa bene al mio corpo: grassi proteici e salutari. Sono ottimi per la mia digestione e ne ho avuto di nuovo la conferma. Non ho ancora osato avvicinarmi alla carne o all'alcol. Possono aspettare. Del resto, quando riordini e tiri a lucido il tuo appartamento, l’ultima cosa che vuoi fare è dare una festa e risporcare tutto in un batter d’occhio.

Per quanto riguarda la vita di tutti i giorni, mi do al digiuno intermittente secondo il principio 16:8. Cioè? Non mangiare per 16 ore, mangiare per 8 ore. Quindi salto la prima colazione e mangio solo tra le 12:00 e le 20:00. La cosa funziona abbastanza bene e mi permette di mantenere il mio peso. Inoltre fa bene all'intestino, che deve autopulirsi prima di dover processare nuovo cibo. A proposito, la mia Bibbia per tutto ciò che riguarda il sistema digestivo è «L’intestino felice» di Giulia Enders.

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Di tanto in tanto, puoi anche scegliere di saltare i cibi solidi per uno o due giorni e bere solo acqua, latticello e brodo. Così eviti anche l’effetto yo-yo.

Lo farei di nuovo? Sì. Forse anche ogni anno.

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Andrea Jacob, Zurigo

  • Category Marketing Manager
Mein Kopf ist vollgestopft mit Ideen. Und es werden jede Minute mehr. Ich diskutiere gerne und bilde mir eine Meinung. Ich liebe motorisiertes. Ich liebe Gadgets. Hier bin ich genau richtig.

6 Commenti

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User damigor

Gratulationen. Danke für das teilen mit uns

27.06.2018
User Anonymous

Produktplatzierung: www.galaxus.ch/de/s5/product/small-foot-jojo-solospiel-8613507

Herzliche Grüsse von deinen ehemaligen Team-Kollegen, die du anfangs Jahr verlassen hast und dich in den Fasten-Wahnsinn getrieben haben ;-) Wir hoffen du kommst trotzdem mit uns wieder einmal ein Bierchen (oder Buttermilch) trinken, liebe Andrea! Dein altes, super schlimmes m-way Team

27.06.2018
User Andrea Jacob

Und ich dachte ich wäre euch nach 7 Jahren endlich los :-)
Ich lad euch gerne mal auf den besten Apfeltee der Welt ein.

P.S: Hört auf mich zu stalken und lasst mich endlich gehen.

27.06.2018
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User DasInselkind

Erstaunlich interessanter Read. Danke fürs sharen. :D

27.06.2018
User hosae

Super Beitrag mit hohem Schmunzelfaktor, Andrea :) Danke fürs Teilen und gratuliere zur erfolgreichen Fastenzeit! Hier noch ergänzend der Vortrag zum Buch, Darm mit Charm [Mono]: youtube.com/watch?v=iC0LbBQ...

28.06.2018
User Intarisgmbh

Interresting article, but it reads like it was written by a ten-year-old with ADS

30.07.2018