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Ispirazione 14

Pani e tumazzu e non ci capisco un...

Ci sono due ticinesi e una siciliana...no, non è l’inizio di una barzelletta, bensì il team di traduzione in lingua italiana. Chiacchierando, capita di ridere e scherzare sulle differenze linguistiche, non solo tra una lingua e l’altra, ma anche nella stessa. Proprio questo mi ha portata a scrivere questo articolo.

Parri sicilianu?

Sì, dico a te! Lo parli? Lo hai mai sentito?

L’unica sicula del team di traduzione, circondata da ticinesi, francesi, inglesi e svizzeri tedeschi. Praticamente uno sprazzo d’Italia meridionale nella fredda Zurigo.

Che tu venga dal Ticino, dal Norditalia o, come me, dal Suditalia, non importa. In comune abbiamo sempre una lingua con la quale capirci a vicenda: l’italiano. Con le sue differenze nazionali e regionali, rimane pur sempre una delle lingue più belle al mondo. Se vieni dal NorDD (con due “d” finali), sicuramente conosci qualche stereotipo, ti è già capitato di sentire cose piuttosto bizzarre o magari hai visto qualche scena del film «Il padrino». Eccomi qua, per mostrarti qualche curiosità su una lingua – o dialetto – molto particolare.

In lingua originale

Più lingue in una

Per alcuni, la lingua siciliana (o meglio ‘u sicilianu) è semplicemente un dialetto. Altri, come l’UNESCO e la sottoscritta, la definiscono una vera e propria lingua madre a rischio di estinzione.

Il siciliano è frutto dell’influenza di diverse lingue, per la precisione nove: greco, latino, arabo, francese, provenzale, tedesco, catalano, castigliano e ovviamente italiano. Questa ricchezza linguistica deriva dalla posizione geografica dell'isola, nel bel mezzo del Mar Mediterraneo, visitata durante i millenni da molte popolazioni.

Alcuni esempi della varietà linguistica siciliana:

  • addumari (accendere, dal provenzale allumar, francese allumer);
  • accattari (comprare, acquistare, dal normanno acater, francese attuale acheter). In alcune province, accattari può significare anche partorire;
  • arrancari (muoversi con affanno, dal tedesco ranken);
  • arricugghìrisi (rientrare, ritirarsi, dal catalano recollir-se);
  • babbiari (scherzare, dal castigliano babieca);
  • nicu (piccolo, dal greco nicròs, variante di micròs);
  • orbu (cieco, dal latino orbum);
  • zagara (fiore degli agrumi, dall’arabo zahra, fiore).
'A zagara, molto comune in Sicilia durante il periodo di fioritura degli agrumi. Immagine: pixabay.com

Tratto da una storia vera

Ho ancora molti parenti e amici in Sicilia. Quando sanno che andrò a trovarli, mi dicono

«Scendi un po’ di cioccolata.»

oppure

«Ti esco i pomodori dal congelatore, così poi ti faccio la salsa.»

Quando sono in Sicilia e devo tornare in Svizzera, eccoli con

«Saliti un po’ di salame e qualche arancia, perché là non ce n’è!»

Hai notato l’oerrore?

Per la grammatica italiana, verbi come scendere, salire o uscire sono detti intransitivi, cioè non hanno un complemento oggetto. Per i siciliani, questi verbi esprimono il concetto di spostamento di qualcosa da A a B: saliamo la spesa, usciamo la macchina dal garage, caliamo la pasta.

Il miglior modo per ascoltare gente parlare in siciliano: fare un giro al mercato. Immagine: pixabay.com

Ma anche i tempi verbali non scherzano

La percezione temporale in Sicilia cambia dal resto d’Italia – e non mi riferisco al fatto che prendiamo tutto molto comodamente o che ceniamo alle 22:00. Infatti, quello che hai fatto il giorno prima, o anche un paio di ore fa, lo racconti al passato remoto, come se fossero passati decenni o addirittura secoli: «Ieri sono stato al mare» diventa «Ajeri fui ‘o mari».

E che dire del temuto congiuntivo? In siciliano si usa spesso, in modo relativamente corretto o addirittura doppio. In italiano, però, convinti che si tratta di un errore, a volte lo sbagliamo o evitiamo di usarlo: «Se l’avessi fatto io, a quest’ora sarei morto» diventa «Se l’avissi fattu iu, a st’ura fussi muortu».

Il futuro non esiste. Tutto è espresso al presente: «Lo farò» diventa «‘U fazzu!» (lo faccio) – tuttavia, da non considerare come una promessa che sarà mantenuta.

Un vocabolario molto legato all’italiano

Lo ammetto: a casa non conosco la differenza tra asciugamano e tovaglia. Cos’è l’asciugamano? E lo strofinaccio? Tutte tovaglie sono – ah, sì, a volte ci piace mettere il verbo alla fine.

Ci tengo però a precisare che molte parole meridionali sono più simili all’italiano rispetto a molte settentrionali. Esempio: hai presente la scena del film «Tre uomini e una gamba» di Aldo, Giovanni e Giacomo? Ecco! Da noi la cadrèga è la seggia (sedia).

I vocaboli e le pronunce possono variare da provincia a provincia, un po’ come i dialetti delle valli in Ticino o il tedesco e il francese nei diversi Cantoni svizzeri.

Ci sono moltissime altre curiosità sulla lingua siciliana, ma non voglio annoiarti. Se vuoi altri esempi pratici, visita Wikipedia in siciliano, avviata nel 2004, che nell’aprile 2018 contava già 25’949 voci. Mica male!

I signori della foto di copertina: Franco Franchi e Ciccio Ingrassia (meglio noti come Franco e Ciccio), due grandi attori comici siciliani.

Per concludere

Essendo una traduttrice, le lingue sono il mio mestiere. Traducendo si impara a conoscere e perfezionare anche la propria lingua. Occorre stare attenti: non stiamo parlando, ma scrivendo; nero su bianco lo sguardo investiga di più, gli errori si notano e sorgono anche dei dubbi: ma si dice veramente così? Ma dai?

Tuttavia, ammetto di adorare la mia lingua (o il mio dialetto?). In fin dei conti, questi «errori» che facciamo parlando – perché, appunto, scrivendo si fa più attenzione – provengono da un miscuglio di culture e lingue che hanno formato il siciliano, ma anche da un sentimento di appartenenza a un popolo, sparso per il mondo, che cerca di mantenere le proprie radici pur non sentendo più l’odore di zagara e gelsomino davanti casa.

Mungibeddu, o Mongibello (Montebello), meglio conosciuto come Etna, che con i suoi 3’343 metri di altezza è anche il vulcano attivo più alto d’Europa. Immagine: pixabay.com

'Mbare! Non perdere i prossimi articoli su cucina, luoghi da visitare e folklore made in Italy e ovviamente in Ticino.

Hai qualche esperienza con il siciliano o con un altro dialetto meridionale? Conosci dei modi di dire, delle parole o altre curiosità interessanti? O magari stai pianificando un viaggio in Sicilia? Lascia un commento :)

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1 commento

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User aletama

Bellissimo. Grande Lea, sei il nostro cavallo di battaglia! ♥

17.05.2018
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